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Che cos’è la IPTV illegale? Come funziona e cosa rischia chi la utilizza

Chiusa la IPTV privata, previste possibili sanzioni per gli utenti.

La maxi operazione Black IPTV delle agenzie UE Eurojust, Europol e della Polizia italiana coordinata dalla Procura di Roma ha smantellato una rete illegale nel settore delle web tv operante in molti paesi dell’Unione Europea. L’organizzazione rubava il segnale delle pay tv e lo rivendeva illegalmente online. La Guardia di Finanza poi ha sequestrato e oscurato la piattaforma internet Xstream Codes, a cui si stima si siano rivolti 5 milioni di italiani generando un volume d’affari di oltre 2 milioni al mese. Sono stati individuati 25 responsabili, bloccate ben 30 tv e sequestrati 200 conti, ma soprattutto è  stato arrestato in Grecia l’ideatore della rete illegale.

Che cos’è e come funziona

IPTV è un acronimo che sta per Internet Protocol Television. È un sistema che sfrutta le reti informatiche per trasmettere segnali televisivi. Per il suo funzionamento è necessaria una connessione internet a banda larga e a differenza della Web Tv garantisce una maggiore qualità del servizio.

La fruizione dei contenuti avviene grazie alla modalità Video on Demand, all’accesso alla rete e al VOIP. Rispetto alla televisione tradizionale l’IPTV offre maggiori potenzialità, come la possibilità di vedere contenuti on demand, e da molti viene considerata come il settore televisivo con le maggiori opportunità di diffusione e in futuro potrebbe crescere con ritmi sempre più vertiginosi. Da qualche anno però con una spesa di 10 o 20 euro al mese è possibile abbonarsi a dei canali che permettono la visione illegale di contenuti televisivi di altre emittenti. In pratica il segnale di una pay tv viene captato e rivenduto illecitamente online.

Cosa rischiano gli utenti IPTV

Lo smantellamento della rete ha fatto emergere un considerevole numero di utenti di questo servizio illegale: ben700mila utenti hanno usato l’IPTV truccata, o meglio nota come “pezzotto”. Chi ha comprato i pacchetti tv piratati potrebbe scattare una multa di 25 mila euro o perfino una pena detentiva.

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