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Salernitana-Venezia, quel fallo di mano non visto può essere decisivo per la salvezza

Minuto 35 del primo tempo dell’andata play out di serie B tra Salernitana e Venezia per non retrocedere in Lega Pro. Il difensore granata Mantovani, nel tentativo di contrastare un’azione dell’ex Bocalon, colpisce chiaramente la palla con un braccio, frenandone la corsa.

Sarebbe calcio di rigore netto su tutti i campi d’Italia e del mondo, sia professionistici che dilettantistici, anche laddove la VAR non sanno neanche cosa sia. Ma non all’Arechi di Salerno, dove l’arbitro Aleandro Di Paolo, 41 anni da Avezzano, ha deciso di non utilizzare il supporto della tecnologia (seppur presente). Sarebbe stato sufficiente recarsi presso il monitor collocato a bordo campo, magari su invito del collega Ghersini di Genova, responsabile VAR di Salernitana-Venezia, per assegnare il calcio di rigore (parso sacrosanto) alla squadra di Serse Cosmi.

salernitana venezia playout

Un episodio che avrebbe sicuramente cambiato la partita e, chissà, magari l’esito finale della prima sfida tra il club di Lotito e quello di Tacopina. Il Venezia poi nel secondo tempo il gol l’ha trovato comunque, grazie al neoentrato Gianmarco Zigoni, vecchia conoscenza dei cugini dell’Avellino che lo ricordano ancora con piacere per il gol promozione realizzato a Catanzaro. Ma quel penalty (non concesso) avrebbe cambiato volto alla partita, molto prima, magari regalando al pubblico un secondo tempo diverso.

Fa bene il Venezia a recriminare, per il rigore e non solo: alla luce di quanto visto in campo, soprattutto nella ripresa, gli ospiti avrebbero ampiamente meritato il pareggio. Le statistiche d’altronde parlano chiaro: 13 tiri da parte della squadra di Cosmi, solo 2 invece le conclusioni della squadra di Menichini (coincise appunto con i due gol, prima di Djuric e poi di Jallow).

Un risultato (il 2-1 finale) che in virtù del match di ritorno, in programma domenica alle 18 allo stadio “Pierluigi Penzo“, costringe il Venezia a vincere con più di un gol di scarto per evitare supplementari e l’eventuale lotteria dei rigori. Con la concessione di quel rigore, probabilmente, sarebbe stato tutto diverso e questa svista arbitrale rischia seriamente di condizionare le speranze di salvezza dei lagunari.

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