Chi sono i VIITO? La nuova icona dell’Itpop

Il duo romano è l’ennesima dimostrazione della completa scomparsa dell’indie – rock italiano.

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È davvero un gran dispiacere appurare come in Italia l’indie – rock, nelle sue diverse sfaccettature, sia oramai completamente defunto.
Da qualche anno a questa parte, al suo posto, stiamo assistendo, invece, all’insistente affermarsi del genere denominato “Itpop”, considerato, da più parti, il figlio adolescente e “degenere”, aggiungerei, dell’indie italiano.

Con il termine “Itpop” si tende, quindi, ad indicare e identificare le nuove generazioni di musicisti che nell’ultimo decennio stanno prendendo sempre più piede sulla scena musicale italiana. Tra questi “esponenti musicali” della Terza Repubblica possiamo annoverare nomi già affermati come quelli di Calcutta, Thegiornalisti e Coez, al fianco dei quali, nell’ultimo periodo, si sta affermando un nuovo nome: i VIITO.

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I VIITO sono un duo romano (d’adozione) indicato da più parti come nuova icona del genere Itpop. Senza molte pretese il duo sta cercando una posizione di tutto rispetto nell’ambiente, e ci stanno riuscendo abbastanza facilmente, attraverso una manciata di canzoni (“Bella come Roma ”, “Industria porno”, “Una festa” e “Compro oro”) che sono entrate, nell’immediato, nel cuore degli amanti del genere in questione, canzoni che sviscerano quel classico pop – rock che oramai siamo “saturi” d’ascoltare e a cui ci hanno abituato i cosiddetti “big” della nuova scena italiana.

La morte dell’indie – rock e l’affermarsi dell’Itpop

Se facciamo un paragone con gli ultimi trent’anni di storia musicale italiana, è davvero preoccupante il declino intellettuale e spirituale a cui abbiamo assistito nell’ambito della musica indipendente.

Negli anni ’90 abbiamo vissuto uno dei periodo più floridi per la musica italiana, indipendente e non. Molti sono stati i progetti musicali che hanno preso forma in questi anni partendo dall’underground giungendo, in alcuni casi, a toccare i vertici della classifica mainstream. Artisti e band che sono stati in grado di risalire la corrente e diventare simboli di una generazione alternativa alla tradizionale canzone melodica italiana. Afterhours, Marlene Kuntz, Carmen Consoli, Tre Allegri Ragazzi Morti, Modena City Ramblers, Ritmo Tribale, C.S.I., Massimo Volume e Cristina Donà, senza tralasciare la figura di Federico Fiumani (Diaframma) padre del cantautorato rock, sono solo alcuni dei nomi di quella indimenticabile scena indipendente italiana.

Con l’inizio del nuovo millennio si sono incominciate ad intravedere le prime crepe sul quel muro musicale che la generazione precedente aveva eretto. Fortunatamente l’indie – rock ha ancora resistito grazie all’affermarsi di quella che passerà alla storia come “La leva cantautoriale degli anni zero” che avrà in Dente e Brunori Sas i suoi migliori portavoce. D’altra parte, anche gruppi musicali del calibro di A Toys Orchestra, Zen Circus, Ministri e Il Teatro degli Orrori avranno un ruolo importante all’interno di questa “resistenza musicale”.

Gli anni dieci hanno, invece, inflitto il colpo decisivo all’indie – rock italiano. A poco a poco, si è assistito alla nascita e alla divulgazione del cosiddetto Itpop.
Suono della “classe disagiata”, l’Itpop è divenuto la colonna sonora della Terza Repubblica nella quale confluiscono l’intimismo cantautoriale, le serenate trap e il pop ironico mescolato alla musica house. Alcune caratteristiche che contraddistinguono l’It pop, nelle sue molteplici sfaccettature, dono l’uso smodato di synth e dei piani elettrici, le ritmiche funk e soul, e l’impostazione vocale morbida e sussurrata. D’altra parte, le tematiche rappresentano, in pieno, questa “classe disagiata”: giovani tra i 20 e i 40 anni che non vogliono crescere, rimandando la proprio maturità fino a quando le promesse non verranno finalmente mantenute, e nell’attesa si dedicano a lavori temporanei accumulando titoli di studio.
Di questa schiera di “disagiati”, in tutti i sensi, fanno parte anche gli emergenti VIITO che cercano di farsi strada tra i nomi già affermati come Calcutta, Thegiornalisti, Frah Quintale, Coez, Galeffi, Gazzelle, Ex – Otago e Carl Brave X Franco 126. uintale, Coez Q
Ovviamente, c’è anche chi, pur venendo catalogati alla stregua dei sopracitati, cerca di distaccarsi e creare un’alternativa “musicale decente” però non riuscendo a mantenere vivo i fasti dell’indie – rock made in Italy.

Chi sono i VIITO? Breve biografia

I VIITO nascono a Roma nel 2015 dall’incontro tra Giuseppe e Vito, due coinquilini fuori sede, divenuti, per forza di cosa, romani di adozione. Questa loro convivenza gli ha portati nel giro di poco tempo a fare musica assieme e a comporre i primi brani.
Nascono così una moltitudine di canzoni che spaziano tra la canzone d’autore e il nuovo pop italiano, canzoni che non passano inosservata nell’ambiente.

Nel 2018, il duo viene messo sotto contratto dalla Sugar con la quale pubblicano il loro primo singolo “Bella come Roma” il 19 gennaio: il singolo ha esordito direttamente al primo posto nella classifica Viral50 Italia di Spotify, dove è rimasto per 7 giorni, registrando oltre 100mila ascolti nella prima settimana.

Il 07 settembre 2018 esce il disco d’esordio “Troppoforte”, realizzato con il contributo di Marta Venturini, la produttrice dietro al suono dell’album-simbolo dell’Itpop Mainstream” di Calcutta. L’album arriva dopo i singoli “Bella come Roma”, “Industria Porno”, “Una festa”, “Compro oro” e dopo il tour Estivo.

Pubblicato da Alfonso Fanizza

Storico-critico musicale, laureato al D.a.m.s. e in possesso di un Master in “Manager della gestione e organizzazione di eventi culturali e artistici”. Grande appassionato di musica, libri e cinema, con una particolare predisposizione al viaggio.

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