Salute

Dolore alle orecchie: le cause più comuni

Il dolore alle orecchie, normalmente indicato con il termine otalgia, può essere grave e intenso in base alla causa che lo ha innescato.

L’otalgia, infatti può essere percepita come un dolore continuo, pulsante, intermittente, ritmico, sordo o addirittura insopportabile, in base al tipo di patologia da cui si viene colpiti che non è necessariamente circoscritta tra le malattie dell’orecchio.

Il dolore alle orecchie, infatti, può essere la conseguenza secondaria di altre patologie come per esempio la sinusite, la tonsillite, il raffreddore, l’influenza, il mal di denti, l’emicrania e il cancro alla gola e, il più delle volte, il dolore si espande fino a raggiungere la nuca e il collo.

Esistono due forme di dolore alle orecchie e vengono identificati in:

  1. Otalgia primaria che corrisponde ad un dolore interno alle orecchie;
  2. Otalgia secondaria, o otalgia “riferita”, che si sviluppa come conseguenza di una patologia non legata alle orecchie.

Quando invece non è possibile determinare la causa del dolore, si parla di otalgia idiopatica.

Otalgia primaria

L’otalgia nella sua forma primaria deriva da una patologia legata all’orecchio interno, medio o esterno e può essere suddivisa a sua volta in due ulteriori tipologie: cause meccaniche e cause infettivo-infiammatorie.

Tra le cause meccaniche possiamo citare la formazione di un foruncolo all’interno del padiglione auricolare che, per quanto possa sembrare banale e a prescindere dalla sua dimensione, può provocare un dolore anche particolarmente intenso. Sempre a questa categoria appartengono anche la formazione di un tappo di cerume, eventuali traumi oppure l’inserimento di corpi estranei all’interno dell’orecchio.

Per quanto riguarda l’orecchio medio, invece, tra le cause meccaniche rientra l’otalgia determinata da un barotrauma che consiste in una lesione causata da un cambio repentino di pressione dell’aria all’interno dell’orecchio (come nel caso delle immersioni subacquee), quella causata da residui di detergenti non rimossi adeguatamente o da ostruzioni delle tube di Eustachio.

Le cause infettivo-infiammatorie, invece, se colpiscono l’orecchio esterno, possono derivare da: un’infezione da stafilococchi, da herpes zoster oticus (un’infiammazione causata dal virus della varicella-zoster), da Pseudomonas, da un’infezione da Candida, da otomicosi (infezione causata da funghi), miringite virale o bollosa (infiammazione della membrana del timpano) e sindrome di Sjögren.

Se al contrario colpiscono l’orecchio medio, le cause infettivo-infiammatorie possono derivare da un’otite media o da una mastoidite acuta.

Otalgia secondaria

Le cause scatenanti dell’otalgia secondaria possono derivare da una moltitudine di problemi normalmente derivanti da lesioni che riguardano i nervi che compongono la regione dell’orecchio e che sono causate da ulteriori patologie anche piuttosto comuni.

Tra le patologie più comuni troviamo: il mal di denti e gli ascessi dentali, faringite, rinofaringite e laringofaringite, la sinusite, la bronchite e la tonsillite.

Tra quelle meno comuni, invece, troviamo: il bruxismo, i carcinomi dell’orofaringe, i carcinomi della cavità orale e quelli della laringe, la nevralgia del trigemino e le ostruzioni nasali. In altri casi, invece, può essere legata alla presenza di artrosi cervicale o a lesioni cervicali.

Otalgia: la diagnosi

Il primo passo necessario per diagnosticare il tipo di otalgia è quello di effettuare un accurato esame anamnestico durante il quale il paziente deve informare in modo accurato il medico della sua storia clinica.

Dopodiché si passa ad un esame otoscopico che serve ad analizzare il canale uditivo e la membrana timpanica così da individuare un eventuale tappo di cerume o un processo di tipo infiammatorio a carico dell’orecchio medio.

Nel caso in cui l’esame otoscopico non riveli niente sarà necessario effettuare ulteriori analisi dell’integrità dei nervi cranici, del naso e dei seni paranasali e di alcune parti che compongono l’apparato respiratorio e, se occorre, il medico può richiedere anche un’audiografia che analizzi la soglia dell’udito.

Otalgia: la terapia

Considerando la grande quantità di cause che possono scatenare un’otalgia, le terapie sono altrettanto diverse. Ciò che importa è accertarsi sempre della causa scatenante prima di iniziare un qualsiasi trattamento.

In caso di otalgia primaria causata da un’infezione batterica, per esempio, sarà necessario ricorrere alla somministrazione di farmaci di tipo antibiotico mentre, per quella derivante da un’infezione fungina o da una patologia virale, la terapia sarà a base di farmaci antimicotici (cioè antifungini) e farmaci antivirali.

Se il mal di orecchie è causato dalla presenza di un tappo di cerume, invece, basterà eseguire un’estrazione del tappo tramite irrigazioni di acqua tiepida oppure con l’aiuto di una strumentazione apposita da un otorino. Per rimuovere il cerume può essere effettuata un’instillazione di glicerina o di un’altra sostanza simile che possa aiutare ad ammorbidire il cerume facilitandone la rimozione.

Nel momento in cui l’otalgia primaria è causata dalla presenza di corpi estranei all’interno dell’orecchio, ciò che occorre è evitare di rimuovere l’oggetto da soli e di contattare piuttosto uno specialista che sappia rimuoverlo senza eventuali spiacevoli conseguenze.

Infine, se l’otalgia è di tipo secondario ed è quindi la conseguenza di una patologia non legata all’orecchio, allora la soluzione del problema passa attraverso la terapia della patologia scatenante.

Gianluca Capiraso

36 anni, avellinese, iscritto all'Albo Nazionale dei Giornalisti Pubblicisti dall'ormai lontano 2000. Appassionato di sport, tecnologia e web, è attualmente Search Marketing Specialist presso una Digital Agency con sede Milano.

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