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Perché le italiane non decollano in Europa e gli Azzurri hanno fallito due mondiali consecutivi
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Perché le italiane non decollano in Europa e gli Azzurri hanno fallito due mondiali consecutivi

Chiariamo subito un concetto importante, per fallimento Azzurro si intende la mancata partecipazione ai Mondiali di calcio, prima quelli del 2018 e poi quelli del 2022, se in Champions League la situazione è leggermente differente, perché almeno quattro squadre riescono sempre a qualificarsi, il risultato rimane lo stesso: l’Italia non vince un Mondiale dal 2006 e le italiane non vincono una Champions League dal 2010.

Le scommesse Italia che riguardano Nazionale e club ormai non danno mai quote favorite, proprio alla luce dei fallimenti degli ultimi anni, tuttavia la Nazionale di Mancini è riuscita a vincere Euro 2020 e anche a stabilire il record di risultati utili consecutivi in assoluto: ben 37, non perdendo per 3 anni nessuna partita ufficiale. Tuttavia, i motivi sono diversi e devono essere analizzati tutti per la ricostruzione di un calcio italiano competitivo a livello europeo e mondiale.

L’Italia e gli italiani calcisticamente non hanno fame

Nel 2006 quello che accadde ha dell’incredibile, la rosa di Marcello Lippi di certo non conteneva al suo interno campioni del calibro di Baggio, Schillaci, Maldini, Zenga o Pagliuca, neppure Totti brillò particolarmente. Ma ogni singolo giocatore divenne una pedina fondamentale e sicuramente calciatori come Toni, Del Piero, Inzaghi, Buffon, persino Grosso e Materazzi, fecero la differenza.

Quel mondiale fu vinto da un grandissimo gruppo e da professionisti che giocavano in una Serie A differente, più competitiva, fra i campionati migliori al mondo. Il denaro degli sceicchi con i loro pesanti investimenti nei campionati esteri, hanno sicuramente debilitato la serie A negli ultimi 16 anni ma questo si è verificato perché non solo i club non hanno investito nei giocatori Azzurri, è venuta anche a mancare proprio quella fame di vittorie che nel 2006 condusse la Nazionale di Lippi al successo.

Rinforzare i reparti giovanili delle squadre italiane

Questo è il sacro comandamento più importante per ricostruire il calcio italiano dalle fondamenta, dal 2017 si sono buttati altri 5 anni senza ottenere il risultato sperato che era comunque di livello molto basso, ossia la qualificazione ai Mondiali Qatar 2022. La vittoria di Euro 2020 a questo punto rimane poco meno che una magra consolazione di chi non mangia da 4 anni e continuerà a non mangiare per altri 9 anni ma che nel frattempo assapora un solo piatto prelibato in questo frammento temporale. Ricostruire le fondamenta dei reparti giovanili di ogni squadra italiana è l’unico modo per tornare a brillare nel calcio che conta.

Creare un tipo di gioco più offensivo

Le quote dei siti di scommesse come Betfair mostrano chiaramente che gli attaccanti italiani (a parte Immobile) e la stessa Nazionale Azzurra, vanno poco in gol.

Questo è diventato uno dei problemi principali (se non quello fondamentale) della mancata qualificazione a due mondiali. Creare un gioco offensivo e spezzare le corde del passato che legano a un catenaccio ormai obsoleto e inutile, è un’ottima prospettiva per migliorare la qualità di gioco Azzurra. Inserire più calciatori italiani nelle squadre di Serie A è sicuramente un ottimo metodo per ritrovare l’identità perduta.

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