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Toulouse Lautrec in mostra a Milano: il mondo fuggevole

Tra pochi giorni, il Palazzo Reale di Milano ospiterà Toulouse Lautrec, uno dei più coinvolgenti artisti protagonisti dell’Ottocento francese. La mostra resterà allestita dal 17 ottobre al 18 febbraio. “Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec” metterà in esposizione 250 opere, 35 dipinti, litografie, acqueforti e i 22 manifesti realizzati dall’artista. I capolavori provengono dal Musée Toulouse Lautrec di Albi, la cui direttrice Danielle Devynch è curatrice della mostra milanese insieme a Claudia Zevi. Palazzo Reale è un luogo ideale per accogliere una rassegna di così grande rilevanza artistica. Un luogo storico che permette di toccare con mano eventi che hanno attraversato la città per decenni. “Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec” è una mostra monografica che evidenzierà la singolarità artistica del  Maestro bohémien. Da non perdere!

Donna pagliaccio seduta, Henry de Toulouse-Lautrec (1896)

Chi era Toulouse Lautrec

Henri de Toulouse Lautrec (Albi, 1864 – Malromè, Bordeaux, 1901) nacque in una nobile famiglia francese, ma non ebbe una vita facile. Una rara malattia congenità ostacolò la crescita dei suoi arti inferiori sin dalla nascita. A causa della degenerazione ossea, all’età di 14 anni si fratturò le gambe, assumendo un aspetto deforme. A quest’enorme disgrazia Toulouse Lautrec reagì  dandosi alla movida notturna parigina, concentrata nel quartiere di Montmartre e divenne ospite fisso del “Moulin Rouge”, del “Moulin de La Galette” e degli altri locali. La sua vena artistica era molto apprezzata dalle ballerine di can can e dalle cantanti, continui soggetti delle sue opere, fino a diventare un pittore di successo. Nonostante la sua fama, l’artista continuava a soffrire di crisi depressive a causa del suo fisico deforme. Il suo corpo non resse a lungo e l’alcool lo portò alla morte, a soli 37 anni.

Lo stile pittorico di Toulouse Lautrec fu influenzato dalla forma delle stampe tradizionali giapponesi, divenute molto di moda a Parigi, in quel tempo capitale dell’arte europea. L’artista ne riprese il taglio compositivo, i colori piatti, l’inquadratura spesso eccentrica. Oggi, le sue opere manifestano la prospettiva storica della Belle Époque, un’epoca che splendeva di futilità e di uomini dandy.

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Elisabetta Capogreco

Vivo con un paio di occhiali e con uno zainetto in spalla. Scrivo e fotografo per raccontare, per questo sono alla continua ricerca d'ispirazione. Nel frattempo, studio le dinamiche dell'ICT. Se non mi trovi online, sono in cucina a sfornare una crêpe. Qui su Newsly.it per una nuova avventura!
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