Spagna, discorso Re Felipe: Condotta irresponsabile Catalogna

In diretta il discorso del monarca spagnolo. Ferme condanne e accuse al governo di Puigdemont: "Approfitta delle istituzioni". Nessuna menzione alle violenze.

In diretta ora il discorso attesissimo del Re Felipe VI sulla crisi catalana dopo le dichiarazioni a caldo delle forze politiche spagnole e del premier Mariano Rajoy. Iniziava, infatti, ad indispettire l’opinione pubblica il prolungato silenzio del capo di Stato spagnolo che però seguiva attentamente tutti gli avvenimenti dal Palazzo Reale a Madrid.

Tramite la televisione di Stato il sovrano ha incolpato duramente il governo catalano accusato di “usurpare antiche istituzioni della nazione” e di “voler spezzare l’unità della Spagna”. Senza nominare il presidente Puigdemont o esponenti del governo di Barcellona, senza mezzi termini il sovrano ha dichiarato l’attuale governo al di fuori dei dettami costituzionali.

Il re, che intrattiene buoni rapporti con il popolo catalano, si è rivolto alla popolazione unionista residente nella regione autonoma. Forte del 60% di astensione (intenzionale o forzata che sia) ha ripetuto che i cittadini catalani “non saranno mai soli, lo Stato non lascerà alla violenza i suoi cittadini”.

La questione è stata affrontata senza far riferimento agli avvenimenti di domenica, nell’esprimere la vicinanza dello Stato non sono state menzionate le violenze durante il voto (anch’esso non menzionato). Il Re non ha voluto alimentare la polemica interna facendo un discorso di unità slegato dai discorsi di cronaca.

Discorso del Re Felipe, “Costituzione prevede autonomie”

Va mantenuto lo status quo secondo il sovrano, durante il discorso infatti è stato più volte sottolineato che la costituzione spagnola prevede ampi margini di autonomia ed autogoverno.

“Ogni istanza culturale e storica è rispettata purchè non sia minata l’integrità territoriale”. Nessun accenno alle trattative auspicate dagli analisti. Non si è parlato di intese politiche e di probabili accordi per garantire condizioni diverse da quelle attuali al governo catalano. Il Re, dunque, ha provato ad essere quanto più possibile super partes, ma soprattutto difendere le istanze della maggioranza degli spagnoli, avversi alle istanze catalane.

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Idealista e sognatore studente di Lettere presso l’Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa, principalmente politica e temi sociali.
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