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Spopolamento dell’Irpina: gli ultimi dati e perché sta avvenendo

Il tema dello spopolamento dei Comuni dell'Alta Irpinia non è nuovo ma quali sono i dati reali e i motivi che portano la popolazione a emigrare?

I comuni dell’Alta Irpinia stanno vivendo da diversi anni un vero e proprio spopolamento. I dati parlano chiaro ma ci siamo mai chiesti veramente perché ciò sta avvenendo?

La globalizzazione e l’evoluzione tecnologica sta trasformando anche il nostro Paese che sta sempre di più uscendo dai piccoli centri per cercare futuro nelle grandi città, soprattutto quelle del Nord Italia se non proprio Nord Europa dove evidentemente esistono condizioni migliori che attirano i giovani. Da anni oramai si è sviluppata una certa sensibilità sul tema dello spopolamento dei piccoli borghi e più in generale dell’emigrazione dal Sud Italia ma ancora poco o nulla è stato fatto nel concreto per mettere un freno all’emorragia di giovani e meno giovani da paesini troppo maltrattati da politica, istituzioni, imprenditoria e anche, purtroppo, cittadinanza.

Spopolamento in Irpinia: i dati

I dati sullo spopolamento dell’Irpinia parlano chiaro: infatti, secondo quanto dichiarato nel corso del convegno ”Verso il Sud” tenutosi ad Avellino questo weekend, sono oltre 15.000 gli abitanti registrati nella provincia irpina e, se questo trend non dovesse essere interrotto, alcune stime prevedono che la popolazione irpina potrebbe ridursi molto presto alle 400.000 unità, un numero davvero basso per un territorio come quello avellinese.

Perché avviene lo spopolamento?

Ovviamente sono tanti i fattori a incidere sulla tendenza allo spopolamento del territorio irpino: infatti, la Provincia di Avellino presenta diverse differenti contesti sociali e non tutte le persone che emigrano lo fanno per gli stessi identici motivi.Sappiamo che la città di Avellino non ha fatto registrare ottimi risultati nella classifica sulla qualità della vita 2019 de Il Sole 24 Ore e ciò ha sicuramente delle ragioni profonde.

La disoccupazione in Irpinia

Appare quasi ridondante parlare del fattore lavorativo per spiegare lo spopolamento dell’Irpinia: infatti, i dati sulla disoccupazione in Provincia di Avellino, purtroppo, oltre a essere superiori alla media nazionale sono anche in controtendenza rispetto al leggero trend di crescita registrato negli ultimi anni nel Paese. Al dì là dell’aspetto quantitativo è spesso la qualità del lavoro che questa terra offre a lasciare insoddisfatti i giovani, soprattutto quelli che hanno avuto modo di studiare e che sperano di poter mettere a frutto il loro percorso lontano da casa.

Lo spopolamento dei borghi

A essere maggiormente penalizzati dal fenomeno dell’emigrazione sono i borghi dell’Irpinia che fanno sempre più fatica a offrire condizioni di vita compatibile con la vita di oggi. Oggettive difficoltà nella mobilità e un po’ di miopia da parte della classe dirigente hanno reso molte borghi irpini dei paesi fantasma abitati solo da persone anziane profondamente legate alle loro origini e che negli anni hanno visto figli e nipoti spostarsi nella migliore delle ipotesi in centri abitati più grandi. Il caso del Comune di Trevico è divenuto nel tempo emblema di questa situazione.

Come combattere lo spopolamento dell’Irpina?

Non è facile invertire un trend che purtroppo si è consolidato così fortemente negli anni ma chi conosce il territorio irpino sa bene che le potenzialità per risalire la china ci sono. Negli ultimi anni si sta provando a valorizzare le eccellenze eno-gastronomiche del territorio per rilanciare il turismo. I treni storici sono un’iniziativa molto importante in questo senso come lo sono i tanti festival estivi organizzati in Irpinia ma ancora tanto c’è da fare per riportare gente nella Provincia di Avellino o, quantomeno, interrompere questa ”fuga”.

Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.

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