Divieto dei grassi trans? L’OMS li definisce responsabili delle malattie cardiovascolari

Secondo numerosi studi scientifici quest’azione potrebbe salvare molte vite, perché questa tipologia di grassi è responsabile di circa 500.000 morti ogni anno per malattie cardiovascolari.

OMS

L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha deciso di eliminare i grassi trans (parzialmente idrogenati) di derivazione industriale dai processi produttivi dell’industria alimentare. Secondo numerosi studi scientifici quest’azione potrebbe salvare molte vite, perché questa tipologia di grassi è responsabile di circa 500.000 morti ogni anno per malattie cardiovascolari.

Alcuni Paesi hanno già implementato questo divieto. La Danimarca che è stato il primo Paese a muoversi in tal senso ha ridotto considerevolmente e velocemente il numero di morti dovuti a malattie cardiovascolari. Un altro esempio è stato la città di New York, che dopo averli eliminati ha anch’essa registrato una notevole diminuzione degli attacchi cardiaci.

L’OMS ha costruito un programma di attacco che attraverso la parola REPLACE intende definire una serie di azioni strategiche atte a semplificare il processo di sostituzione dei grassi in questione. Tale programma prevede la revisione degli attuali prodotti in commercio, la promozione di grassi sostitutivi, l’introduzione di un vero e proprio divieto sui trans-fat, un monitoraggio del consumo dei prodotti, la creazione di una consapevolezza nella popolazione degli effetti negativi di tali grassi sulla salute ed infine l’imposizione dell’divieto.

I grassi trans (parzialmente idrogenati) di derivazione industriale sono maggiormente contenuti nei prodotti che necessitano di preservare un buon sapore nonostante la lunga conservazione a cui devono essere sottoposti. La margarina vegetale ne è particolarmente ricca e di conseguenza lo sono molti prodotti da forno industriali e vari fritti, dove a causa di alcuni oli vegetali idrogenati ad alte temperature si ottiene la tipica consistenza croccante che è facilmente riconoscibile negli snack come la patate fritte (le patatine industriali). Questi grassi furono introdotti nell’industria alimentare agli inizi degli anni ‘20 come sostituti del burro, ma divennero molto popolari tra gli anni ‘50 e ‘70 quando cominciarono ad essere usati in sostituzione dei grassi saturi. Un biochimico famoso Fred Kummerow, dopo aver studiato e promosso ricerche sui grassi ed il rischio cardiovascolare, concluse che a provocare un aumento dei valori di colesterolo LDL non era tanto il colesterolo alimentare (il quale sembra esserne responsabile in maniera marginale), bensì era il consumo di grassi parzialmente idrogenati a provocare l’aumento di questo tipo di colesterolo. Inoltre era solito riscontrare la presenza di questi grassi anche nelle arterie di persone che avevano avuto eventi cardiovascolari importanti. Da allora il biochimico cominciò una battaglia contro l’americana FDA (Food and Drug Administration), per costringerla ad eliminare queste sostanze dalla dieta degli americani. Ci sono voluti più di cinquant’anni, ma alla fine pare sia riuscito nella sua opera di sensibilizzazione sul tema.

Pubblicato da Alessandro Carrese

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