Far East Film Festival 2018: Film in concorso e Programma

In programma ad Udine dal 20 al 28 aprile 2018, l’affascinante kermesse dedicata al cinema del Sol Levante, con 81 pellicole in totale di cui 55 in concorso

Far East Film Festival 2018

Il Far East Film Festival 2018, ricco sia di ospiti che di lungometraggi decisamente rilevanti, provenienti tra gli altri da paesi come Cina, Hong Kong, Indonesia, Giappone, Corea del Sud e Tailandia, avrà come protagonista assoluta la star taiwanese Brigitte Lin Ching Hsia. A lei è dedicata un’ampia retrospettiva, dove verrà proiettato uno dei suoi tanti capolavori che porta il nome di The Bride with White Hair (1993) di Ronny Yu, più il prestigioso premio alla carriera denominato Gelso d’Oro, in passato consegnato anche al grande Jackie Chan, altro mito del cinema made in Asia, compreso l’attore Sammo Hung e il regista Johnnie To.

Opere in concorso del Far East Film Festival 2018

Dalla Cina spiccano i fanta-action Brotherhood of Blades II: The Infernal Battlefield (2017) di Yang Lu e The Legend of the Demon Cat (2017) di Chen Kaige.

Brotherhood of Blades II: The Infernal Battlefield, ambientato nel 1627 durante la dinastia Ming, narra la storia della guardia imperiale Shen Lian, che a causa di una cospirazione ordita da un gruppo di ribelli per liberare il regno dalla corruzione dilagante, è costretto ad intraprendere una pericolosa missione per dimostrare la propria innocenza. Cercherà di venire a capo della verità che si nasconde dietro la congiura, accompagnato dalla giovane pittrice Bei Zhai, della quale s’innamorerà ricambiato.

Infine, la pellicola, legata al genere di cappa e spada chiamato wuxiapian, sa miscelare con sapienza scene d’azione ben coreografate, dialoghi arguti, romance e suggestive atmosfere. Qui sotto eccovi il trailer:

The Legend of the Demon Cat è anch’esso di genere wuxia, tratto dal lungo romanzo in quattro volumi Il banchetto dei fantasmi della dinastia Tang del monaco Kukai, dello scrittore giapponese Yumemakura Baku. La trama è incentrata sulle indagini compiute da un monaco nipponico e da un poeta cinese, sulla maledizione di un gatto nero che semina morte alla corte imperiale Tang. I terribili decessi sarebbero poi riconducibili alla soppressione della concubina Yang Guifei, simbolo di bellezza e sensualità e amore eterno del precedente sovrano Xuanzong. Monaco e poeta scopriranno quindi la verità, attraverso una fotografia sublime ed estatica.

Qui sotto il trailer del film:

Proseguendo, è la volta di due produzioni di genere action/bellico hongkonghesi intitolate rispettivamente Operation Red Sea (2018) di Dante Lam e Our Time Will Come (2017) di Ann Hui.

Operation Red Sea, che strizza prepotentemente l’occhio a film come Black Hawk Down e a videogiochi come Call of Duty, racconta l’impresa titanica della squadra d’assalto Jiaolong, chiamata ad annientare un’organizzazione terroristica e a salvare un gruppo di ostaggi. Destinato a diventare un cult esteticamente perfetto e adrenalinico al punto giusto, ecco il trailer:

Our Time Will Come è invece ambientato durante la seconda guerra mondiale, in una Hong Kong martoriata dall’occupazione delle truppe giapponesi. Si assiste alla battaglia tra resistenza locale e oppressione nemica, e tra coloro che aspirano con determinazione alla libertà c’è una donna, la coraggiosa insegnante Fong Lan, personaggio chiave di tutta la vicenda. Lei, coadiuvata dal malvivente Blackie Lau, intollerante alla supremazia militare avversaria, e dall’ex fidanzato Kam-wing, che lavora per l’esercito giapponese pur simpatizzando fortemente per la resistenza, cercherà di cambiare le sorti del proprio paese, mettendo a repentaglio la sua stessa vita.

Successivamente, per il Far East Film Festival 2018, proveniente dall’Indonesia abbiamo l’horror demoniaco Satan’s Slaves (2017) di Joko Anwar. La pellicola, ambientata negli anni ’80, narra la terrificante storia di una famiglia, la cui madre, famosa cantante malata da tempo, muore sconvolgendo per sempre l’esistenza dei suoi cari. Il padre parte per cercare un lavoro, costringendo i figli e la nonna inferma a restare da soli. Improvvisamente, ecco manifestarsi inquietanti fenomeni paranormali, facendo supporre ai ragazzi di non essere più al sicuro tra le mura domestiche. Una presenza s’aggira incombente e minacciosa e non può essere la madre appena defunta…

Qui sotto il trailer del film più una clip ulteriore:

E ancora, dal Giappone, giungono al Far East Film Festival 2018 ben tre opere, che sono The 8-Year Engagement (2017) di Zeze Takahisa, The Blood of Wolves (2018) di Shiraishi Kazuya, e Inuyashiki (2018) di Sato Shinsuke.

