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Armi negli Stati Uniti: cosa prevede la legge?

La cultura delle armi negli Stati Uniti è uno dei principali motivi degli omicidi di massa. Nel frattempo un’altra scuola americana piange le sue vittime. La recente vicenda della strage in Florida ha aperto la porta a un duro dibattito riguardo la cultura delle armi negli Stati Uniti. Si potrebbe sottolineare ancora una volta lo sconcerto di fronte a queste tragedie, alludere a tutto ciò che si poteva ( potrebbe ) fare e non si è fatto, alle dinamiche e alle ennesime vittime. Ma la vera notizia è un’altra.

Dal 1971 in America vige una legge secondo cui ogni cittadino americano “libero” detiene il diritto di poter possedere delle armi “Essendo necessaria alla sicurezza” e tale diritto “ non può essere infranto “. I dati più recenti riportati nel 2003 rivelano come solo in quell’anno erano stati registrati 33.160 morti tra omicidi, suicidi e incidenti. Nel 2008 è stato decretato dalla Corte Suprema degli Stati Uniti che: « il Secondo Emendamento protegge la libertà individuale di possedere un’arma da fuoco, non connessa con la prestazione del servizio militare, e di usare quest’arma per scopi tradizionalmente legali, come la legittima difesa personale all’interno della propria abitazione».

La legge americana sulle armi

Acquistare un’arma in America è facile e poche restrizioni vengono eseguite a riguardo. In quasi tutti i paesi Americani a chiunque abbia raggiunto i 21 anni di età gli è concesso acquistare un’arma, e a 18 anni compiuti invece è possibile la sola detenzione ( nel caso in cui l’arma sia di proprietà di un parente ). Al momento dell’acquisto basta presentare la propria carta d’identità per registrarne i dati e verificare che non vi siano precedenti penali. La questione riguardante i soggetti su cui gravano disturbi psichici è invece controversa, poiché nonostante sia a loro vietata la vendita di armi, spesso tali disturbi vengono taciute per via della privacy. Molto frequente è lo scambio di armi tra privati, legalizzato dalle leggi americane, e che avviene senza nessun adeguato controllo.

La lobby delle armi

L’ “NRA” (National Rifle Association) è l’organizzazione che regola i diritti civili negli Stati Uniti e che avvalendosi del “Secondo Emendamento” tutela anche quelli dei possessori di armi. Oltre a essere una potentissima lobby che esercita una rilevante influenza politica in America,  fattura sui trenta miliardi di dollari all’anno e dagli anni ’80 ha creato una strategia di persuasione sulla necessità dei cittadini americani di possedere un’arma. Potrà sembrare inconcepibile sapere che da diversi anni l’NRA, insieme ad altre hobby, hanno indetto dei veri e propri corsi per bambini al fine di insegnare loro un corretto uso delle armi, trasmettendo il messaggio secondo cui la violenza, per giusta causa, sia un diritto e una cosa “buona”. I corsi sono indetti per bambini dai 3 ai 5 anni, ai quali viene insegnato a sparare e a divertirsi al poligono. Tra i fondatori di un’associazione a favore della diffusione delle armi vi sono Brian Jeffs e Nathan Nephen, che Il 28 Dicembre 2010 hanno pubblicato “ My Parents Open Carry” con una piccola casa editrice americana e ora acquistabile su Amazon. Si tratta di un libro illustrato che spiega ai bambini perché sa giusto che i propri genitori vadano in giro con la pistola alla cintura.

Da questi e altri fatti emerge che molti cittadini americani in realtà non sono affatto propensi ad andare contro il Secondo emendamento, nonostante l’indignazione che le frequenti stragi suscitano negli animi dell’intera nazione. La logica secondo cui è giusta la “legittima difesa” a qualsiasi costo, pare sia un’ideale ormai radicato nella cultura americana, e lo confermano i dati che registrano oltre 4 milioni di armi vendute in un anno negli Stati Uniti. Il fatto che diversi esecutori di stragi abbiano acquistato le loro armi legalmente, non è d’altronde una verità celata, e nonostante tutto continua a non essere presa in considerazione nessuna “prevenzione” a fronte del problema.

L’ultima strage, avvenuta in Florida nell’Istituto Majory Stoneman Daouglas Higt School di Parkland, è stata causata da Nikola Cruz, un giovanissimo ragazzo di 19 anni con evidenti disturbi mentali e una particolare inclinazione violenta, più volte manifestata e persino segnalata all’FBI.

Viene spontaneo domandarsi come un tale soggetto, evidentemente riconosciuto da molti come “tendenzialmente pericoloso”, possa aver acquistato legalmente un fucile d’assalto. L’arma in questione è stata comprata presso “Sunrise Tactical Supply” in Florida, secondo quanto rivelato da un funzionario della polizia federale. Dal rapporto di arresto emerge che Nikolas Cruz l’abbia acquistato nel febbraio 2017. Tuttavia: “nessuna legge è stata violata nell’approvvigionamento di quest’arma”, è ciò che ha dichiarato Peter J. Forcelli, l’agente speciale responsabile per l’ufficio di alcol, tabacco, armi da fuoco ed esplosivi a Miami. In Florida, un AR-15 è più facile da acquistare rispetto a una pistola, un’arma che è diventata infatti una delle preferite dagli assassini di massa.

Nei giorni scorsi Lori Alhadeff, la cui figlia Alyssa di 14 anni, è stata uccisa, ha fatto questo appello: “Presidente Trump, abbiamo bisogno di azione, abbiamo bisogno di cambiamenti. Prendi queste pistole dalle mani di questi ragazzini e togli questi cannoni dalle strade”. Viene difficile giudicare la questione, senza correre il rischio di errare nel stabilire chi siano i veri colpevoli: la linea di confine può apparire sottile. L’unico diritto che pare spettare ai cittadini, sia quello di rivendicare una “ sana prevenzione “

 

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Valentina Licciardello

Sono una studentessa universitaria e collaboro con testate giornalistiche dal 2012
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