Attualità

Coronavirus, il contagio in Italia rallenta (e cresce meno che altrove)

Prima o poi qualche dato positivo doveva pur arrivare: il contagio in Italia rallenta e cresce meno che negli altri paesi più colpiti dall’epidemia di coronavirus

Lo studio, pubblicato da Repubblica.it, rende perfettamente l’idea di come il contagio in Italia stia rallentando, tenendo ritmi di crescita più bassi di quelli registrati dagli altri paesi più colpiti dall’emergenza. Nonostante i dati siano quelli di un bollettino di guerra, con il totale dei casi prossimo a quota 100mila e con il maggior numero di morti, la curva del contagio inizia a rallentare. Il contagio viaggia più lentamente di quanto non avvenga, per esempio, in tutte le altre nazioni europee e negli Stati Uniti.

Merito delle misure adottate e merito del fatto che le misure sono state introdotte prima che negli altri paesi. Ovviamente in Italia la curva è iniziata prima ed è ragionevole supporre che si ridurrà drasticamente prima che in tutti gli altri paesi colpiti dal virus, fatta eccezione che per Corea del Sud e Cina. Considerando i dati diffusi alle 22.00 del 29 marzo, infatti, il numero dei contagi in Italia è cresciuto del 5,6%, il dato migliore da quanto è iniziato a diffondersi il contagio. La tendenza, inoltre, è costante già da venerdì 27 marzo. A poco rilevano i balzi nelle singole rilevazioni, dovute più che altro alla difficoltà di reperire i dati giorno per giorno. Le stime si stabilizzano una volta che il dato viene temporalmente ricollocata alla data corretta.

A registrare tassi di crescita del contagio più elevati al momento è il Belgio, che registra un +18,6%. A seguire gli Stati Uniti, con un tasso del +16,4 % e la Gran Bretagna con un + 14,3 %. Seguono Paesi Bassi, Svizzera e Spagna, che registra un tasso del 9,1%. A seguire ancora l’Iran (prossima all’8%) e la Germania che però ha dato una spinta netta al numero dei tamponi.

Solo al decimo posto l’Italia con un + 5,6% di crescita del numero dei positivi al coronavirus.

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