Pentecoste cos’è? Significato e Nascita della Festa

Significato e nascita della festa della Pentecoste

Antichissima è la festa di Pentecoste, risale infatti a prima della venuta di Cristo e prendeva il nome di “Festa della Mietitura”. Si celebrava cinquanta giorni dopo la Pasqua e prende il nome proprio perché era il periodo nel quale veniva mietuto il grano che sarebbe poi servito alla preparazione del pane. Lo scopo di tale festa era quello di ringraziare Dio per il raccolto ricevuto e successivamente anche per il dono più grande ovvero la legge. Con l’avvento di Gesù però qualcosa cambia infatti avviene un evento straordinario che porterà all’inizio di un cammino che durerà fino ai giorni nostri.

La nascita della festa di “Pentecoste”

Il primo a parlare di tale festività fu Tertulliano vissuto tra il 155 e il 220, in una sua opera nella quale parlava di una festa dedita proprio allo Spirito Santo. Nel IV secolo già la Pentecoste era quella festa durante la quale venivano battezzati quanti non avessero avuto la possibilità di ricevere il sacramento del battesimo nel corso della veglia pasquale. La festa di Pentecoste è strettamente legata alla discesa del Spirito Santo poiché fu proprio mentre Maria e i discepoli di Gesù erano radunati nel cenacolo che esso si mostrò davanti e a raccontare questo fatto straordinario è proprio il Nuovo Testamento negli Atti degli Apostoli al capitolo 2: “Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano”. Dopo ciò, il testo ci spiega nei dettagli come avvenne la discesa dello S.S. e lo fa con queste parole: “Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi”.

Cos’è lo Spirito Santo?

Il concetto del Dio cristiano si basa su una forma trinitaria dello stesso. Anche qui, Tertulliano ci viene incontro perché fu proprio lui il primo a parlare di Trinità ovvero del mistero del Dio uno e trino in relazione alla divinità. La Trinità dunque si divide in tre persone “consustanziali e distinte”, le quali vengono riconosciute come: Padre, Figlio e Spirito Santo; queste tre persone dunque anche se distinte, sono fatte della stessa sostanza. Il Padre ovvero il creatore del cielo e della terra, il Figlio generato della stessa sostanza del Padre, si è fatto uomo incarnandosi nel seno della Vergine Maria, e infine lo Spirito Santo, ovvero la terza persona della Trinità. Detto anche Paraclito o Consolatore, lo Spirito Santo è colui che assiste al magistero della chiesa e tutti i fedeli per condurli alla verità ma andiamo per gradi.

Nel Vecchio Testamento, pochi sono i riferimenti ad esso e viene descritto come una forza divina in grado di produrre la vita naturale cosmica, e anche nel N.T. non viene definito in modo personale vero e proprio. Invece se uniti, viene fuori sia la personalità che la divinità dello Spirito Santo e c’è ne parla il Vangelo di Giovanni al capitolo 14 quando scrive: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi”. Lo Spirito Santo dunque fu donato alla chiesa e agli apostoli grazie alla Resurrezione di Cristo.

Simboli e “doni” dello Spirito Santo

Come viene rappresentato lo Spirito Santo? Per quanto riguarda la sua rappresentazione, poche anzi pochissime volte viene rappresentato sotto forma umana, invece ricordiamo molto bene la sua rappresentazione sotto forma di colomba e lo ricordiamo nell’evento dell’Annunciazione e nel Battesimo di Gesù. Nella Trasfigurazione viene rappresentato come una nube luminosa e nel N.T. viene presentato con tale espressione: “Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro”, dunque acqua e fuoco, sono stati da sempre gli elementi rappresentanti lo Spirito Santo in quanto simboli di vita e morte. Per quanto riguarda i doni invece, sono 7: Sapienza (dono che ci concede il gusto della conoscenza del creato e quindi del suo Creatore), Intelletto (aiuta a non essere superficiali, ma ad arrivare al cuore delle cose), Consiglio (serve a comprendere il progetto d’amore che Dio ha per noi e la strada giusta per realizzarlo, Fortezza (dono del coraggio, della costanza, della tenacia), Scienza (ovvero la conoscenza che nella Bibbia significa anche amare), Pietà (legato al termine latino pietosa, ovvero l’amore familiare tra i genitori e i figli) e infine il Timore di Dio (ci rende consapevoli della grandezza di Dio).

Come riceviamo lo Spirito Santo? Esso viene a noi quando riceviamo i sacramenti dell’iniziazione cristiana in particolar modo nel Battesimo e nella Cresima (Confermazione). Esso però viene invocato anche in diverse occasioni come ad esempio durante il sacramento dell’Ordine e in un’occasione molto importante come il Conclave, in quanto, Esso ha il compito di guidare i Cardinali nella scelta del nuovo Pontefice.

Laureando in Scienze Religiose, appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Sognatore e visionario, speaker radiofonico e amante dell’arte in generale.
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