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Peppino Impastato, la morte 40 anni fa

Quanto tempo impieghiamo a fare cento passi? Oggi ce lo chiediamo in modo più insistente, perché proprio in questa giornata – 40 anni fa – veniva ucciso il giornalista e attivista siciliano Peppino Impastato. Cento erano i passi che dividevano la sua casa da quella del boss mafioso Gaetano Badalamenti.

Chi era Peppino Impastato?

Peppino viveva a Cinisi, paese a quel tempo immerso nelle trame criminali dei boss della mafia siciliana. Egli era un uomo forte, avulso dalle logiche mafiose in cui il padre si trovava invischiato. Proprio a Cinisi, nella sua terra, portava avanti un’estenuante lotta alla mafia, animato da un forte senso civico e dalla voglia di denunciare tutto ciò che veniva perpetrato dalle organizzazioni mafiose in terra siciliana. Nel 1977 fondò Radio Aut, una radio libera autofinanziata, attraverso cui sbeffeggiava il boss Badalamenti e ne denunciava gli abusi e le nefandezze.
Peppino era troppo scomodo e per questo la sua voce venne zittita definitivamente quel 9 maggio 1978 – per mandato proprio del boss Badalamenti – mentre l’Italia si svegliava con la notizia di un’altrettanto tragico delitto, quello di Aldo moro per mano delle Brigate Rosse.

Molti sono stati i tentativi di depistaggio al fine di interrompere la ricerca della verità rispetto a questa vicenda, ma dopo numerosi sforzi si è riusciti ad avere giustizia: nel 2001 la Corte d’Assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole, condannandolo a trent’anni di reclusione; l’11 aprile 2002 si è avuta anche la sentenza che ha riconosciuto colpevole il boss Gaetano Badalamenti in quanto mandante dell’omicidio Impastato, condannando Badalamenti all’ergastolo.

Tanti i tributi nel mondo dell’arte per ricordare la figura di un uomo così forte e tenace: ricordiamo il film “I cento passi” – che si rifà proprio ai passi che dividono le case della famiglia Impastato e Badalamenti – di Marco Tullio Giordana, ed ancora la canzone “I cento passi” pubblicata dai Modena City Ramblers nell’album “¡Viva la Vida, muera la muerte!”.

Il ricordo di Peppino Impastato è ancora vivo e scorre nelle parole e nella forza di chi ogni giorno cerca di rialzare la propria terra e liberarla dalle logiche del clientelismo, della criminalità organizzata, per portare avanti un’idea di paese libero, contro ogni forma di sopruso e coercizione.

Diversi in questa settimana gli eventi, i raduni, le mostre organizzati nel suo paese natale per mantenere vivo il ricordo di questo lungimirante esempio di coraggio.

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