Attualità

Vaticano “plastic free” è il primo stato a non usare la plastica monouso

Dopo lo stop alla vendita delle sigarette, il Vaticano diventa il primo stato "plastic free".

E’ uno degli stati più piccoli del mondo ma sicuramente uno dei più all’avanguardia sotto certi punti di vista. Con  l’ascesa di Papa Francesco al soglio pontificio, il Santo Padre ha da sempre mostrato un suo particolare interesse per la salvaguardia del pianeta. Dopo lo stop alla vendita delle sigarette, da questo momento in Vaticano non troveremo più prodotti monouso di plastica, entro la fine di quest’anno infatti le scorte di plastica termineranno e così il Vaticano diventerà il primo stato totalmente “plastic free”.

Laudato sii

L’attenzione di Papa Francesco nei confronti dell’ambiente si è visto anche grazie ad una delle  sue encicliche più famose, la “Laudato Sii” dove si legge: “Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti. Il movimento ecologico mondiale ha già percorso un lungo e ricco cammino, e ha dato vita a numerose aggregazioni di cittadini che hanno favorito una presa di coscienza. Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri”.

Stop alla plastica

L’idea di abolirla è venuta fuori dopo che gli uffici vaticani si sono accorti che lo stato è riuscito ad avere un alto plastic free grado di riciclo dei rifiuti, parliamo del 55% ma non finisce qua, perchè l’obiettivo adesso è quello di arrivare al 70 – 75 % entro tre anni. Ad occuparsi dei rifiuti è  il responsabile del Servizio giardini e nettezza urbana, Rafael Ignacio Tornini: “Nel 2016 -spiega quest’ultimo – è stata creata un’isola ecologica che ormai chiamiamo eco-centro, nel 2018 è stata rafforzata con lavori di ristrutturazione”. Ed ancora continua: “Ormai siamo in grado di gestire circa 85 codici Cer, che sono i codici di rifiuti europei. In questi primi sei mesi siamo arrivati ad un 2 per cento di materiale indifferenziato, quindi un 98 per cento di differenziato. L’obiettivo è arrivare nel 2020 allo 0 virgola in modo tale da chiudere un cerchio completamente virtuoso”. Infine, spiega ancora Tornini e assicura: “Lavoriamo per mettere nel mercato la minor quantità di rifiuto possibile, quello che scartiamo cerchiamo di riutilizzarlo nel giardino come concime di buona qualità, o qui o a Castel Gandolfo. Lo smaltimento poi avviene in Italia ma in un modo ordinato o più ordinato possibile”.

Giovanni Azzara

Studente in Teologia, appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Sognatore e visionario, speaker radiofonico e amante dell'arte in generale. Il mio sogno ? Diventare vaticanista! Twitter: @Azzarag91

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