”L’amica Geniale”: Anticipazioni, Cast e Curiosità della Fiction Rai

Tutto su ”L’amica geniale” la nuova fiction Rai in onda da questa sera ispirata al romanzo di Elena Ferrante.

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Nessun dubbio. Se l’autunno avrà una serie tv “evento” quella sarà ”L’amica geniale”. Diretta da Saverio Costanzo; scritta da Costanzo con Laura Paolucci, Francesco Piccolo e l’autrice misteriosa della quadrilogia letteraria Elena Ferrante stessa; prodotta da una cordata di eccellenze quali Hbo, Rai Fiction e Timvision ,la serie tv basata su L’amica geniale andrà in onda per la prima volta da stasera,27 novembre su Rai 1.

Non è tutto: segnando una tappa interessante per il futuro della tv italiana sempre più legata al mondo digitale, la stagione composta di otto episodi – i primi due sono stati presentati alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia per poi passare nelle sale cinematografiche i primi di ottobre – sarà via via disponibile in contemporanea su Timvision e RaiPlay simultaneamente alla trasmissione in chiaro che proporrà due puntate alla volta per quattro settimane. Dopo una lunga attesa della data di uscita che, peraltro, è sfasata rispetto agli Usa dove la serie è partita il 18 novembre, L’amica geniale sta per esistere nei nostri piccoli schermi.
Insomma, ancora poche ore e il romanzo L’amica geniale prenderà vita in televisione. Per i fan che non hanno visto i primi due episodi al Festival di Venezia o nella preview di tre giorni nelle sale cinematografiche italiane, l’attesa è finita.
Epiisodi coinvolgenti, che introducono a quell’universo, ci permettono di familiarizzare con i personaggi, entrare in empatia con loro. Vigorosi gli scontri tra gli uomini del rione, quasi fosse un western. Violenti i litigi in casa, con i vicini. Un’opera che convincerà tutti. «È una storia che tiene insieme, come il cinema degli anni 60, tutto il pubblico, quello impegnato e quello che ama il romanzo popolare – ha spiegato Eleonora Andreatta, direttore Rai Fiction – Al suo interno corre la storia del nostro paese. Grazie a questa operazione portiamo l’eccellenza italiana e i nostri talenti in tutto il mondo».
Colpiscono al primo sguardo le mimiche della “geniale” Lila (Ludovica Nasti), e di Elena (Elisa Del Genio). Nei successivi episodi le vedremo da adolescenti interpretate da Gaia Girace e Margherita Mazzucco. «Lavorare con le bambine e poi con le ragazze è stato un privilegio, la fatica è stata tanta. Quando le ho conosciute la prima molta ero convinto fossero loro, sapevo cosa dovevo trovare, per merito della coerenza del personaggio costruito dalla Ferrante, dalla sua matrice molto specifica».
Un filo di commozione quando appare sullo schermo Antonio Pennarella, attore recentemente comparso, in una scena oscura, una inquadratura dal basso che mette ancora una volta in rilievo il suo volto ruvido, da cattivo, indimenticabile.

Trama

Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati. Si tratta di quel genere di libro che non finisce. O, per dire meglio, l’autrice porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell’infanzia e dell’adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto.
Al mondo esistono libri che mettono d’accordo tutti: uno di questi è sicuramente “L’Amica Geniale”.
Non importa chi sia in realtà Elena Ferrante: ciò che davvero conta è che ha scritto uno dei libri più belli di sempre. Stiamo parlando de “L’Amica Geniale”, una quadrilogia da leggere tutta d’un fiato che ci porta nella Napoli della seconda metà del ‘900. Ma come mai questo libro ha appassionato non solo l’Italia intera, ma tutto il mondo? Tradotto in diversi paesi e in numerose lingue – tra cui il cinese e l’arabo – ha venduto milioni di copie, diventando uno dei romanzi più celebri di sempre.
Tramite gli occhi di Lila conosciamo la vita più dura: quella di una donna intelligente, scaltra e bella ma che – proprio per le sue qualità fuori dal comune – è tenuta in gabbia prima dalla sua famiglia, poi da suo marito.
Lenù invece è più mansueta, è l’amica che pende dalle labbra di Lila ma che riuscirà ad allontanarsi dal rione e a costruirsi una nuova vita. Attraverso lei viviamo le battaglie che negli anni ’70 hanno infiammato le facoltà universitarie, il movimento femminista e le lotte interne di una donna che non vuole essere solo moglie e madre, ma anche molto di più.
Le due amiche si lasciano e si riprendono, si confidano e poi smettono di parlarsi per poi incontrarsi ancora. Elena Ferrante racconta la storia dell’Italia e delle sue trasformazioni sociali a partire dalla vita di Lila e Lenù, intrecciando i cambiamenti storici e culturali con la loro amicizia. Un rapporto che non è mai lineare, come il lettore potrebbe aspettarsi in un primo momento. Così come non è lineare la vita, la politica, l’amore. “L’Amica Geniale” è un libro che va letto non solo perché racconta la storia emozionante di due amiche. Ma soprattutto perché ci consegna uno spaccato importante di quella che è stata l’Italia del secolo scorso, in un periodo storico che ha segnato il punto di non ritorno per tante persone. Simboleggiate da Lila e Lenù.

