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Alessandro Barbero al Teatro Bellini di Napoli per una lezione su Dante

Nel tardo pomeriggio del 28 Febbraio al Teatro Bellini di Napoli c’è stato uno degli eventi più attesi dell’edizione 2020 del Festival “Lezioni di Storia” (qui il programma completo). Nel “quadrilatero” del centro storico napoletano compreso tra il Teatro Bellini, il MANN, l’Accademia delle Belle Arti e il Museo Madre prenderanno parola fino a domenica 1 Marzo alcuni dei più apprezzati storici italiani per lezioni monografiche o per talking storici.

Come si diceva, il 28 è toccato al professor Alessandro Barbero, una delle figure della divulgazione più conosciute in Italia ed attualmente professore ordinario di Storia Medievale all’Università del Piemonte Orientale. Lo storico Teatro Bellini, nonostante la paura da Coronavirus che ha toccato anche Napoli, era completamente pieno di spettatori interessati al discorso di Barbero: sia la galleria che i palchi sono stati riempiti dai prenotati all’evento e dagli spettatori che sono stati in fila alle porte del teatro in attesa di entrare.

Dante uomo del suo tempo

La lezione di Barbero aveva come tema “Dante tra Guelfi e Ghibellini”, un discorso di un’ora e un quarto circa sulla figura del Dante politico, ovvero quell’uomo fiorentino che – ancor prima di scrivere la Commedia e dilettarsi con la poesia – fu un personaggio di spicco della fazione guelfa fiorentina.

Partendo dal X canto dell’Inferno e dall’incontro con Farinata degli Uberti, storico capo ghibellino del XII secolo, Barbero trova l’occasione per delineare la figura di Dante nel panorama politico coevo. La famiglia dell’Alighieri, infatti, non era certamente di nobile ed antica stirpe, ma quasi sicuramente di un gruppo di mercanti beneficiati dalla crescita economica. Tuttavia Dante ricoprì, a cavallo dei due secoli, cariche politiche di rilievo, che lo condussero all’esilio ormai permanente.

Al di là dell’idealizzazione della Commedia

Barbero ha quindi concentrato l’attenzione in primis su alcuni avvenimenti politici accaduti prima della nascita di Dante, come a spiegare l’avvicendamento al governo di guelfi e ghibellini, sia poi – in seconda istanza – l’esilio vero e proprio.

Esilio vissuto, com’è noto, in maniera dolorosa dal poeta. La lezione del medievista, tuttavia, ha aiutato – con un linguaggio semplice e comprensibile, scevro da tecnicismi – a comprendere “l’altro lato della campana”. La comune narrazione su Dante è data, per forza di cose, solo dal racconto che il poeta fa di sé stesso nella Commedia, ma uno studio approfondito dei documenti non può non evidenziare alcune responsabilità del poeta nel suo esilio.

La lezione di Barbero anticipa, come annunciato nell’introduzione della lezione, un libro sulla figura di Dante: una nuova opportunità – pare – per avere un’idea più completa della vita del Sommo Poeta che possa, staccandosi da canoni romantici, limitare l’idealizzazione del personaggio.

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Matteo Squillante

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Giornalista pubblicista, mi definisco idealista e sognatore studente di Storia e Culture Globali presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa: principalmente politica, cinema e temi sociali.

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