Rapporto Censis Italia 2016: giovani più poveri dei nonni

Rapporto Censis Italia 2016: giovani più poveri dei nonni

Il Rapporto Censis sull’Italia del 2016 mostra una realtà molto cruda: i giovani di oggi sono più poveri dei loro nonni. Questo il dato che balza all’occhio secondo il 50esimo rapporto del Censis, secondo cui l’Italia vive una “prolungata e infeconda sospensione, dove le manovre pensate in affannata successione non hanno portato i risultati attesi“.  Altro dato da non sottovalutare come secondo la ricerca, in Italia ci sia una crescita del “populismo”, con i partiti politici al al penultimo posto nella graduatoria dei soggetti in cui gli italiani hanno più fiducia, sopra solo le banche.

Ma torniamo ai giovani: i cosiddetti Millennials (cioè i nati tra il 1980 e il 2000) hanno un reddito del 15% inferiore alla media nazionale; tra di loro i celibi e le nubili sono ormai l’80,6% (mentre erano il 71,4% solo dieci anni fa); i coniugati sono il 19,1% (erano il 28,2%). Tra i celibi e i nubili gli assolutamente single sono il 39,7%, il 3,2% ha in corso più relazioni non impegnative e il 57,1% ha una relazione di coppia stabile pur non convivendo.

Un altro dato che spiega la differenza con il passato, è che rispetto ai loro coetanei di venticinque anni fa (cioè del 1991), i giovani di oggi hanno una ricchezza inferiore del 4%, gap che sale al 41% se confrontato con quello dei sessantenni, che invece stanno sempre meglio. Per gli over 65 infatti il reddito è aumentato del 24,3%. Se nel 1991 la ricchezza media dei giovani era inferiore a quella media nazionale del 18,5%, oggi il distacco è aumentato al 41,1%.

Scontato quasi affermare che per la per la prima volta i figli saranno più poveri dei genitori. E conseguenza di tutto ciò è ovviamente che gli italiani risparmiano invece di investire: sotto il materasso il cash è aumentato di 114 miliardi dal 2007, cifra pari al “Pil di un Paese come l’Ungheria”.

Altri dati: sempre più italiani dichiarano di rinunciare a cure mediche non fondamentali, come quelle odontoiatriche e diagnostiche; sono in condizioni di deprivazione materiale grave 6,9 milioni di persone nel 2014, ben 2,6 milioni in più rispetto al 2010, mentre i nuclei familiari in povertà alimentare sono oltre 2 milioni nel 2014. I minori in povertà relativa nel 2015 sono invece oltre 2 milioni (il 20,2% del totale).

Non buone le notizie anche dal punto di vista demografico: i giovani di 20-34 anni rappresentano appena il 16,4% della popolazione totale, la percentuale più bassa tra i Paesi dell’Unione europea. Nei numeri reali, non sono neanche 11 milioni, mentre erano 15 milioni nel 1991. Gran parte di questi ovviamente sta a casa con i genitori: sono il 48,4% della fascia di età 25-34, e il 92,6% della fascia 18-24.

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Nato nel 1987, di Avellino. Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Salerno e appassionato di calcio, politica e attualità in genere.