Attualità

Papa Francesco: “Migranti, non sono in gioco solo numeri, bensì persone”

Si è tenuta oggi in Vaticano, presso la Casina Pio IV, il “II Colloquio Santa Sede – Messico sulla migrazione internazionale”, promosso dalla Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato e dall’Ambasciata del Messico presso la Santa Sede, in collaborazione con la Pontificia Accademia delle Scienze e della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Un’appuntamento importante all’indomani del caos che in questi giorni sta investendo l’Europa e l’Italia per il caso della nave Aquarius.

Tempi di “migrazione”

Nuovi scenari politici si affacciano nell’Europa del XXI secolo che sembra guardare verso nuovi orizzonti. Con l’ascesa di nuovi governi tra cui quello italiano, per i migranti si prospettano tempi difficili poiché il vento sta cambiando, almeno stando alle ultime dichiarazioni dei governanti e dei politici tutti. In questo “caos umanitario”, Papa Francesco non ci sta e rompe il ghiaccio. Lo fa in concomitanza con il colloquio “Santa Sede – Messico sulla migrazione internazionale”, avvenuto proprio stamane in Vaticano.

Le parole di Papa Francesco

“Occorre un cambiamento di mentalità: passare dal considerare l’altro come una minaccia alla

Papa Francesco

nostra comodità allo stimarlo come qualcuno che con la sua esperienza di vita e i suoi valori può apportare molto e contribuire alla ricchezza della nostra società”.

Queste le parole del Pontefice al margine dell’incontro in Santa Sede, il quale ha poi continuato spiegando che nella questione della migrazione: “non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni”. L’attenzione richiesta da Papa Francesco è rivolta in particolar modo alle famiglie, e soprattutto ai bambini, che sono le vittime innocenti di queste esasperata tratta umana. Infine, prima di concludere, il Santo Padre ha salutato i partecipanti, ringraziandoli del grande lavoro esortandoli a: “continuare i vostri sforzi per andare incontro a questo grido dei nostri fratelli, che ci chiedono di riconoscerli come tali e di dare loro l’opportunità di vivere in dignità e pace, favorendo così lo sviluppo dei popoli”.

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