Elisa e Calcutta, nuovo singolo insieme

In duetto Elisa e Calcutta, arriva la nuova versione di “Se piovesse il tuo nome”

Un singolo già noto e in radio da Ottobre 2018, “Se piovesse il tuo nome“, fino ad oggi conosciuta nelle note di Elisa Toffoli,  è la novità di questa fine dell’anno. Una collaborazione inedita che arriva oggi 14 Dicembre nella musica italiana, quella tra la cantautrice di “Diari Aperti” e Calcutta, per eccellenza simbolo indie del momento. Brano tra i più trasmessi degli ultimi mesi e melodia da tormentone, ma la rivisitazione stupisce i fan e raggiunge il successo nell’immediato.

Sarà il fascino distratto di uno smarrito come Edoardo D’Erme, voce di una generazione confusa, incerta e alla ricerca di un rifugio di parole. L’attesa del singolo, di cui Calcutta è autore, è attestazione stessa del seguito progressivo ottenuto dai testi e dal personaggio della scena ITPOP. Ma Elisa lo sa e lo conferma: “Calcutta mi piace perché ha un animo musicale senza tempo. E’ molto puro e ha un’identità fortissima. Penso che ‘Se piovesse il tuo nome’ resterà nel tempo perché ha un mistero e un equilibrio non ordinari. La risposta delle radio e del pubblico è incredibile, ci stanno regalando un momento veramente bello, per questo abbiamo deciso di re-inciderla insieme”.

Da Mainstream ad Evergreen, fino al film “Tutti in piedi” nei cinema d’Italia, la voce poetica direttamente da Latina segna una fase musicale di ricerca e scoperta individuale. Così i testi, come lo stesso Calcutta, disegnano un enorme punto interrogativo che è al contempo specchio dell’io interiore solcato di oggi. E’ dispersione e instabilità, un amore senza nome che trova un riflesso in sentimenti inespressi ed in parole all’impatto insensate. Il romanticismo alternativo di un tempo dimentico di autenticità, si perde nelle sequenze di un solitario che “mangia la pizza ed è il solo sveglio in tutta la città”, soffocato dal vortice di un mondo troppo grande e troppo piccolo allo stesso tempo. Calcutta è il gioco labirintico senza via di fuga di chi cerca un senso in qualcosa che non lo ha di per sé: “scusa non ho voglia d’uscire, resto a casa col cane anche se lui non c’è più”. Nel distacco dal reale che è un po’ parte e tentativo dei giovani della precarietà e dell’ansia, rivoluzionari da “non lavare i piatti con lo Svelto”, ma terrorizzati dai legami instabili. Il ripudio dell’amore nella sua componente lacerante si scontra di continuo con la smania di far battere il cuore perdendosi in un abbraccio, confondendosi nella parte mancante di sé, anche se poi “Non mi importa se non mi ami più, non mi importa se non mi vuoi bene”, canta Edoardo. L’incompatibilità di coppia di Calcutta si rivela di continuo frutto di un’incompatibilità intima con gli aspetti oscuri di ogni uomo e donna, che siano l’un per l’altro una Sandra e Raimondo alla ricerca di una notte per viaggiare al di là del mondo. Così l’amore torna a farsi causa ed effetto di una solitudine che in fin dei conti non esiste, o che non esiste per sempre. Perché nelle città di negozi chiusi, ogni “resto solo io” è una lettera bevuta in più di un nome voluto, ascoltato, osservato, atteso anche dal cielo.