Ue contro Governo M5S-Lega: smuove i mercati per far cambiare il Def

“Se l’Italia vuole un trattamento particolare supplementare, questo vorrebbe dire la fine dell’euro. Bisogna essere molto rigidi.” Jean Claude Juncker

unione europea

Come mai prima d’ora Bruxelles è sembrata usare la leva dei mercati per mettere sotto pressione il Governo italiano, per convincerlo a rivedere la decisione di portare il deficit al 2,4 nei prossimi 3 anni. Ieri tutto sembrava filare liscio. La giornata si era aperta con lo spread in calo, il quale aveva toccato il minimo di 260 punti attorno alle 12.00, ben quattro punti in meno rispetto a venerdì scorso. La Borsa di Milano registrava il miglior andamento in zona euro.

Tuttavia Bruxelles ha deciso improvvisamente di rompere quello scenario positivo, venendo meno alle consuete prassi. Invece di attendere la Legge di Bilancio per esprimersi, in arrivo entro il 15 ottobre, l’Ue ha alzato la voce. Il Commissario agli Affari Europei Pierre Moscovici si è affrettato a dichiarare: “Per il momento quello che so è che il deficit al 2,4, non solo per l’anno prossimo ma per i prossimi tre anni, rappresenta una deviazione molto, molto significativa rispetto agli impegni presi”.

Non solo. Nonostante fonti del Governo abbiano più volte ribadito che la decisione è oramai stata presa, Moscovici è sembrato parlare della questione come se ancora non fosse definitiva. “Con Tria lavoriamo sulla base dell’1,6. Così invece è chiaro che il deficit strutturale non sarà guardato per niente nello stesso modo”.
A dargli manforte è arrivato Valdis Dombrovskis: “La manovra non rispetta le regole. A una prima occhiata i piani di bilancio italiani non sembrano compatibili con le regole del Patto”.
E’ a quel punto che la borsa di Milano inizia a virare in negativo. Lo spread ha rapidamente iniziato a risalire ed ha infine chiuso la giornata a 282 punti, vanificando completamente i risultati di qualche ora prima.

Immediata è stata la reazione di Luigi di Maio, il quale senza mezzi termini ha parlato di “terrorismo”. “A qualcuno non andava giù che lo spread non si fosse impennato. – ha detto il vice premier – Moscovici, che non è italiano, si è svegliato ed ha pensato bene di fare una dichiarazione contro l’Italia, contro il Def italiano e creare tensione sui mercati. Per fortuna la Borsa sta per chiudere. Da domani continueremo a spiegare che il 2,4% non è una misura molto lontana da quella che facevano altri. Il vero problema è che se lo fanno la Lega e il M5s non va bene”.

Come se non bastasse, in serata sono arrivate anche le dichiarazioni del Presidente della Commission Europea Jean Claude Juncker a mettere zizzania. “Con l’Italia bisogna essere rigidi, non vogliamo un’altra crisi come la Grecia. Dobbiamo evitare che l’Italia reclami trattamenti speciali i quali, se concessi a tutti, significherebbero la fine dell’euro”. Non vorrei – ha aggiunto – che dopo aver superato la crisi greca, ricadessimo nella stessa crisi con l’Italia. Una sola crisi del genere è sufficiente”.

Fonti da palazzo Chigi riferiscono che Giuseppe Conte, a seguito di un incontro con Mattarella che avrebbe dovuto rimanere riservato, ha ribadito la bontà della manovra economica alla quale il governo sta lavorando, sottolineando per l’ennesima volta che l’impostazione del Def non è in discussione, nemmeno il rapporto deficit/pil al 2,4. Tuttavia la situazione creatasi è ancora suscettibile di colpi di scena. Suonano così un po’ malinconiche le parole del Ministro Salvini: “Siamo un paese Sovrano. Basta con gli insulti da Bruxelles”. Lo siamo veramente?