Politica

USA – Corea del Nord: aumentano le Tensioni

L’amministrazione Trump alza ancora il tiro contro la Corea del Nord, e questa volta lo fa attraverso il segretario di Stato Rex Tillerson. Il vertice del gabinetto Usa ha inequivocabilmente detto che nei confronti di Pyongyang tutte le opzioni saranno valutabili, comprese azioni militari, in caso di ulteriori minacce a un livello tale da “richiedere una risposta appropriata“.

Le dichiarazioni di Tillerson sono giunte dopo che il petroliere texano si è recato, in visita ufficiale, nella zona demilitarizzata fra le due Coree. La netta divisione del territorio al 38mo parallelo non è quindi solamente un confine geografico, ma rappresenta il “fallimento” di tutte le politiche persuasive che in 20 anni (aveva ammesso ieri, in una conferenza congiunta con ministro degli esteri giapponese Fumio Kishida) “non hanno convinto la parte Nord ad abbandonare il suo programma nucleare“.

Dal 6 marzo sono aumentate le tensioni

Questa tensione si è alimentata, nei giorni immediatamente passati, a causa di quanto accaduto il 6 marzo scorso. Quando cioè Kim Jong-un ha autorizzato il lancio di 4 missili balistici dal nord ovest del paese, tre dei quali sono poi precipitati in acque giapponesi. Tale iniziativa, definita da Trump una violazione alle risoluzioni Onu, ha portato ad una concordia di intenti da parte di Washington, Tokyo e Seul, che si sono dette disposte ad adoperarsi in ogni modo per scongiurare altre azioni intimidatorie. Il governo del Sud, intanto, proprio dopo quella esibizione di forza aveva richiesto il trasferimento nel proprio territorio del THAAD, ovvero il sistema antimissile dell’esercito statunitense che dovrà quindi fungere da scudo.

Corsa agli armamenti: La Corea del Nord lavora ad un Razzo Balistico

Ma la Corea del Nord non ha intenzione di recedere da ulteriori sviluppi del programma di armamenti. E anzi non nasconde di stare lavorando ad un razzo balistico intercontinentale (come annunciato da Kim nel suo preoccupante discorso di capodanno), in grado di colpire il territorio statunitense, mostrando come si è visto ulteriori progressi in senso bellico. Sul Rodong Simmun – il quotidiano ufficiale nordcoreano – il leader supremo si difende dagli “imperialisti Usa“, i quali “dopo aver lasciato decollare una formazione di bombardieri strategici B-1B dalla base di Anderson a Guam, l’hanno fatta volare sopra Sangdong in Corea del Sud, per organizzare una esercitazione di lancio di bombe nucleari finalizzata ad un attacco preventivo dei maggiori obiettivi nella DPRK“-.

 

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