Attualità

Vernice rossa nella fontana di Trevi a Roma

Dieci anni dopo la prima volta (19 ottobre 2007), il fantomatico artista futurista Graziano Cecchini è tornato, nuovamente, ad imbrattare l’acqua della Fontana di Trevi con la vernice rossa.

Cecchini è riuscito ad entrare, con un secchio di vernice rossa, da un ingresso laterale adiacente alla fontana con addosso una maglietta con su scritto “Pacta servanda sunt” (“I patti devono essere osservati”). Immediatamente bloccato dal comando dei vigili urbani, l’istante prima del suo ingresso nell’auto della municipale, ha dichiarato: “Perché l’ho fatto? Ma non vedete com’è ridotta Roma? Fa schifo, è una vergogna”. Portato negli uffici della sezione municipale di via della greca, al momento gli viene contestato la violazione amministrativa, si attendono infatti le verifiche da parte della soprintendenza per capire se ci sono probabili danni all’opera del Bernini.

Oggi 26 ottobre 2017.Dopo 10 anni RossoTrevi.

Gepostet von Rossotrevi – Due volte nella storia am Donnerstag, 26. Oktober 2017

La rivendicazione di Cecchini.

Lo stesso Graziano Cecchini, autodefinitosi artista neofuturista, rivendica l’accaduto attraverso un post su Facebbok, dichiarando: “Dieci anni sono passati dalla prima Fontana di Trevi e in 10 anni poche cose sono cambiate, molte delle quali in peggio. Io ho sempre creduto nelle forme di arte che emozionano e comunicano stupore, sentimento, reazione. Oggi Roma ha bisogno di reagire, di svegliarsi da questo falso torpore e gridare ‘Non ci sto più!’”.
Cecchini ha, inoltre, proseguito nel post affermando che “Roma è sempre stata lo specchio del Paese e oggi Roma è spenta, addormentata in mezzo alla sua sporcizia e la sua corruzione…Ci si abitua a tutto ed è quello che vogliono: farci assuefare poco a poco al peggio, per non farci più ascoltare il rumore delle proteste di chi non ha voce. Un anno fa assistevamo alle promesse dei politici alle zone terremotate, oggi nessuno risponde alle popolazioni in difficoltà”. Ha, poi, continuato aggiungendo che “non possiamo rimanere in silenzio, io non potevo rimanere in silenzio. A 10 anni di distanza ripeto la mia performance per tentare di scuotere gli animi, accetto il rischio di alzare la voce io per tutti coloro che pensano che ‘non serve più’, ‘non serve a nulla’. Fontana di Trevi torna a tingersi di rosso, in piena e assoluta sicurezza del monumento, per gridare che Roma non è morta, che è viva e che è pronta a tornare ad essere la Capitale dell’Arte, della Vita, della Rinascita”. E poi concludere: “In 10 anni l’immagine di Fontana di Trevi con le acque dipinte di rosso ha fatto il giro del mondo, ha fatto discutere e, sorpassata l’idea del ‘vandalismo’, è stata finalmente compresa la forza del messaggio che univa, e unisce, Arte, Comunicazione e Azione Sociale. Pacta servanda sunt”.

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Alfonso Fanizza

Storico-critico musicale, laureato al D.a.m.s. e in possesso di un Master in “Manager della gestione e organizzazione di eventi culturali e artistici”. Grande appassionato di musica, libri e cinema, con una particolare predisposizione al viaggio.
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