Musicisti di Strada a Torino: sequestro degli strumenti musicali per chi non rispetta le norme

Nuove norme in arrivo per regolamentare l’attività dei musicisti di strada a Torino.

Musicisti di strada Torino

Dopo le proteste dei residenti di via Roma, una delle arterie principali del centro di Torino, il Comune ha preso nuovi provvedimenti contro i musicisti di strada.

Lunedì al Comune di Torino, nella  Sala Rossa è stata approvata la prima delle tre delibere che da il via libera alle nuove norme che provano a mettere un po’ di ordine al fenomeno artistico dei «buskers», meglio conosciuti come gli artisti di strada.

L’assessore alle politiche giovanili, Marco Giusta, ha presentato un piano di riordino che si muove in due direttrici. Una nuova organizzazione degli spazi delle esibizioni che potranno essere amplificate. E regole più severe per chi non le rispetta. A partire dall’autorizzazione del sequestro degli strumenti. «Alla Polizia Municipale è data facoltà, in caso di reiterate violazioni, di sequestrare in via cautelare gli strumenti impiegati nel commettere la violazione». 

Una novità che non mira a silenziare i musicisti di strada. A cui è stata accordata di fatto una liberalizzazione quando suonano in periferia: dove potranno esibirsi, per le solite due ore previste in passato, dalle 10 alle 22 di notte. A differenza del centro, dove le proteste degli abitanti hanno costretto il Comune a correre ai ripari. Quindi, in via Roma, piazza Castello, piazza IV marzo, via Carlo Alberto, piazza Carignano, piazza San Carlo, i buskers potranno esibirsi ma in postazioni precise (da prenotare con una app) in orari ristretti della giornata. «Per esempio, dalle 16 alle 18 e dalle 20 alle 21», dice l’assessore Giusta che per migliorare questo nuovo regolamento ha previsto un tavolo di confronto dove dialogheranno le istituzioni (con le Circoscrizioni), e i rappresentanti dei musicisti.

Non è mancata la risposta, del sindaco Chiara Appendino, alle numerose critica ricevute. Lo ha fatto con un lungo post su Facebook: «Leggo titoli di giornale acchiappa-click e mirabolanti sondaggi che non aiutano certo a fare chiarezza in merito al tema degli artisti di strada in Città. Questo regolamento viene fatto proprio per garantire al meglio l’attività degli artisti conciliandola con la quiete dei residenti. Anche questa volta il percorso per dettagliare questo regolamento è stato portato avanti con un dialogo tra la Città – nella figura dell’Assessore alle politiche giovanili Marco Alessandro Giusta – con le Circoscrizioni e i rappresentanti degli artisti. Colgo l’occasione per ringraziare questi ultimi per far parte della nostra Città e, insieme a loro, tutte e tutti i torinesi che da sempre li accolgono con grande entusiasmo. Musicisti, acrobati, prestigiatori, giocolieri, statue e circensi, spesso di altissimo livello, che si esibiscono da sempre le vie di Torino, specie in periodi di festa. Questi per noi sono una ricchezza inestimabile. Molti di loro peraltro sono torinesi o hanno studiato qui nelle scuole di circo o di magia della nostra Città, o al Conservatorio, enti che ogni anno attraggono studenti da tutta Italia e non solo». 

È da tempo che in varie città sono in atto delle ordinanze che vietano di suonare per strada liberamente, magari per raccogliere qualche moneta. A chi lo fa vengono ‘sequestrati’ gli strumenti musicali.

La materia della regolamentazione degli artisti di  strada ha sofferto e soffre ancora di una mancata regolamentazione su base nazionale, così come avviene in altri Paesi d’Europa. Fino al 2001 era in vigore l’art.121 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), secondo il quale, per esprimere liberamente la propria arte in strada, era sufficiente essere iscritti al Registro dei Mestieri Girovaghi e richiedere al Comune il permesso temporaneo per potersi esibire.

Il DPR. del 28 maggio 2001 n.311, all’art. 6, invece, ha abrogato i commi primo e secondo dell’art.121 del TULPS, affidando, in pratica, a ciascun Comune la possibilità di regolamentare le forme di spettacolo in strada. L’intento era quello di semplificare la procedura burocratica, ma per ottenere ciò è implicito che tutti i Comuni si sarebbero dovuti preoccupare di varare norme in materia per il proprio territorio, e ciò non ovunque è accaduto o non sempre in maniera coerente e lungimirante.

Oggi, invece regna il caos ed ogni comune fa un pò come gli pare, dimenticando molto spesso che  ci sono tantissime città italiane che ospitano i propri festival di artisti di strada accogliendo puntualmente numerosi visitatori da tutto il mondo: dal Ferrara Buskers al Teatro di Strada di Certaldo, dal festival degli artisti di strada di Ostuni a quello di Sorrento, da Chieti e perfino a Torino. 

È bene che qualcuno ricordi che gli Artisti di Strada in Italia godono di una ricca letteratura e tradizione. Il Cinema, ad esempio, con Federico Fellini ed il suo film “La Strada”, attraverso le avventure dell’artista di strada Zampanò e della dolcissima Gelsomina, nell’Italia degli anni ’50 regalò al mondo intero la conoscenza e la bellezza di un’ arte da molti considerata marginale e zingaresca. Ma anche la musica: ed a me viene alla mente quella bellissima canzone di Francesco De Gregori “Pezzi di Vetro”, in cui  “l’uomo che cammina sui pezzi di vetro” è proprio un artista di strada.

 

Pubblicato da Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.