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Olimpiadi Invernali 2018: Operazione disgelo?!

Quando in Italia è mezzogiorno ed in Corea del Sud le otto di sera, in un freddo polare, con l’immagine del ghiaccio al centro dello Stadio a forma di pentagono nella cittadina di Pyeongchang (circa 10mila abitanti), che si trova nella omonima contea, molto vicina a quel famoso 38^ Parallelo che divide le due Coree, inizia la cerimonia d’apertura dei XXIII Giochi Olimpici Invernali. A questi Giochi partecipano 92 nazioni, 2952 atleti che si contenteranno le oltre 100 medaglie per le 15 discipline in gara.

Cerimonia di apertura

La notizia principale è che le due Coree  partecipano e sfilano insieme, sotto un unica bandiera. Era dal dopoguerra, cioè dal 1946 che questo popolo facente parte di un unica nazione non si incontrava. Inoltre c’è da sottolineare che tra Corea del Sud e Corea del Nord ancora oggi vige un armistizio e non hanno firmato mai una pace, quindi formalmente sono ancora in guerra, tanto più che qualche anno fa, esattamente nel 2013, la Corea del Nord ha reiterato lo stato di guerra nei confronti della Corea del Sud.

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Raccontiamo ora, la Cerimonia. Lo Stadio Olimpico a forma pentagonale accoglie cinque bambini ognuno vestito con i colori dei cerchi olimpici. Il numero cinque ricorrerà spesso durante il corso della manifestazione inaugurale: cinque sono i cerchi olimpici, cinque i continenti della terra, cinque gli elementi che compongono la sfera terrestre.

Altra protagonista di questa lunga inaugurazione (è durata circa due ore abbondanti), è la mascotte di questi giochi: la Tigre Bianca ammansita che vuole simboleggiare, in un linguaggio sicuramente politico, che le guerre spariranno per sempre. L’incontro della Tigre bianca con i cinque bambini è un momento carico di significato, poichè a loro viene affidato il messaggio politico unificato delle due Coree.

Mettiamo subito le cose in chiaro: quasi tutti i commentatori, soprattutto quelli americani hanno detto che questa è una finta di Kim Jong-un, una messa in scena. Infatti il giorno prima di questa cerimonia di apertura, in Corea del Nord a Pyeongyang c’è stata una grande parata militare e questo per dimostrare al mondo intero che la Corea del Nord è una potenza militare oltre che nucleare a prescindere dalle manifestazioni di pacificazione. Quindi resta da credere per molti che questi Giochi sono strumentalizzati dal governo del dittatore coreano Kim, per i soli motivi propagandistici. Qualcuno ha voluto ricordare che pure Hitler nel ’36 organizzò le Olimpiadi a Berlino con l’intendo buonista del pacifismo, ma poi sappiamo tutti come è andata a finire. Perciò, ammoniscono commentatori internazionali, di starte ben attenti perchè Kim Jong-un è un grande imbroglione, così come lo è stato il nonno ed il padre, e aggiungono, che il mondo intero non sarà mai tranquillo se a questo pazzo non gli si leverà da mano il bottone dell’atomica.

La sfilata

Ma ritorniamo alla Cerimonia di Apertura. Davanti a 35mila persone infreddolite ma esultanti per lo spettacolo che viene a loro presentato (bellissimi gli effetti scenici e coreografici), comincia la sfilata delle Nazioni partecipanti seguendo l’alfabeto coreano, che peraltro è stato dichiarato patrimonio dell’umanità.

La prima è la Grecia nella qualità di nazione che ha inventato i giochi olimpici, poi via via tutte le altre 92 nazioni. Togo sfila con il suo portabandiera a torso nudo nonostante i -10 gradi di Pyeongchang, così come aveva già fatto alla cerimonia di apertura dei giochi in Brasile, ma lì era un’altra temperatura. I rappresentanti delle Isole Bermuda si presentano anche loro con il tipico pantalone che lascia buona parte delle gambe scoperte.

L’ingresso della delegazione italiana, con la nostra portabandiera Arianna Fontana, tre medaglie a Sochi nel 2014, è accolto da numerosi applausi. Sono 121 gli atleti italiani che parteciperanno a queste olimpiadi invernali, le più fredde della storia dei giochi. Ci si aspetta tanto da questi nostri atleti sia in termini di risultati che di medaglie, quest’ultime sono quelle che contano di più.

Dopo una lunga attesa ecco finalmente entrare insieme la delegazione delle due Corre sotto la stessa bandiera a sfondo bianco su cui si staglia l’intera penisola in colore blu.  Bandiera diversa anche per la Russia: i suoi atleti hanno sfilato dietro quella del Cio a causa delle note vicende legate al doping.

La cerimonia di apertura, sancisce sicuramente una tregua, almeno olimpica tra tra Seul e Pyongyang e la stretta di mano, ripresa da tutte le emittenti del mondo, tra la sorella del dittatore nordcoreano, Kim Yo-jong, e il presidente sudcoreano Moon Jae-in è un momento importante e storico che sicuramente aprirà un nuovo capitolo tra le due Coree. Non pensiamo all’unità, sarebbe troppo, ma ad una pacificazione del territorio sicuramente.

Acceso il braciere

Il presidente sudcoreano Moon Jae-in, dichiara aperti i XXIII Giochi Olimpici invernali dell’era moderna. A Kim Juna, oro olimpico a  Vancouver e argento quattro anni fa a Sochi nel singolo femminile di pattinaggio, tocca accendere il braciere olimpico che resterà acceso fino al 25 febbraio giorno in cui si ritornerà in questo meravigliosi stadio della cittadina di Pyeongchang per la cerimonia di chiusura.

Adesso i Giochi possono davvero iniziare.

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Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.
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