Scuola

Scuola Ultime Notizie: Come cambia il rapporto docente-studente

Il passaggio della conoscenza, nonché le prime forme d’istruzione, sono da sempre il pilastro su cui si è fondata la cultura greco – romana prima e quella occidentale dopo. I Sofisti, tra cui anche il primo vero maestro Socrate, avevano individuato due elementi fondamentali nell’istruzione del giovane allievo: il primo elemento consiste nell’ambiente dove lo studente è portato ad apprendere, ritenuto fondamentale in quanto utile allo sviluppo sociale dell’individuo; il secondo elemento invece consiste nel rapporto di fiducia che si instaurava tra maestro e allievo, ritenuto fondamentale in quanto lo scolaro doveva considerare utili le nozioni apprese ad opera di un maestro preparato. La severità e il rigore richiesto dai maestri nei confronti dei propri allievi era alla base del rapporto maestro – allievo, e delineava quello che era un distacco importante tra le due figure. Questo distacco però nel tempo, e nei secoli, è andato piano piano assottigliandosi e, con l’avvento delle nuove tecnologie, quasi scomparso del tutto.

Roma e Treviso: tre casi di abusi avvenuti dentro le aule scolastiche

È di un paio di giorni fa la notizia che ha scombussolato una prestigiosa scuola della capitale. Un docente e professionista abusa di una ragazzina di 15 anni. Stando alle ricostruzioni dei carabinieri il professore avrebbe abusato della ragazza durante le ore di ripetizione private che dava all’interno della scuola nel quartiere Eur di Roma. La brutta vicenda è venuta a galla grazie all’intervento dei genitori che hanno letto sullo smartphone della figlia alcuni messaggi abbastanza espliciti mandati proprio dal docente. Assieme agli sms sulla nota app di Whatsapp vi erano stati i primi approcci, baci, palpatine fino al rapporto orale. Ma la cosa che personalmente mi sconvolge è stata la dichiarazione del docente stesso agli inquirenti: “ero innamorato di lei. È stato un rapporto consenziente.”

A Treviso invece sono due i casi che hanno destato clamore. Il primo riguarda un docente di lettere che avrebbe intrattenuto chat a sfondo sessuale con alcune delle sue studentesse, promettendo voti alti per l’accesso all’esame di maturità. Anche qui sono stati i genitori della sedicenne ad accorgersi della relazione e denunciare lo stesso docente per abuso su minore. Il secondo caso, emerso recentemente, riguarda invece un docente di musica delle medie che pare abbia abusato di alcune studentesse durante le ore pomeridiane integrative di musica. A denunciarlo, per episodi accaduti 10 anni fa, sono le stesse ex studentesse che hanno subito le presunte molestie.

Tecnologie e app usate a scuola: pro e contro

Dunque la mia riflessione ora sorge su due interrogativi principali: come può un docente innamorarsi di una sua studentessa? E quanto può sembrare corretto l’uso della tecnologia nel rapporto oggi tra docente e studente? Al primo quesito la risposta che mi sono dato non lascia molti dubbi: oggi le ragazze hanno corpi da donne mature, ma forma mentis da bambine.

Un docente adulto può infatuarsi del corpo giovane e bello, ma difficilmente potrà trovare piacere nell’ascoltare i problemi e i ragionamenti di un’adolescente. In questo caso si manifesta la stortura dell’etica pedagogica: un docente dovrebbe aiutare a evolvere il pensiero e il saper ragionare dei suoi studenti e non ammirarne semplicemente la bellezza fisica, approfittandosene. Per quanto invece concerne i social e il loro uso la questione è più delicata. È necessario che un docente abbia il numero o i numeri delle sue studentesse? Ni. Una comunicazione diretta e immediata, se usata nel modo corretto, può portare numerosi vantaggi: si ha bisogno di una spiegazione immediata, di un chiarimento circa una lezione, è possibile contattare il docente e chiedere delucidazione. Dall’altra parte invece il rischio, anche elevato, è di lasciarsi tentare e usare la comunicazione istantanea come pretesto per adescare, ricattare (in alcuni casi con dei voti) e abusare delle proprie studentesse. La tecnologia, nelle scuole di oggi, è fondamentale, così come la comunicazione, e va usata e gestita nel miglior modo possibile perché diventi una risorsa per insegnanti e alunni e non pericolo per entrambi.

Cosa deve fare un genitore?

Un altro ruolo fondamentale in queste particolari situazioni lo hanno i genitori. Premesso che sono contrario al controllo degli smartphone dei propri figli perché sarebbe una gravissima mancanza di fiducia nel rapporto genitori – figli, i genitori dovrebbero provare a instaurare un dialogo costruttivo con i propri figli. L’accorgersi che qualcosa non va non deve partire dal controllo dei messaggini, ma dal confronto che avviene dentro le mura domestiche. Forse oggi quello che manca è proprio questo dialogo tra genitori e figli e spesso si lascia correre non accorgendosi di malesseri e turbamenti che l’adolescente porta con sé. Capisco anche che il genitore moderno è preso da tante cose, tanti pensieri e una vita frenetica che lascia poco tempo, ma un piccolo ritaglio di tempo anche nell’ascoltare il proprio, o i propri, figlio/i è necessario trovarlo affinché quest’ultimo venga tutelato da episodi simili sul nascere e non dopo svariati mesi di abusi.

Genitori e docenti, famiglia e scuola, sono il binomio indispensabile per la sana crescita dei ragazzi sia dal punto di vista affettivo che dal punto di vista delle conoscenze. Ai genitori il compito di educare moralmente e affettivamente il proprio figlio rendendolo un elemento utile alla società moderna; ai docenti il compito di dare ai proprio studenti quella conoscenza utile ad essere perfettamente integrati nel mondo. Qualora questo equilibrio venisse meno, allora i casi di abusi non cesseranno e i ragazzi saranno sempre più disorientati. Forse, e qui concludo, non sarebbe male se i docenti tornassero ad avere quel distacco professionale che ha caratterizzato sempre la scuola negli ultimi anni e lasciassero ai genitori il compito di essere vicini agli interessi dei propri figli.

Tag

Davide D'Aiuto

Laureato in Scienze dell'Informazione editoriale, pubblica e sociale, amo scrivere più di qualunque altra cosa al mondo. Il giornalismo è la mia vita. Quando non scrivo viaggio e scatto fotografie perché adoro scoprire il mondo e leggerlo come un libro.
Back to top button
Close
Close