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Quando registrare un marchio: procedure e tempistiche

Quando si apre un’attività o si lancia sul mercato un prodotto o un servizio è necessario valutare la possibilità di registrare il proprio marchio. Tenere in considerazione le tempistiche può costituire un gran vantaggio se si pensa di lanciare una campagna pubblicitaria o vendere il proprio prodotto.

Registrare un marchio non è obbligatorio dal punto di vista legale, ma permette di tutelare le proprie idee e la proprietà intellettuale evitando la volgarizzazione del marchio. Un marchio cosiddetto volgarizzato diventa di dominio pubblico e rende impossibile rivendicarne la paternità.

Preposto alla registrazione e alla certificazione esiste l’Ufficio Marchi che accoglie tutte le richieste e ne valuta la legittimità. L’iter dura circa 12 mesi comprensivi di una finestra di 3 mesi per permettere ad eventuali concorrenti di contestarne l’originalità. Per questo è importante fare uno studio a priori prima di proporre la registrazione del proprio marchio. Un ottimo studio di fattibilità permette di evitare contestazioni e lunghe trafile giudiziarie.

Quanti tipi di marchio esistono?

A differenza di quanto si crede, il marchio non è solo il logo aziendale. Un marchio può essere composto da disegni, parole, suoni, forme, colori o la combinazione di questi elementi. Può essere tutelata anche la forma di un determinato prodotto, un particolare suono che riconduce inequivocabilmente alla vostra attività e così via. Per questa ragione è importante anche valutare di scomporre il proprio marchio e registrarne le singole parti.

Si può decidere di registrare un determinato marchio solo sul territorio nazionale o anche nell’ambito dell’Unione Europea o in ambito internazionale. Prima di presentarvi all’Ufficio Marchi, quindi, è necessario aver ben in mente il tipo di attività che si sta per intraprendere e la risonanza che potrebbe avere anche al di fuori dei confini nazionali. 

Marchi forti e marchi deboli: quando la registrazione non basta

Ottenere la registrazione non mette sempre al sicuro il vostro marchio. Se si crea un marchio debole, ovvero una resa che richiama il prodotto in vendita, si potrebbe rischiare di vedersi attaccati per via della genericità del brand. Creare un marchio forte, invece, slacciato dal prodotto in questione, è garanzia di protezione in quanto eventuali concorrenti non avrebbero argomentazioni per rivendicarlo.

Per questa ragione è importante anche apporre da subito il simbolo ® o il simbolo TM per indicare la proprietà esclusiva e la registrazione effettuata a norma di legge. Ma qual è la differenza tra i due simboli?

Il simbolo ® indica che il marchio è stato correttamente registrato e il proprietario ne detiene i diritti legalmente. Non è obbligatorio mostrarlo ma in molti casi ne previene l’uso indebito. Per questo motivo mostrarlo quando la procedura non è completa espone al rischio di denunce o sanzioni.

Vista la stretta normativa molte aziende italiane usano il simbolo TM che non ha valore giuridico nell’ordinamento italiano. TM è l’abbreviazione di Trademark ed è una formula che proviene dai paesi anglo-sassoni dove indica “marchio di fabbrica”. Usare il simbolo TM può significare che il marchio non è ancora registrato ma è comunque un’invenzione originale di chi lo ostenta.

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Matteo Squillante

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Idealista e sognatore studente di Lettere presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa, principalmente politica e temi sociali. Twitter: @MattSquillante

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