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Erdogan a una bambina: “Se diventerà martire l’avvolgeremo nella bandiera turca”

Dopo che le autorità religiose Turche, con la regia di Erdoğan e la complicità dello stesso Parlamento, hanno dichiarato leciti i matrimoni per le bambine di appena nove anni, il Sultano, ne ha combinata un’altra.

Sabato scorso, durante un comizio pubblico, mentre parlava agli esponenti del suo partito, ha notato tra il pubblico una bambina vestita con la divisa dei cosiddetti Berretti Marroni, le forze speciali impegnate in questi giorni nell’invasione armata di Afrin,il cantone della Siria settentrionale controllato dalle milizie curdo-siriane considerate dal Governo di Ankara terroristi al pari del Pkk, e l’ha prima indicata e poi fatta salire sul palco.

La frase shock di Erdogan

Erdoğan rivolgendosi alla folla ha detto: “Ha la bandiera turca, se diventerà una martire, a Dio piacendo, l’avvolgeremo con quella”. Ma la piccola Amine Tiras, di appena 6 anni , è scoppiata a piangere, impaurita forse dall’attenzione di centinaia di persone. Il Sultano quindi ha cercato di rassicurarla baciandola sulla guancia ed abbracciandola, dicendole: “i berretti marroni non piangono”. 

La scena, trasmessa in diretta dalla televisione nazionale, ha creato rapidamente polemiche. “Portare un bambino sul palco di fronte a migliaia di persone e benedire la morte è un grosso errore. Nessun bambino dovrebbe mai essere all’ombra delle armi e del volto della guerra “, ha dichiarato Veli Agbaba, vicepresidente del Partito popolare repubblicano dell’opposizione al Daily Telegraph. 

Ad Erdoğan e ai suoi seguaci poco importa di tutti quei bambini e bambine che vengono uccisi, mutilati, rapiti, stuprati, che vedono le loro scuole e le loro case distrutte dai bombardamenti, che vengono reclutati forzatamente nei gruppi e nelle forze armate e che sono tagliati fuori dall’educazione e dall’accesso a cure mediche.

A nulla valgono gli appelli degli Stati Europei, dell’Onu e di tutte le organizzazioni umanitarie che ogni giorno sollecitano l’attenzione dei media e ci dicono che stiamo assistendo a un aumento scioccante del numero di bambini cresciuti nelle aree colpite da conflitti e alla loro esposizione a forme di violenza immaginabili. I bambini stanno subendo sofferenze che non dovrebbero mai vivere sulla propria pelle. Noi aggiungiamo, che crimini come questi rappresentano una flagrante violazione del diritto internazionale.

Il mondo degli adulti, il mondo di Erdoğan, Assad, Putin, Trump e di di tanti altri capi di stato che praticano la guerra e solo a chiacchiere la pace, sono incapaci di proteggere i bambini dai conflitti con la conseguenza di negare loro e al loro paese di appartenenza il futuro.

Augurare ad una bambina di sei anni di combattere e morire per il proprio paese è pura follia. Siamo arrivati al punto che per attirare e reclutare bambini negli eserciti si usa lo stesso metodo subdolo dei pedofili. Li si attira con dei piccoli doni, si conquista la loro fiducia,  si fa leva su bisogni emotivi profondi per stabilire un rapporto privilegiato. Finché non iniziano a mostrare loro video di efferata brutalità – persone decapitate, crocifisse, lapidate – proprio  così come fanno i pedofili che introducono le loro piccole prede ai film pornografici e li costringono poi a partecipare a quelle violenze.

Non è un caso che dal 2015 ad oggi il 39% dei minori è morto facendo esplodere autobombe. Non è un caso che esiste uno sfruttamento sistematico dell’Is verso i bambini. Quando l’Is occupa un territorio ha il totale controllo delle scuole, dove si svolge un doppio tipo di insegnamento. Da un lato l’iniziazione all’Islam radicale e all’odio verso i suoi nemici primari: occidentali, sciiti, yazidi… Dall’altro l’addestramento alle armi: intere scolaresche di mini-soldati in tuta mimetica, che scimmiottano il gergo militare. Insomma ideologia e kalashnikov, oppure per parafrasare uno slogan a noi più vicino, “Libro e Moschetto”.

E le bambine?  In Siria le ragazzine non vengono usate in operazioni militari, ma come ricompensa per gli uomini. Se sunnite, sono trattate con qualche rispetto in più: diventano mogli-bambine. Se appartengono alla minoranza sciita o yazidica, sono condannate a essere schiave del sesso.

Intanto la guerra in Siria continua nonostante la tregua sancita due giorni fa. Il governo Turco di Erdoğan ha ribadito che le operazioni militare dell’esercito turco nella provincia siriana di Afrin andranno avanti. In Siria si continua a morire.

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Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.

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