Eiaculazione precoce: il punto di vista di lei

 Un uomo su cinque la sperimenta, una donna su cinque soffre insieme

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Eiaculazione precoce. Interessa – seppure con gravità diverse – almeno un uomo su cinque (si tratta di stime, perché tanti ancora non hanno fatto “outing” sul problema), ed è caratterizzata, secondo gli esperti, da tre fattori:

  • Tempo di latenza eiaculatoria molto breve (per alcuni studiosi si può parlare di eiaculazione precoce, solo se tutto avviene entro il minuto, per altri il disturbo è reale anche quando non intercorrono più di tre minuti dalla penetrazione all’eiaculazione);
  • La sensazione, da parte dell’uomo, di non riuscire a controllarsi;
  • Forte stress – spesso vera e propria angoscia da parte di uno o di entrambi i partner – che arriva a compromettere i rapporti di coppia.

Otto volte su dieci come ci spiega il blog di comodo.it, l’eiaculazione precoce è di tipo “primario”, ovvero compare sin dal primo rapporto: questo tipo di disturbo (guai a definirla “malattia”) nella gran parte dei casi ha una base genetica, che si rende manifesta in presenza di problemi psicologici o emotivi, squilibri ormonali, stress o infiammazioni dell’apparato riproduttivo. Solo nel 20% dei casi l’eiaculazione precoce è di tipo “secondario”, ovvero acquisita: compare dopo anni di normale “tempismo”, per cause vascolari, utilizzo di farmaci o stupefacenti, altre disfunzioni.

Al contrario di quanto comunemente si crede, l’ansia da prestazione non è direttamente associata all’eiaculazione precoce, ma può esserne una conseguenza.

Altra importante ed evidente conseguenza della “velocità” del partner è la scarsa qualità della vita di coppia e le conseguenze negative di questa disfunzione sul partner.

Secondo uno studio del 2014, condotto tra le università di Zurigo e Milano  su 1463 donne di tre diversi paesi (Messico, Italia e Corea del Sud), l’eiaculazione precoce impatta in modo molto negativo sulla vita sessuale della donna: per 4 donne su 10, il tempo troppo breve che intercorre tra penetrazione ed eiaculazione è la fonte principale della propria insoddisfazione nella coppia e nel medio e lungo termine aumenta la probabilità di mandare a monte una relazione sentimentale.

Eiaculazione precoce: gli impatti devastanti sulla salute delle donne

Sebbene da poco tempo la scienza abbia preso a cuore la prospettiva femminile, si è scoperto che il punto di vista delle donne è fondamentale per la salute della coppia, per la guarigione di lui, per la salute psicologica e riproduttiva di lei.

Così, dopo essersi posti la domanda: «Come le donne influiscono sul progredire o regredire della disfunzione?» gli studiosi hanno iniziato anche a dirigere lo sguardo sulla dolce metà. Di qui, una serie di domande: «Cosa pensano e provano le donne quando scoprono che il loro uomo soffre di eiaculazione precoce?»; «Come reagiscono e quali meccanismi psicologici mettono in atto?»; «Come – se lo fanno – affrontano il problema?»; «Quali sono le conseguenze dell’eiaculazione precoce sul loro stato psicofisico

Se fino ad ora, insomma, si limitavano a pensare che la donna assumesse un atteggiamento “sbagliato”, chiedendosi: «Cosa c’è in lui che non va?», «Perché non si controlla?», «Perché è così egoista?», oggi hanno capito che, quando lui soffre di una disfunzione sessuale, in lei non crescono solo la collera e l’insoddisfazione, ma anche la sfiducia nelle proprie capacità di saper gestire la situazione.

Un recente studio condotto dall’Università degli Studi di Napoli, ha dimostrato che le donne con partner affetti da disfunzioni sessuali hanno anche ripercussioni fisiche importanti: soffrono di attacchi di ansia il doppio delle altre (42,69% vs 20,56%) e incorrono in disfunzioni sessuali molto più spesso. La frequenza di altri disturbi, anche lontanissimi dalla sfera sessuale, conferma il fatto che, a lungo andare, stando accanto ad “uomo saetta” ci si ammala anche di più: ipertensione, ipercolesterolemia, artrite, malattie cardiache, patologie tiroidee e a carico dell’utero sono sempre più spesso associabili a donne con un partner EP.

