Pillola anticoncezionale, Paolo VI disse di no

A distanza di 50 anni, vengono fuori nuovi particolari sulla pubblicazione dell’Humanae Vitae di Paolo VI.

Papa Paolo VI

Si tratta di uno dei documenti più discussi del secolo scorso, ossia la lettera apostolica Humanae Vitae di Paolo VI. Oggi però nuovi elementi vengono alla luce grazie monsignor Gilfredo Marengo, autore del libro“La nascita di un’enciclica. Humanae vitae alla luce degli Archivi Vaticani”. Ci si trova di fronte ad una storia tutta da riscrivere poiché una enciclica mai pubblicata, venne bocciata dallo stesso Paolo VI in quanto questa lasciava trasparire una certa apertura verso la pillola anticoncezionale.

La genesi

Lo scenario è quello dei mitici anni 60, un’aria di rivoluzione imperversava in tutto il mondo, tra le quali anche quella sessuale. Mentre negli stadi i Beatles cantavano Help, in Vaticano veniva discusso uno dei temi destinato a fare storia fino ai giorni d’oggi: l’uso della pillola anticoncezionale. Nell’ottobre del 1967, infatti, Paolo VI tenne il primo sinodo dei vescovi in Vaticano, si trattava di una vera e propria consultazione con altri vescovi, studiosi e teologi, in merito all’uso della pillola anticoncezionale, il tutto in vista della pubblicazione di un’enciclica.

Un’enciclica “cassata” 

Così dopo la chiusura del sinodo, il 9 maggio del 1968, Paolo VI fissò la data della pubblicazione del documento per il 23 maggio dello stesso anno, il giorno dell’Annunciazione. Il testo portava il nome di: De nascendae prolis. Qualcosa però andò storto, infatti il documento, approvat in un primo momento, venne bloccato anzi cassato totalmente. Cosa successe ? Un giudizio alquanto negativo, venne dai traduttori spagnoli e francesi dell’enciclica i quali espressero il seguente parere: “rendere intellegibile e – nella misura possibile – accettabile la dottrina della Chiesa all’uomo odierno in materia tanto discussa e delicata”.

Un nuovo testo

Dopo un parere del genere da parte di francesi e spagnoli, l’enciclica venne immediatamente bloccata da Papa Paolo VI. Così da maggio a luglio del 1968, l’enciclica venne riscritta questa volta però con un nuovo nome ossia quello che conosciamo: Humanae Vitae. Quest’ultima dunque ebbe una storia particolare divenendo così, uno dei testi vaticani più discussi del XX secolo a firma di Papa Paolo VI.

Incipit

Di seguito l’incipit dell’enciclica Humanae Vitae:

Edizione storica dell’Osservatore Romano

“Il gravissimo dovere di trasmettere la vita umana, per il quale gli sposi sono liberi e responsabili collaboratori di Dio creatore, è sempre stato per essi fonte di grandi gioie, le quali, tuttavia, sono talvolta accompagnate da non poche difficoltà e angustie. In tutti i tempi l’adempimento di questo dovere ha posto alla coscienza dei coniugi seri problemi, ma col recente evolversi della società, si sono prodotti mutamenti tali da far sorgere nuove questioni, che la chiesa non può ignorare, trattandosi di materia che tanto da vicino tocca la vita e la felicità degli uomini”.

Pubblicato da Giovanni Azzara

Studente in Teologia, appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Sognatore e visionario, speaker radiofonico e amante dell'arte in generale.
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Twitter: @Azzarag91

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