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Roma: Celebrazioni per il decimo anno dell’ECA

Per il calcio europeo oggi è stata una giornata importante. A Roma presso l’Hotel Cavalieri Hilton, si è celebrato il decimo anno dalla fondazione dell’Associazione dei club Europei (ECA), di cui è presidente da sei mesi Andrea Agnelli. All’assemblea erano presenti i presidenti di FIFA e UEFA, Gianni Infantino e Aleksander Ceferin.

I rappresentanti di oltre 160 società si sono confrontati per porre le basi del futuro del calcio che vive “un periodo di transizione” ha sottolineato Agnelli. Lo sguardo è proiettato oltre il 2024 e l’obiettivo è “arrivare ad una rimodulazione del calendario degli eventi per ridurre il numero totale delle partite e così l’impegno e lo sforzo dei giocatoriInsieme con Fifa e Uefa, cerchiamo di dare corpo alle aspirazioni di tutti, proteggendo il gioco a beneficio dei tifosi ma in generale di tutti i soggetti”.

Il Presidente Agnelli ha parlato anche di VAR: “Quello del Var è ormai un processo irreversibile. C’è già in Italia e in Germania, sarà utilizzato ai prossimi Mondiali e verrà introdotto anche nel Regno Unito. Però è necessario rispettare le tempistiche dell’UEFA, perché tutti gli arbitri devono essere formati”

Presente alle celebrazioni c’era anche Aurelio De Laurentis, patron del Napoli, il quale all’uscita dall’assemblea si è fermato a parlare con i giornalisti presenti, rilasciando le seguenti dichiarazioni: “Oggi il presidente della Fifa Infantino voleva proporre un’ulteriore competizione per i top club, ma abbiamo detto no perché non si può sempre aggiungere senza mai sottrarre. Io da sempre vorrei un campionato europeo per club in parallelo ai campionati nazionali, con partite di andata e ritorno ogni settimana tra le 20 squadre più meritevoli, ovvero tra quelle che nei rispettivi campionati nazionali sono arrivate nei primi posti. Ci dobbiamo sedere attorno a un tavolo per stabilire quali sono i nuovi percorsi da fare per accedere a questo tipo di campionato”.  

Parlando del campionato italiano, ha aggiunto: “Dobbiamo tornare ad un campionato con 16 club. Se vogliamo far restare i giovani legati a questo sport straordinario dobbiamo cambiare tutte le regole, perché se non lo faremo si annoieranno da morire e giustamente finiranno a giocare con gli e-sports, gli electronic games”.

Quindi su tutte quelle voci che vorrebbero Maurizio Sarri lontano da Napoli ha detto: “Sarri da poco milita nella Serie A ed il Napoli lo ha stimolato a mettersi in gioco sempre di più e mi auguro che lo si possa fare ancora insieme. C’è un contratto che lo lega a noi per lungo tempo, ma c’è anche una clausola rescissoria: certo che se qualcuno affrontasse questo problema legalmente è ineccepibile e dovremmo farci da parte. Sarri è uno che ha rischiato in tutta la sua vita, con onestà intellettuale e professionale, così è riuscito a diventare quello che è oggi. Molti giocano fino a 36-37 anni e poi diventano allenatori. Lui non ha potuto giocare ma ha studiato tanto e alla fine è diventato geniale in quello che fa”.

Concludendo il suo incontro con la stampa: “In 14 anni ho dimostrato di far fare grandi passi ad un club che praticamente non esisteva più. Tutti devono aver fiducia in questo Napoli e in me, perché sono io che creo le condizioni giuste per andare avanti in un contesto che non ho creato io e che secondo me è pieno di problemi. FIFA, UEFA, ECA, chi più ne ha più ne metta. Noi nuotiamo in un oceano pieno di squali e fino a oggi non siamo stati divorati”.

 

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