Eiaculazione precoce: perché rende così infelici le donne

Se le donne soffrono non è solo questione di egoismo. Anche perché, per la maggior parte di loro, “soddisfazione sessuale” non coincide con penetrazione, ma comprende – senza scale di priorità – anche baci, carezze, effusioni e ogni forma di stimolazione delle zone erogene. L’eiaculazione precoce, in sé, potrebbe dunque non essere un problema, se non fosse accompagnata sempre da una graduale privazione, da parte dell’uomo frustrato, di ogni genere di attenzione sessuale verso la partner. Concentrato sul problema e sulla sua risoluzione, l’uomo EP inizia progressivamente a prestare meno attenzione ai bisogni intimi della partner, provocando, sul lungo periodo, un vero e proprio trauma nella sessualità ferita della donna.

A comprovarlo sono i numeri raccolti da un gruppo di ricerca dell’ International Society for Sexual Medicine e pubblicati nel 2014 dal Journal of Sexual Medicine, la più autorevole rivista di settore: il 47,6% delle donne prova disagio e frustrazione a causa della “distanza” percepita del partner; il 39,9% prova imbarazzo per la velocità dei rapporti, e solo il 24% mette al primo posto tra i disagi la mancanza di controllo eiaculatorio.  Di questo 24% residuo, la quasi totalità (l’89%) dà importanza alla “durata” perché ha – di base – difficoltà a raggiungere l’orgasmo, dunque un lungo amplesso è   fondamentale al raggiungimento della soglia minima di appagamento sessuale.

Un’altra indagine condotta da Andrea Burri, dell’Università di Zurigo, ricorda come l’eiaculazione precoce venga a volte percepita inconsciamente dalla donna come una vera e propria negazione del diritto alla maternità: ci sono donne – spiega Burri – che, dopo averle provate tutte, perdono del tutto il desiderio di provare ad avere figli, con tutte le gravi conseguenze psicologiche e ormonali che questa autonegazione comporta.

Eiaculazione precoce: testimonianze al femminile

Quando una donna che ama il proprio compagno scopre che è affetto da eiaculazione precoce, il primo istinto è, in genere, quello di aiutarlo. A meno che non si tratti di rapporti occasionali o comunque disimpegnati, l’istinto crocerossino prevale su ogni altro.

Molte donne consultano il web ossessivamente, cercano e dispensano consigli e, prima di consultare uno specialista, inondano i forum femminili di quesiti. In genere passano mesi – nelle coppie mature anche anni – prima che gettino la spugna perché «non sono in grado di aiutarlo».

Lucia, 24 anni, racconta, impaurita: «Non so più cosa fare. Sto perdendo le speranze e ho paura che questo problema ci allontani. Temo che alla fine mi lascerà, convinto di non rendermi felice. Non riesco a trovare una soluzione né a spiegarmi il perché: si crede inesperto con me, nonostante abbia 40 anni? Gli accade perché, dopo una lunga storia, è stato solo e si è masturbato troppo a lungo? Gli metto forse involontariamente tensione? Ho paura di chiedergli di consultare uno specialista, non voglio ne vada della sua autostima, già così tanto compromessa».

Elisa, 45 anni, invece, a suo modo ce l’ha fatta, pur avendo pagato cara la sua “missione”: «Sono stata sposata per tredici anni – racconta – con un uomo che soffriva di eiaculazione precoce primaria. Le abbiamo davvero provate tutte: psicoterapia, esercizi di Kegel, tecnica tantrica, ma più ci concentravamo sul problema, peggio era. Ho avuto due esaurimenti nervosi per questo. Alla fine ho capito che ci vuole tanto amore e tanta dedizione, occorre usare ogni parte del proprio corpo per far sentire il tuo partner amato e donargli l’energia di cui ha bisogno. Noi restavamo anche mattinate intere sdraiati nudi sul letto a toccarci, baciarci, accarezzarci, addormentarci nudi e fusi. Non è semplice, a volte è persino impossibile. Ma tenendosi per mano, si può fare tanto».

