Attualità

Riccardo Muti al San Carlo di Napoli con la Chicago Symphony Orchestra

Riccardo Muti con la Chicago Symphony Orchestra ha incantato il pubblico del San Carlo di Napoli.

Per un ora e trenta minuti, ieri sera, il pubblico del Teatro San Carlo di Napoli è rimasto letteralmente incantato dalle musiche suonate della Chicago Symphony Orchestra diretta per l’occasione dal maestro Riccardo Muti. Il Programma, offerto agli spettatori, prevedeva la Suite da Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev e la Sinfonia n.9 in Mi minore “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvořák.

Il Teatro San Carlo ha registrato il tutto esaurito e il clima che si respirava era quello delle grandi occasioni. Napoli ritrova così il “suo” direttore d’orchestra, in uno dei teatri più antichi e prestigiosi del mondo, un binomio tutto partenopeo.

La Prima tappa, al mattino, in città, infatti, ha visto impegnato il direttore d’orchestra nel penitenziario di Nisida, dove ha regalato brani musicali ai giovani detenuti, suonando con tre solisti dell’Orchestra di Chicago. Qualche giorno prima in un intervista rilasciata al Mattino, parlando appunto dell’esibizione di Nisida, anticipò: «Porto con me tre solisti dell’Orchestra di Chicago, tre eccellenze mondiali nel loro campo che suoneranno per i giovani ospiti: flauto, tromba, tuba. Voglio anche mostrare agli americani cosa è Napoli, il piccolo paradiso di Nisida, un luogo magico dove Donizetti ambientò un’opera praticamente sconosciuta, L’Ange de Nisida, un luogo in cui sembra sorgesse la villa romana dove Bruto organizzò la congiura contro Cesare. Ora qui i nostri giovani, in un primo tempo portati sulla cattiva strada da una società sbagliata, vengono supportati per poter dare, una volta fuori, il loro contributo con la loro intelligenza e la loro sensibilità. Perché cambiare si può e si deve».

Ieri è stata la prima data del tour italiano di Riccardo Muti con la Chicago Symphony Orchestra, poi il Maestro tornerà di nuovo al San Carlo, questa volta dirigendo l’orchestra del Massimo partenopeo a novembre 2020. La Chicago Symphony Orchestra mancava dal San Carlo dall’aprile 2012.

Concludendo il suo concerto, ma non prima di concedere un bis al pubblico in delirio, il maestro Muti ha detto: “Sono italiano al 100, ma del Sud al 200 per cento, nato a Napoli in via Cavallerizza a Chiaia 14” .

«Che dire di più… Mozart scriveva che Una esibizione a Napoli vale più di cento in Germania. Napoli era una grande capitale e deve tornare ad essere tale perché ha tutte le carte in regola. Basta mettere un po’ da parte Gomorra e puntare sui tesori, lustrarli, farli vivere. Serve che le forze politiche della Campania si mettano a lavorare insieme, facciano rete per dar forza ad un patrimonio e a una storia che non hanno eguali, da Filangieri ai musicisti del Settecento, a Paisiello, Cimarosa, Jommelli, Leo. Quanti napoletani li conoscono davvero? Quanti frequentano i musei, l’Archeologico, Capodimonte?».

Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.

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