Curiosità

Le sceneggiature sono di Elena Ferrante (o chi ne fa le veci), di Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo. Il regista Paolo Sorrentino e Jennifer Schuur sono invece i producer della serie, che vede una lunga sfilza di produttori: la HBO, Rai Fiction, Tim Vision, Fandango e Wildside.

Agli americani si sa piace fare le cose in grande. E quelli dell’amica geniale sono numeri da kolossal: in scena oltre 150 attori e 5000 comparse, scelti con un casting durato otto mesi, durante i quali sono stati provinati oltre 8000 bambini e 500 adulti provenienti da tutta la Campania. Attori professionisti e non professionisti, bambini e ragazzi reclutati nelle scuole di tutti i quartieri. A interpretare Elena e Lila bambine, Elisa Del Genio e Ludovica Nasti. Mentre Elena e Lila adolescenti saranno, rispettivamente, Margherita Mazzucco e Gaia Girace.

Ambientazione

Lo sfondo alle avventure di Elena e Lila è il mitologico Rione Luzzatti di Napoli, che però non ha passato la selezione dei location manager, ed è stato ricostruito nell’ex area industriale Saint Gobain a Marcianise. La sua immagine attuale – diciamo così – desolata ha ben poco di cinematografico.
Altre scene scene sono state ambientate nella Galleria Principe (già vista in Napoli Velata di Ozpetek), tra i vicoli dei Tribunali, non lontano da Palazzo Marigliano, dove è stato girato l’episodio finale di Sense8. I set dell’Amica Geniale hanno poi preso a prestito Piazza de Martiri, salotto buono della città, Palazzo Gravina a via Monteoliveto, i dintorni della Biblioteca nazionale e del San Carlo e il lungomare col molo San Vincenzo. E, naturalmente, Ischia, ampiamente citata anche nei libri.

“Ho cercato di prediligere il racconto assecondandone svolte e movimenti dei personaggi” – scrive Costanzo nelle note di regia. “Una trasposizione che tenta di riconsegnare agli spettatori le grandi scene del romanzo di Elena Ferrante da cui la serie è tratta. La recitazione, sempre in bilico, è alla ricerca di una densità e di una pienezza ogni volta animata dalle correnti contrarie e contradditorie che animano i suoi personaggi. La voce del racconto è la stesura di un libro. Una prima persona che accompagna lo spettatore dentro i pensieri più inconfessabili della protagonista. Una voce che ha la funzione anche di legare insieme il tempo del racconto con la stessa anarchica e sentimentale libertà delle pagine di un diario. Gli otto episodi vogliono essere parte di un unico racconto eppure la divisione tematica li differenzia per forma filmica e struttura narrativa, ispirandosi ogni volta ai mutamenti del corpo e agli stati d’animo delle protagoniste. L’immagine, la messa in scena, i colori della serie evolvono così e si modificano con l’avanzare della Storia”.
Il dialetto: ambientata in un rione popolare di Napoli, la serie è recitata in alcune parti in dialetto napoletano. Ad aiutare i telespettatori saranno i sottotitoli in italiano, un po’ come avvenuto con Gomorra.
I numeri: le riprese sono iniziate nell’ottobre 2017 e si sono concluse nel giugno 2018, tra Napoli, Ischia e Marcianise. Hanno coinvolto oltre 150 attori e 5.000 comparse.