Come loro, milioni di donne, in Italia e nel mondo, hanno sofferto e continuano a soffrire di riflesso il problema e ad interrogarsi, nella speranza che il giusto consiglio sul web potrà compiere miracoli.

Eiaculazione precoce: le soluzioni

Affrontare l’eiaculazione precoce vuol dire innanzitutto riconoscerla: solo uno specialista potrà effettivamente fornire una diagnosi precisa e prescrivere una terapia che sappia farsi carico degli aspetti emozionali, relazionali e sessuali, della vita intima di chi ne è affetto.

Prima ancora degli accertamenti e della relativa cura, come in tutte le disfunzioni, ci dev’essere una ferma volontà (e non è cosa scontata) di superare il disturbo. Solo così potranno essere accettati i rimedi farmacologici, la psicoterapia e la terapia di coppia, gli esercizi quotidiani e gli ausili che uno specialista, a seconda della gravità e dell’origine (spesso multifattoriale) della disfunzione, saprà proporre.

Spesso sarà sufficiente rieducare il corpo e la mente a gestire le emozioni e a controllare il meccanismo eiaculatorio in modo opportuno. Altre volte sarà meglio utilizzare qualche farmaco “al bisogno”. Il più delle volte la soluzione più utile sarà invece quella più immediata è quella dei prodotti a base di benzocaina.

Si tratta di prodotti a base benzocaina o lidocaina, blandi anestetici locali – gli stessi che usano i dentisti durante le anestesie – che agiscono sul glande riducendo la sensibilità durante la stimolazione.

L’ azione di un preservativo ritardante, ovvero di un preservativo che oltre a proteggere da malattie sessualmente trasmesse e gravidanze indesiderate aiuta a combattere gli effetti dell’eiaculazione precoce, si verifica una volta che la sostanza viene a contatto con la pelle e dura circa 20 – 25 minuti. Rendendo meno sensibile il glande, l’anestetico aiuterà a controllare l’orgasmo e a prolungare così la durata della penetrazione, senza alcun effetto secondario. Tra le varie tipologie ci sono quelli ritardanti per lui e stimolanti per lei contemporaneamente, dotati di anestetico locale e di nervature che stimolano il piacere femminile dando il tempo necessario e le giuste attenzioni.

Tra i prodotti di più comune utilizzo ci sono anche i lubrificanti ritardanti (in spray o gel a base degli stessi anestetici o di erbe), la cui formula è studiata spesso per una duplice funzione: aiutare lei ad “accelerare” l’orgasmo, aiutare lui a ritardarlo, garantendo al contempo un’adeguata lubrificazione.

Utilizzabili anche con i sex toys (alcuni, come gli anelli ritardanti e i masturbatori maschili, utili anche per combattere l’eiaculazione precoce), i lubrificanti ritardanti avranno effetto per tutta la durata del rapporto.

Utilizzare preservativi e lubrificanti ritardanti alternativamente potrà essere dunque una soluzione tampone molto efficace. Per risolvere il problema, nel caso non siano prescritte specifiche terapie farmacologiche o psicologiche (o in ausilio a queste), sarà opportuno però anche “addestrare” il corpo con veri e propri esercizi di ginnastica pelvica da compiersi quotidianamente per 10 minuti al giorno.

Conosciuti anche come esercizi di Kegel, sono esercizi di contrazione e rilassamento che rafforzano i muscoli del pavimento pelvico, coinvolti nell’erezione e nell’eiaculazione. Una buona condizione del pavimento pelvico permetterà all’uomo di guidare le fasi del piacere, mentre l’idea comune che basti pensare a qualcos’altro mentre si fa sesso per ritardare l’eiaculazione…porterà alla lunga solo a compromettere l’erezione.