Salute

Canapa sativa: le caratteristiche di una pianta sorprendente

La canapa sativa è una pianta in grado di riservare numerose sorprese positive a chiunque decida di utilizzarla per un qualsiasi motivo. Tale coltura è in grado di generare una lunga serie di prodotti, che possono essere utilizzati per una sequenza infinita di motivazioni. Infatti, dall’industria alimentare all’ambito dei medicinali, le opportunità per utilizzarla sono davvero numerose.

A questo punto, non resta altro da fare che scoprire tutti i segreti relativi alla cannabis legale, facendo anche un punto sulla situazione relativa alla sua effettiva legalizzazione. D’altronde, i motivi per consentire ad un’elevata quantità di potenziali utenti di usufruire delle proprietà positive della canapa sativa sono davvero numerosi e tutti da tenere in massima considerazione. Dalla sua storia alle caratteristiche specifiche, senza dimenticare i vantaggi che può garantire e tutto ciò che riguarda la sua regolamentazione, c’è davvero molto da sapere.

Breve storia del CBD

La storia dell’olio CBD e di tutto ciò che da esso deriva ha origini lontanissime. Infatti, la coltivazione della cannabis light inizia molti secoli fa, soprattutto per quanto riguarda il nostro Paese. Le prime tracce risalgono addirittura ad oltre 13 mila anni fa, con i primi ritrovamenti di sostanze a base di polline nei pressi del lago Albano, nella regione del Lazio. Ad ogni modo, la coltivazione vera e propria di un prodotto di questo tipo risale al IV secolo a.C. grazie alla popolazione degli Sciiti, che lo hanno condotto dall’Asia centrale all’Europa.

Nel corso dell’Impero Romano, la canapa sativa veniva adoperata prettamente per fini tessili, con fibre estremamente resistenti in grado di dare forma a tele e corde di qualsiasi tipo. Non a caso, la nave Amerigo Vespucci monta a bordo tele e corde realizzate proprio in canapa. La qualità della sostanza era molto elevata soprattutto in Italia, tanto che alcuni decenni fa era considerata come il secondo produttore a livello mondiale dopo la Russia. La situazione ha vissuto profondi cambiamenti fino ai giorni nostri e oggi bisogna fare i conti con una serie di regolamentazioni da tenere sempre in massima considerazione prima di intraprendere una coltivazione del genere.

Le caratteristiche botaniche della marijuana legale

La canapa legale mette a disposizione di chi la utilizza una serie di caratteristiche botaniche davvero molto interessanti sotto diversi punti di vista. La cannabis sativa L. fa parte della vasta famiglia delle cannabinacee, alle quale appartiene anche il noto luppolo dal quale vengono generate le birre che degustiamo con una certa frequenza. La sua pianta si contraddistingue per un fusto eretto e pieno di angoli, con un’altezza massima che può anche raggiungere e superare i sette metri. Al tempo stesso, le sue radici arrivano fino a una profondità pari a due metri e consentono alla pianta di essere sempre forte e stabile, restando intatta anche dopo un lungo periodo di tempo.

Il CBD è disponibile sia nella sua versione dioica che, in tempi recenti, in quella monoica. Facendo un discorso generale, la cannabis light è una specie dioica, ossia è disponibile sia in un genere maschile, sia in quello femminile, esattamente come per quanto riguarda gli animali. Le due varianti si differenziano per l’aspetto del fiore, con quello maschile formato da cinque sepali e incaricato di fornire il polline e quello femminile dalla forma di calice con una coppia di pistilli. A partire dal 1960, l’uomo ha anche sviluppato una versione monoica, con gli organi di entrambi i sessi presenti all’interno di un’unica pianta e in grado di produrre lo stesso seme.

In linea di massima, si può dire che la canapa legale possa fare parte di una sola ed unica specie, contenente al suo interno una lunga serie di varietà. Stiamo parlando di circa 400 tipologie tutte leggermente differenti l’una dalle altre. Le più diffuse in assoluto sono la indica, la ruderalis e la canapa sativa, sulla quale ci stiamo concentrando proprio in questo articolo. Lo sviluppo di ciascuna pianta e il tipo di foglie presenti sono i principali elementi distintivi di ogni elemento del genere. La sativa, che corrisponde in realtà alla marijuana legale che tutti conosciamo, si è sviluppata nella porzione occidentale del nostro pianeta ed è senz’altro quella che nasconde la maggior parte delle proprietà positive. Al contempo, la cannabis ruderalis si trova nell’Est Europa, specialmente in Russia e Ucraina, mentre la sativa viene trovata ancora più in Oriente, soprattutto nel continente asiatico.

Un altro elemento da tenere in massima considerazione quando ci si accinge all’acquisto della cannabis light presso un qualsiasi grow shop riguarda le sue infinite proprietà. Una pianta di questo tipo contiene oltre 600 specie di sostanze chimiche, 140 delle quali sono cannabinoidi. Tra i diversi elementi, il cannabidiolo conosciuto anche con la sigla CBD occupa senz’altro un ruolo di primo piano. Si tratta di una molecola in grado di interagire con i vari sistemi dell’organismo umano, tra i quali quello muscolare, nervoso, immunitario e gastrointestinale. L’olio CBD si contrappone in maniera diretta al THC (tetraidrocannabinolo), che invece può provocare alcuni effetti psicotropi sull’organismo.

Stiamo comunque parlando di una pianta davvero ricca di sfaccettature, dalla composizione estremamente elaborata e in grado di contenere alcune proprietà sorprendenti. Ma c’è ancora tanto da conoscere sulla canapa legale e su tutto ciò che la riguarda in maniera diretta.

