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Bonus ristrutturazioni al 110%, l’ecobonus nel decreto maggio

Il decreto Maggio prevederà un aumento dell'ecobonus per la ristrutturazione di case e palazzi. Ecco come usufruire di questo beneficio.

Il decreto Maggio estenderà l’ecobonus per le ristrutturazioni con una detrazione prevista del 110%. Ecco come potrebbe funzionare questo meccanismo.

Dopo la fine del lockdown e con un significativo seppur precario miglioramento della situazione sanitaria, si torna a pensare all’aspetto economico dell’emergenza Coronavirus. In settimana dovrebbe arrivare la versione definitiva del decreto Maggio che, stando a quanto si dice, interverrà in maniera positiva anche sull’ecobonus per le ristrutturazioni. Gli scopi di questo intervento saranno, ovviamente, due: dare sollievo all’economia provando a far ripartire l’edilizia e ammodernare le case degli italiani in un’ottica anche di sostenibilità ambientale.

Ecobonus per l’edilizia: cosa cambia col decreto Maggio?

Il decreto Maggio dovrebbe prevedere detrazioni fiscali fino al 110% per chi deciderà di apportare interventi di riqualificazione sismica o energetica. L’agevolazione sarà valida anche per le facciate dei palazzi che, attraverso l’ecobonus, potrebbero essere rimesse a nuovo addirittura gratis.

Per esempio, se una famiglia decidesse di effettuare interventi di riqualificazione sulla propria casa per un importo totale di €1000, riceverebbe dallo Stato una detrazione fiscale di €1100 che potrebbe essere sfruttata in compensazione in cinque quote annuali. Come spesso accaduto in passato, la detrazione fiscale dovuta all’ecobonus può essere ceduta alla ditta che svolge i lavori in cambio di uno sconto del 100% sulla fattura.

In pratica la ditta esegue i lavori senza chiedere un centesimo al committente e poi recupera il mancato incasso sotto forma di ”sconto” sulle tasse.Il nuovo ecobonus previsto dal decreto Maggio sarà applicato ai lavori svolti nel periodo che va dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2021.

Il credito di imposta potrà essere ceduto?

Le imprese che accetteranno il credito di imposta in cambio dello sconto al cliente del 100%, per ottenere liquidità immediata, potranno cedere questo credito a terzi. Una delle novità introdotte dal decreto Maggio riguarda anche questo aspetto: infatti, in passato non era possibile cedere il credito di imposta a istituti bancari e, soprattutto, non si potevano effettuare più di due passaggi.

In pratica le imprese edili potrebbero cedere il proprio credito a entità che dispongono di una liquidità notevole e che, pertanto, potrebbero barattane un po’ con un risparmio sulle tasse da versare in seguito. L’obiettivo sembra essere ancora una volta quello di coinvolgere le banche nella sfida del rilancio dell’economia dopo questa terribile crisi.

A cosa serve l’ecobonus?

L’ecobonus serve a incentivare le famiglie a effettuare lavori sulle proprie abitazioni in modo tale da migliorare la sicurezza e l’efficienza energetica delle città italiane favorendo il mercato che ruota intorno al modo alle imprese edili. Naturalmente la ratio delle modifiche sull’ecobonus previste dal decreto Maggio risiede nella necessità di permettere alle imprese di accedere in maniera rapida alla liquidità.

In questo momento non moltissime le ditte che avrebbero la forza finanziaria di effettuare lavori di ristrutturazione ingenti in cambio solo di un semplice ”sconto sulle tasse”. Per evitare di far naufragare un sistema che, tutto sommato, negli ultimi anni ha dato frutti, il Governo ha pensato a questo tipo di intervento che, se tutto dovesse andare come previsto, dovrebbe mettere insieme l’esigenza delle famiglie di effettuare lavori di ristrutturazione senza eccessivi costi con quella delle imprese di avere in mano ”moneta sonante” in tempi ragionevoli.

Le possibilità di funzionamento di questo sistema passeranno inevitabilmente dall’atteggiamento che avranno le banche: infatti, se per le imprese dovesse rivelarsi facile e conveniente cedere i propri crediti di imposta, il meccanismo dell’ecobonus continuerà a funzionare, ma in caso contrario gli effetti positivi saranno molto limitati.

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Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.
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