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Coronavirus, a Ercolano il parco archeologico si visita da casa

Il Parco Archeologico di Ercolano sarà visitabile anche online in questo periodo di chiusura per l'emergenza Coronavirus in Italia.

In questi giorni di emergenza da Covid 19, il Parco Archeologico di Ercolano, con il suo staff si è mobilitato, anche in smartworking, per aiutare ognuno a rimanere connessi con la cultura, con la bellezza dei luoghi d’arte del nostro Paese; e lo ha fatto attraverso i Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano #iorestoacasa,

I visitatori potranno fruire digitalmente quello che per il momento non possono vedere fisicamente, portando il parco a casa (stare a casa, ricordiamolo, non è un consiglio ma un obbligo per tutti) 

Mi rivolgo a tutti gli amici del Parco archeologico di Ercolano e a tutti gli amici della cultura  dicendovi che anche il Parco di Ercolano aderisce a #iorestoacasa. E noi, dalla nostra casa di lavoro, in attesa di potervi riaccogliere al più presto vi assicuriamo che Ercolano è un luogo straordinario che nel tempo ci ha insegnato la resilienza, la capacità di riemergere da ogni catastrofe e da ogni tragedia. Usciremo da questo momento complicato ma nel frattempo porteremo il Parco nelle vostre case. Seguiteci sulla nostra pagina facebook dove troverete I Lapilli del Parco pensati per non interrompere quel filo che ci lega nell’amore per questi luoghi e nel dovere di condividere la conoscenza.” Dichiara il direttore Francesco Sirano.

I Lapilli del Parco di Ercolano verranno pubblicati sulla pagina Facebook del parco (https://www.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano) il mercoledì di ogni settimana; i contributi sono a cura dello staff del Parco, del direttore ma si allargheranno alla partecipazione dei tanti amici e collaboratori di questo luogo patrimonio dell’umanità.

Chi lo desidera potrà, quindi, andare alla scoperta dell’antica Ercolano con una passeggiata virtuale per vedere quel che c’era e quel che c’è, mettendo in evidenza i valori che lo rendono un sito archeologico unico al mondo. Una città, più piccola di Pompei, ma pur sempre una città di epoca romana praticamente intatta, preservata dalla lava. Giunta con strade lastricate, case affrescate, le immancabili terme, grandi mercati dove si vivevano storie che in questi giorni si possono sentire on line.

I Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano andranno anche a popolare l’iniziativa L’Italia Chiamò”, del MIBACT. Una Campagna nata spontaneamente sulla rete, e vede molti artisti e giornalisti impegnati in un grande evento finalizzato alla raccolta fondi a favore della Protezione Civile. Nei giorni scorsi, precisamente il 13 marzo si è tenuta la prima maratona che ha coinvolto 100 protagonisti del mondo dello spettacolo, dell’arte e più in generale della cultura che insieme alla società civile, hanno raccontato al mondo, attraverso il canale YouTube, come reagisce l’Italia davanti all’emergenza Coronavirus. Un modo per contribuire a cambiare la narrazione del Paese Italia e mostrare al mondo la sua capacità di reazione.

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Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.

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