Risparmiometro 2018: Quando entra in vigore?

Il risparmiometro dell’Agenzia Entrate si rivelerà efficace o solo un mediocre deterrente?

agenzia entrate

Un nuovo strumento antievasione del Fisco è in arrivo…si tratta del Risparmiometro. Nome abbastanza evocativo che rimanda immediatamente ad di altri mezzi mutilizzati dall’Agenzia Entrate: redditometro, spesometro e simili.

Ma in cosa consiste esattamente? In una nuova modalità di controllo che si baserà sulle eventuali discrepanze esistenti tra risparmio dei contribuenti e i redditi dagli stessi dichiarati.

Come funziona?

Il 2018 sarà l’anno della sperimentazione per le persone fisiche mentre dal 2019 anche le persone giuridiche saranno sottoposte al vaglio di questo strumento. Per essere controllati basterà essere in possesso di un codice fiscale riconosciuto dall’anagrafe tributaria (la quasi totalità dei soggetti!). La verifica riguarderà conto corrente bancario e postale, conti deposito ed obbligazioni, buoni fruttiferi, carte di credito, acquisto e vendita di oro e metalli preziosi, e non solo. Dall’analisi di questi elementi potrebbe emergere il comportamento anomalo di un contribuente “briccone”.
Importante quindi comprendere quali saranno i comportamenti che faranno scattare l’allarme. La risposta è semplice e si ritrova nelle discrepanze tra quanto risparmiato (e l’Agenzia Entrate sarà in possesso di tutti i dati finanziari per quantificarlo) e la spesa sostenuta. Esempio classico è quello del lavoratore che svolge due attività: una di lavoro subordinato e una “in nero”. Quel lavoratore tenderà a lasciare depositati tutti gli stipendi correttamente dichiarati, mentre utilizzerà, per se’ stesso e la sua famiglia, i proventi del lavoro nero.
Vacanze, vestiti, spesa al supermercato, benzina… tutto in contanti. Il suo conto corrente si rimpinguerà a poco a poco a fronte di prelievi praticamente inesistenti. Situazione evidentemente anomala e che potrebbe celare un’evasione fiscale. Potrebbe… Non è detto infatti che uno squilibrio importante tra risparmio e guadagno celi sempre situazioni non legittime. In tutti i casi, e sono tanti, in cui i genitori aiutano i figli con piccole donazioni per far fronte alla quotidianità e non intaccare il risparmio conducono alle stesse discrepanze.
Ebbene queste discreparanze genereranno presunzioni alle quali il contribuente dovrà dare giustificazioni per evitare l’accertamento.