Eleonora Bottaro morta di leucemia: genitori a processo per omicidio colposo

La ragazza rifiutò la chemio per curarsi con cortisone e vitamina C.

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Finiranno a processo il prossimo 25 Ottobre i genitori di Eleonora Bottaro, la diciottenne morta di leucemia nell’agosto del 2016. La ragazza si ammalò nel dicembre 2015. Ricoverata all’Ospedale di Padova, rifiutò la chemioterapia. Nonostante i medici della Oncoematologia pediatrica di Padova ne avessero garantito l’80% di possibilità di guarigione se fosse stato seguito il protocollo ufficiale, Eleonora preferì ricoverarsi in una clinica svizzera, per curarsi con cortisone e vitamina C. I genitori, Lino Bottaro e Rita Benini, erano seguaci del medico tedesco Ryke Geerd Hamer, che rinnega la scienza ufficiale ed è infatti stato radiato dall’Albo dei medici. La Procura di Padova, guidata dal procuratore capo Matteo Stuccilli, all’epoca dei fatti, indagò per omicidio colposo. I due, accusati di omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento, erano già stati prosciolti dal Gup di Padova nel dicembre scorso, perché secondo il giudice «il fatto non sussisteva».

Eleonora Bottaro morta di leucemia: accolto il ricorso della Procura

Lo scorso 5 aprile il procuratore aggiunto, Valeria Sanzani aveva presentato richiesta d’appello alla Corte di Venezia che ieri si è pronunciata rinviando a giudizio il papà e la mamma di Eleonora per quell’ipotesi di reato. Il processo inizierà il prossimo 25 Ottobre. Nella richiesta di appello, il Pm Sanzani parla di illusioni: “Lino Bottaro e Rita Benini erano consapevoli che le loro decisioni erano in radicale contrasto con quanto consigliato dalla scienza. Hanno trasmesso alla figlia le loro illusioni, negandole le possibili alternative e impedendole di fare una scelta libera e consapevole, che l’avrebbe portata probabilmente a sopravvivere alla malattia. Per questi motivi, nonostante abbiano agito per amore, i signori Bottaro hanno messo in essere tutti i presupposti perché si giungesse alla morte annunciata di Eleonora e quindi devono affrontare un giudizio. Sarebbero stati non colpevoli, se per ignoranza non fossero stati a conoscenza delle opportunità offerte dalla scienza per salvare la figlia. Ma in questo caso l’ignoranza non c’è, sussiste invece la volontà di andare contro la medicina, sabotando con ogni mezzo i dottori e tutti i loro tentativi di informare la giovane in merito alle varie scelte terapeutiche a disposizione.”

 

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