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Pagamento in contanti: cosa potrebbe cambiare da gennaio 2022

Il governo intende combattere l’evasione fiscale bloccando le transazioni in contanti superiori ai 1000€

La transazione elettronica è lo strumento scelto dal governo Draghi per contrastare il problema dell’evasione fiscale. Dal 1 gennaio 2022 potrebbe entrare in vigore un nuovo limite per il pagamento in contanti.

Stop alle transazioni superiori a 1000

Il nuovo anno potrebbe portare in dote una nuova restrizione per i pagamenti in contante. Il 1 gennaio 2022 sarebbe la data scelta dal governo Draghi per introdurre il nuovo limite di 1000€ per le transazioni in contanti. Il precedente esecutivo aveva fissato la soglia a 2000€ con il decreto Legge n.124 e la Legge di Bilancio 2020. La somma consentita potrebbe essere dimezzata per contrastare più efficacemente il fenomeno dell’evasione fiscale. Il contribuente che dovrà effettuare un pagamento che supera il limite stabilito potrà utilizzare solo strumenti tracciabili come la carta di credito o il bonifico bancario. Il divieto sarà applicato a tutti i tipi di transazioni e riguarderà anche i prestiti o le donazioni. L’intenzione del governo è quella di ridurre i costi delle operazioni elettroniche per promuovere l’utilizzo di forme di pagamento alternative. Come traspare dal Rapporto sull’evasione fiscale e contributiva Palazzo Chigi ha identificato nell’evasione fiscale il principale problema da risolvere per incentivare la ripresa economica dopo la pandemia. Per scoraggiare l’impiego del contante verrà monitorato l’Indice sintetico di affidabilità (ISA) che utilizza una metodologia statistica per verificare la gestione fiscale delle imprese e di tutti i contribuenti. Ovviamente verranno impiegati anche altri strumenti come la trasmissione telematica o la fatturazione elettronica. Si prevede anche una stretta su alcuni settori particolarmente sensibili come quello del gioco d’azzardo, mentre il taglio da 500€ potrebbe addirittura sparire.

La lotta all’evasione fiscale continua

Il governo Draghi si è posto un obiettivo molto ambizioso: recuperare 12 miliardi di euro entro il 2024. Per raggiungere questa somma l’esecutivo potrebbe ricorrere all’intelligenza artificiale e all’analisi dei big data. Implementando il sistema tecnologico si possono creare dei modelli che prevedono il rischio di evasione associando ad ogni contribuente un determinato indice. La strategia per essere messa in pratica necessita però di una necessaria ristrutturazione del sistema di controllo e per il momento resta solo un’iniziativa da dibattere in aula. Lo schema di recupero prosegue ugualmente e per il 2023 dovrebbero rientrare i primi 4 miliardi di euro.

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