Caso scontrini, Ignazio Marino condannato in appello a due anni

Dopo essere stato assolto in primo grado, l’ex sindaco di Roma è stato condannato in appello.

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Arriva come una doccia gelata per l’ex sindaco della capitale Ignazio Marino, la sentenza che lo condanna in appello a due anni di reclusione per la vicenda scontrini.

Dopo essere stato assolto in primo grado nel caso delle cene consumate da sindaco della capitale in cui era imputato per falso e peculato, oltre che per truffa in veste di presidente dell’Onlus Imagine, il ricorso in appello è stato fatale ad Ignazio Marino che lo ha visto condannare a due anni di carcere dalla terza Sezione della Corte di Appello di Roma. All’ex sindaco romano viene confermata l’accusa di peculato e falso per quanto riguarda il processo sui “giustificativi di spesa” relativi ad alcuni scontrini delle cene di rappresentanza che Marino avrebbe pagato con la carta di credito del Campidoglio.

L’accusa di falso e peculato

Dalle indagini svolte dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Roma, i magistrati della terza Sezione della Corte d’Appello della Procura di Roma sono giunti alla conclusione e, quindi, alla condanna nei confronti di Ignazio Marino, reo di avere utilizzato, tra il 2013 e il 2015, la carta di credito del Campidoglio, in dotazione in quanto primo cittadino, in maniera “difforme della funzione di rappresentanza dell’ente”.

Più precisamente, gli inquirenti ritengono che l’ex sindaco avrebbe utilizzato la carta in dotazione per “acquistare servizi di ristorazione nell’interesse suo, dei suoi congiunti e di altre persone non identificate”, quindi di aver speso una somma di circa 12mila euro in cene private (56 per l’esattezza) spacciandole per cene istituzionali.

D’altra parte, l’ex sindaco è accusato anche di falso, gli inquirenti ritengono, infatti, che con lo scopo di nascondere queste spese effettuate con la carta in dotazione, Marino avrebbe dato disposizione, a chi di dovere, d’indicare giustificazioni di spesa non veritiere spacciandole per istituzionali e apponendovi in calce anche la sua stessa firma.

L’assoluzione in primo grado

Come già accennato, Ignazio Marino era stato assolto in primo grado sia dall’accusa di falso e peculato sia da quella di truffa concernente le consulenze riguardanti la Onlus Imagine del quale è presidente. A differenza dell’accusa di falso e peculato, per quella di truffa è arrivata l’assoluzione anche in appello.

Storico-critico musicale, laureato al D.a.m.s. e in possesso di un Master in “Manager della gestione e organizzazione di eventi culturali e artistici”. Grande appassionato di musica, libri e cinema, con una particolare predisposizione al viaggio.