Usa, Flynn si Dimette: va via il Consigliere per la Sicurezza di Trump

Usa, Flynn si Dimette: va via il Consigliere per la Sicurezza di Trump
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Nuove grosse difficoltà per Trump: ha rassegnato infatti le sue dimissioni Michael Flynn, consigliere per la sicurezza nazionale voluto fortemente dal presidente repubblicano. La scelta di rinunciare all’incarico è stato un passo obbligato per l’ex generale, seguito alle numerose controversie che l’avevano coinvolto, a causa dei suoi colloqui con l’ambasciatore russo negli Usa Sergey Kislyak.

Al centro delle conversazioni, avvenute prima dell’insediamento di Trump alla Casa Bianca, ci sarebbe stato lo spinoso problema delle sanzioni a Putin inflitte da Obama, che nel dicembre scorso aveva infatti firmato l’espulsione di funzionari del Cremlino dagli Stati Uniti. Questo dopo che la Cia aveva confermato il coinvolgimento della Russia nell’hackeraggio ai danni di Hillary Clinton, in campagna elettorale.

Flynn si sarebbe in qualche modo impegnato a fare da mediatore con Washington, ponendosi in una posizione di ricattabilità che ora rischia di coinvolgere anche altre membri dell’amministrazione statunitense. In una lettera a Trump, infatti, il dimissionario consigliere scrive di aver inavvertitamente ragguagliato il vice presidente Mike Pence  -che ora è ugualmente a rischio –  ed altri, sulle conversazioni telefoniche con l’ambasciatore russo. A poco è servito che si sia “sinceramente scusato” per le sue mosse compromettenti, vista la portata del problema che si sta sollevando.

Anche perché Pence lo aveva difeso pubblicamente, anzi proprio in un’intervista del mese scorso aveva affermato che le discussioni “non avevano niente a che fare con le decisioni Usa di espellere i diplomatici o di imporre censure alla Russia”. E mentre fonti ufficiali hanno detto che l’FBI sta continuando ad esaminare i colloqui, il portavoce Sean  Spicer è ugualmente in bilico: il 13 gennaio scorso, infatti, si era limitato a parlare di “auguri di natale” intercorsi tra Flynn con Kislyak.

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Per quanto riguarda il successore, Trump avrebbe le idee quasi definite: Joseph Keith Kellog è stato nominato consigliere per la sicurezza nazionale ad interim, ma intanto si fa strada anche il nome di David Petraeus. Nel frattempo anche la Virginia blocca il bando, voluto dall’attuale amministrazione di Washington, agli ingressi negli Stati Uniti per persone provenienti da paesi musulmani. Già nei giorni scorsi il giudice James Robart, dello stato di Washington, aveva annullato il provvedimento di Trump che impediva di fatto gli ingressi per chi avesse visti di sette paesi a maggioranza islamica.