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Vincenzo De Luca assolto nel processo Crescent

Il governatore campano, Vincenzo De Luca, è stato assolto dai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno nel processo Crescent. La sentenza è stata letta dal presidente Vincenzo Siani dopo circa 8 ore di camera di consiglio.

L’ex sindaco era accusato di falso ideologico, abuso d’ufficio e reati urbanistici. La Procura aveva chiesto 2 anni e 10 mesi. Scongiurata la sospensione dall’incarico che sarebbe scattata per gli effetti della legge Severino.

Dopo la lettura della sentenza. avvenuta alle 23 circa di ieri, in aula c’è stato qualche timido applauso, lunghi abbracci e lacrime di gioia. La sentenza di primo grado, che ha mandato in frantumi la tesi della Procura sul caso Crescent, ha sciolto la tensione degli imputati, che erano in aula, dopo ore di lunga attesa, in un pianto liberatorio. «È una sentenza che abbiamo atteso con grande serenità e che, consacrando l’insussistenza delle accuse, si inserisce in una logica giusta che giova alla giustizia». È il primo commento del sindaco Vincenzo Napoli giunto al palazzo di giustizia intorno alle 22 di ieri e che, nell’esprimere tutta la sua soddisfazione per il verdetto, ha concluso sostenendo che, con la pronuncia del collegio giudicante, «è finalmente chiaro a tutti che De Luca nel corso del suo operato al timone della città ha trasformato il volto di Salerno operando sempre secondo una logica di trasparenza, senza forzature e senza commettere alcun reato».

Subito dopo la lettura del dispositivo sono stati gli avvocati Paolo Carbone e Andrea Castaldo a contattare il presidente della Regione Vincenzo De Luca e a comunicargli la sentenza di assoluzione. «Si è emozionato – ha affermato il professore Castaldo – ma, consapevole di aver operato costantemente al servizio dei cittadini, è sempre stato fiducioso nella giustizia. Con questa sentenza – ha proseguito – abbiamo finalmente chiuso una pagina incresciosa e dolorosa per la città».

Assolti anche gli altri 21 imputati

Insieme con De Luca. Tra questi figurano anche i consiglieri regionali Luca Cascone, Vincenzo Maraio, Francesco Picarone e Aniello Fiore, il vicesindaco di Salerno, Eva Avossa, l’assessore comunale Domenico De Maio ed il consigliere comunale Ermanno Guerra. Tutti, all’epoca dei fatti, erano in Giunta a Salerno. Assolti, tra gli altri, anche i costruttori Eugenio Rainone e Rocco Chechile.

La vicenda giudiziaria

La vicenda giudiziaria che ha portato all’assoluzione del governatore scaturisce dalla realizzazione del Crescent, il complesso immobiliare a forma di mezzaluna, progettato dall’architetto catalano Riccardo Bofill e voluto dall’allora sindaco di Salerno. L’opera, sin dal principio, fu contestata soprattutto dai comitati “Italia Nostra” e “No Crescent”, poi costituitisi parte civile nel procedimento, tra i primi a denunciare presunte irregolarità nell’iter per la realizzazione della struttura. Elementi approfonditi dalla Procura di Salerno, che aveva puntato l’indice sia sulla cosiddetta “sdemanializzazione”, in favore del Comune, dell’area a nord del lungomare cittadino sia sui permessi a costruire rilasciati.

 

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Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.
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