I vantaggi garantiti dalla canapa sativa

Chi sceglie di affidarsi alla marijuana legale per qualsiasi motivazione deve conoscere i vantaggi che essa stessa è in grado di offrirgli. Come accennato nelle righe precedenti, un simile prodotto veniva utilizzato anche nelle industrie tessili, ma col tempo ha perso rilevanza a causa della massiccia diffusione di tessuti sintetici a basso costo. Tuttavia, nel corso degli ultimi tempi, la canapa sativa ha ripreso vigore grazie ad un’importanza sempre crescente attribuita all’utilizzo di prodotti green, in nome della ricerca della massima sostenibilità ambientale.

Ed ecco che in una situazione del genere entrano in gioco alcuni dei benefici principali che il CBD sa mettere a disposizione dell’ecosistema. Infatti, questa pianta riduce al minimo le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Anzi, in realtà è capace di assorbire la CO2, rendendo l’aria molto più salubre e combattendo l’inquinamento ambientale. Basterebbe una ragione del genere per utilizzare la cannabis light in una lunga serie di pratiche, ma c’è ancora tanto altro da sapere.

Infatti, va posta in evidenza la massima versatilità di un simile prodotto. Ecco alcuni dei numerosi campi applicativi nei quali la canapa legale è in grado di fornire tutte le sue proprietà positive:

– l’alimentazione, con la sua presenza in numerosi cibi in grado di migliorare la funzionalità dell’organismo umano;
– la medicina in generale, con la possibile somministrazione di farmaci a base di canapa sativa;
– l’industria e l’artigianato, con la realizzazione di appositi semilavorati per diverse categorie lavorative;
– il florovivaismo, con la prospettiva di dare nuovo vigore a diverse tipologie di piante;
– in qualità di fertilizzante naturale, con l’interramento di vari tipi di piante mirato ad una concimazione naturale del relativo terreno;
– nella produzione di energia pulita, con benefici piuttosto evidenti in numerosi ambiti aziendali;
– in diversi settori biologici, tra i quali spiccano la bioedilizia e la bioingegneria;
– nell’edilizia, con la nascita di interessanti case di canapa che hanno riscosso un notevole successo in Alto Adige;
– nella bonifica di siti inquinanti, grazie alla sua conformazione interamente naturale e al suo impatto positivo dal punto di vista prettamente green.

Cannabis Light, una legge in continua evoluzione

La legge relativa alla marijuana legale sta vivendo una fase di profonda evoluzione, con diverse novità in tempi recenti. La coltivazione della canapa sativa nei campi viene considerata come un atto legale, anche se con qualche limitazione. Infatti, bisogna ridurre al minimo la presenza del THC, oltre a comunicare ogni eventuale iniziativa di questo genere alle forze dell’ordine competenti per evitare di incappare in qualsiasi sanzione. È sufficiente un simile accorgimento per poter lavorare la cannabis light in tutta tranquillità sia in ambito hobbistico che professionale.

Tuttavia, nello scorso mese di maggio 2019, una sentenza ha decretato un sostanziale stop alla vendita della cannabis light e di tutti i suoi derivati all’interno dei relativi grow shop. La Cassazione ha infatti stabilito che tutti i prodotti inerenti alla canapa sativa, tra i quali l’olio, la resina, le infiorescenze e le foglioline, non possono essere venduti o ceduti. Ovviamente, una simile regola non vale nel caso in cui determinati elementi risultino senza alcuna efficacia drogante. Questo parametro sarà stabilito dai giudici, che valuteranno ogni singolo caso e terranno sotto controllo la soglia che dovrà essere rispettata.

Ad ogni modo, tali decreti non vanno ad intaccare la piena legalità dell’olio CBD e tutte le altre sostanze collegate, oltre ad una serie di proprietà benefiche che vanno sempre tenute in considerazione al momento dell’eventuale utilizzo. Al tempo stesso, bisogna ricordare che il THC viene invece considerato come una sostanza illegale, anche se è presente soltanto in maniera trascurabile all’interno dei prodotti a base di marijuana legale. Bisogna anche ricordare che esiste una legge, la 242 del 2016, che considera lecita la coltivazione della cannabis sativa tramite sistemi industriali, con il limite di THC che non deve mai oltrepassare lo 0,2% secondo le normative europee. Tale soglia sale fino allo 0,5% secondo quanto attestato da una legge italiana relativa.

Le conclusioni sulla canapa legale

Nel complesso, l’acquisto e l’utilizzo della marijuana legale non sono condizionati da alcun impedimento sostanziale, nonostante le disposizioni recenti citate. Con tutti gli elementi presi in considerazione, per muoversi nel pieno rispetto delle regole, è preferibile dare un’occhiata alle stesse e chiedere consiglio a chi è maggiormente esperto in un settore ancora oggi difficile da decifrare. Solo così è possibile usufruire fino in fondo delle proprietà benefiche della canapa sativa, considerata da molti come un elemento naturale ai limiti del miracoloso. Ciò che conta è prestare la massima attenzione alla percentuale di THC presente in ciascun prodotto.

Tutti coloro che hanno intenzione di usufruirne possono chiedere aiuto ad un Grow Shop di sicuro affidamento come justbob.it, piattaforma di e-commerce online capace di mettere a disposizione dei propri clienti un insieme di servizi di primissima categoria. In questo modo, diventa molto più semplice conoscere e apprezzare il CBD, una sostanza che può riservare una lunga serie di sorprese positive a chiunque abbia intenzione di provarla.

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