Alessandro Canino si racconta, da “Brutta” a “The winner is”: l’intervista

AlessandroCanino

In occasione dell’ultima puntata di “The winner is”, in onda giovedì 13 luglio in prima serata su Canale 5, abbiamo incontrato uno dei quattro finalisti: Alessandro Canino, cantautore toscano lanciato nel 1992 sul palco del Festival di Sanremo, in gara con la celebre “Brutta”. L’artista ci ha parlato di questi primi suoi venticinque anni di carriera e della sua grande passione per la musica.

Ciao Alessandro. Partiamo da “The winner is”, cosa rappresenta per te questa esperienza? “Un’opportunità, un mezzo per farmi ascoltare. Mi sono rimesso in gioco e confrontato con altri generi e tipologie di musica. Io so chi sono a differenza di altri artisti che mai si sarebbero messi in sfida, ma nelle cose grandi come in quelle piccole basta approcciarsi con semplicità, umanità e umiltà, colgo l’occasione per ringraziare tutta la produzione, la redazione e tutti quelli che lavorano all’interno del programma, davvero una grande squadra”.

Quale messaggio vorresti che arrivasse al pubblico con questa partecipazione? “Quando si parla di me di inesattezze se ne dicono molte, io ho sempre continuato a fare il mio mestiere con la stessa dignità, professionalità e passione. La notorietà non è l’equivalente di talento, personalmente ho continuato a fare musica e tour in tutto il mondo, ho solo scelto di fare una trasmissione con molto entusiasmo”.

A differenza della canzoni di oggi, che vengono dimenticate nel giro di un paio di mesi, quale pensi sia il valore aggiunto di “Brutta”, che a 25 anni di distanza resta un evergreen della canzone italiana? “Oggi c’è mancanza di gavetta per quanto riguarda i giovani che escono dai talent e i grandi autori forse sono messi un po’ troppo da parte da un meccanismo e una discografia che macina velocemente per investire poco. Per quanto riguarda ‘Brutta’, il periodo storico conta molto, per la musica erano tempi d’oro, grandi i suoi protagonisti e indimenticabili le canzoni che per mesi rimanevano in classifica. Sono fiero ed orgoglioso di essere l’autore di questo evergreen”.

Dopo “Brutta” sono arrivati altri due Festival di Sanremo consecutivi, prima con “Tu tu tu tu”  e poi con “Crescerai”. Negli anni hai provato a tornarci? “Si certo ho presentato alcuni brani, ma la vera consapevolezza sta nel capire che a Sanremo si va se chiamati, adesso il criterio è notevolmente cambiato”.

Non hai mai smesso di fare musica, anche se i numeri del tuo successo si sono ridimensionati, e questo trovo che sia la prova del nove per un artista: è facile smettere e dedicarsi ad altro quando più che da una passione si è mossi da un business? “Torno a ripetermi sulla disinformazione che c’è su me come su molti altri artisti. La mia carriera è continuata anche all’estero e i numeri sono ben maggiori di quel poco che ho trovato in Italia. Però a me i calcoli non mi sono mai piaciuti, preferisco la passione e l’amore che metto in quello che faccio. Non si decide di scegliere di dedicarsi alla musica, nel mio caso è istinto, è una cosa innata. Ciò che ero sono rimasto, forse il vero successo è proprio questo”.

Come te tantissimi altri artisti sono stati messi da parte dalla discografia che, complice la crisi, si è ridotta ormai a produrre un solo tipo di musica per un certo tipo di target. Cosa pensi dell’attuale situazione del settore discografico?
“Molti artisti, me compreso, hanno deciso di farsi da parte in realtà, non siamo esseri passivi alla mercé di qualcuno che per noi decide. In piena libertà si decide di fare altro o andare in altre direzioni. Spero che la discografia italiana torni ad avere una personalità, un marchio, visto che nel mondo la nostra melodia è riconosciuta e premiata”. 

Dal tuo punto di vista, il web rappresenta una minaccia o una risorsa per la discografia? “Tutto serve se utilizzato con criterio”.

Tornando a “The winner is”, oltre al tuo cavallo di battaglia hai interpretato “Adesso tu” di Eros Ramazzotti e “Diavolo in me” di Zucchero. Come mai proprio queste due scelte? “Le scelte sono a discrezione della produzione, probabilmente per sfidarci ulteriormente. Dinamiche di gioco”.

Nel programma, oltre Gerry Scotti e Alfonso Signorini, è presente anche Mara Maionchi, una delle signore della discografia per eccellenza. Ti ha dato qualche consiglio fuori dalle telecamere? “Mara è una persona fantastica, ogni parola detta da lei rimarrà con me. Sicuramente il suo supporto è stato decisivo e so che sarà sempre dalla mia parte”.

Per concludere, quali sono i tuoi attuali impegni e/o progetti per il futuro. “Sono attualmente in tournée, le date le trovate sulla mia pagina Facebook ufficiale. In più ho scritto un libro di ricette che si chiama ‘Brutta ma Buona’, che è già alla quarta ristampa. Si tratta di un libro di 40 ricette abbinate a 40 brani musicali nazionali ed internazionali, di cui 2€ vanno alla fondazione ‘Cure2children’ che mi vede testimonial con Leonardo Pieraccioni, Carlo Conti, Giorgio Panariello e molti altri, ci tengo a dirlo e quindi acquistatelo!”.

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