The 8-Year Engagement è una struggente storia d’amore giovanile, tratta da un fatto realmente accaduto, con protagonista una ragazza, Mai, che si ammala di una rara forma di infiammazione cerebrale, l’encefalite da anticorpi anti-NMDA, ed entra in coma tre mesi prima del suo matrimonio con Hisashi, un dolce e romantico ragazzo che di mestiere fa il meccanico. L’innamorato, imperterrito, non l’abbandonerà un secondo, confidando nel suo risveglio, provocato dal solo miracolo capace letteralmente di smuovere le montagne, quello del grande e vero amore. Qui si piange, eccome, ma ne vale la pena… Ecco il bellissimo trailer:

The Blood of Wolves, un action dove la yakuza, la potente e violenta mafia giapponese la fa da padrone, è ambientato nel 1988, con personaggio principale il poliziotto corrotto Ogami. Il suo compito è fermare la guerra tra bande rivali, ma entrare in questo circolo vizioso potrebbe essergli fatale.

Infine, al Far East Film Festival 2018, Inuyashiki, uno sci-fi movie basato sul fumetto bestseller di Oku Hiroya, su un impiegato di mezza età, Inuyashiki Ichiro, che si trasforma in un robot a causa di un’inspiegabile luce bianca acquistando innumerevoli superpoteri. Lo stesso evento accade anche al bel liceale Shishigami Hiro, che però diventa il suo anti eroe, assumendo il ruolo di assassino di massa. L’anziano salva la vita delle persone, il giovane si compiace nel terminarle, e lo scontro tra i due androidi è ineluttabile. Chissà come andrà.

Quasi alla fine del nostro viaggio cinematografico, arrivano altri due film, uno dalla Corea del Sud, un romance intitolato Be With You (2018) di Lee Jang-hoon, e uno dalla Tailandia, un ghost horror movie dal titolo The Promise (2017) di Sophon Sakdaphisit.

Be With You, tratto dal romanzo giapponese di Ichikawa Takuji, è la storia di Woo-jin, un padre single e impiegato presso una piscina comunale, con un figlio che frequenta la scuola elementare. Tutte le mattine, prima di uscire di casa, i due danno un bacio alla foto di Soo-ah, la madre del bambino morta un anno prima, che manca disperatamente ad entrambi. Con la stagione delle pioggie però, da un tunnel ferroviario abbandonato, accade un miracolo, in quanto la giovane donna ritorna dall’aldilà, ma non è un fantasma. Felicità all’apice ma quanto durerà? Ecco il trailer:

The Promise, ambientato in un grattacielo infestato di Bangkok, narra le vicissitudini di due amiche inseparabili, Boum e Ib. All’inizio del film siamo nel 1997, quando i rispettivi padri avevano investito i loro soldi in un elegante condominio nel centro della città appena menzionata. In seguito alla crisi economica asiatica, tutti i beni dei genitori sono sequestrati, abbassando drasticamente il loro tenore di vita. Le ragazze decidono così di suicidarsi insieme proprio nel palazzone incompiuto, ma all’ultimo momento, dopo la morte di Ib, Boum cambia idea non mantenendo la promessa.

Trascorsi venti anni, Boum torna sul luogo del suicidio di Ib, portandosi dietro la figlia quindicenne Bell. Sospettando solo più avanti nella narrazione, che l’anima piena di rabbia di Ib pretenda che la promessa venga mantenuta, Boum proverà in tutti i modi a proteggere se stessa e la figlia. Con una messa in scena da brivido, anche attraverso illuminazione, sonoro, oggetti di uso quotidiano e un’atmosfera soffocante.

Opere fuori concorso del Far East Film Festival 2018

Tra i titoli fuori concorso, concludiamo con il documentario giapponese di genere fotografico/musicale Sukita: The Shoot Must Go On (2018) di Aihara Hiro.

Il lavoro in questione, ripercorre la carriera del fotografo Sukita Masayoshi, che con i suoi scatti ha immortalato star del calibro del “Duca Bianco” David Bowie, contribuendo a livello iconografico alla copertina dell’album Heroes del 1977. Il regista segue Sukita in giro per il mondo riprendendo mostre dell’artista, facendo interviste personali, e scoprendo anche altri divi del rock, del glam, e del punk che gli sono stati d’ispirazione, come Iggy Pop e Marc Bolan dei Tyrannosaurus Rex, scomparso nel 1977 a soli 29 anni per un incidente stradale.

Sukita: The Shoot Must Go On rappresenta in sostanza la testimonianza di un’epoca mitica del passato, dove arte, fotografia e rock n’roll andavano splendidamente a braccetto, proprio nell’ottica in cui gli ascoltatori, giovani e non, concepivano la musica.

Che dire di più? Avete ancora cinque giorni buoni per fare un salto a Udine, e scoprire quanto è interessante il Far East Film Festival 2018. Approfittatene, e se davvero per quest’anno non doveste riuscire a passare da lì, programmate una capatina per la prossima edizione, e non ve ne pentirete.

 

 

 

Pubblicato da Selene Virdò

Esperta di Cultura e Spettacolo. Torinese. Studi universitari Dams. Accreditato Stampa per il Torino Film Festival. Redattrice articolista e Recensore (critico cinematografico, musicale ecc.). Scrittrice in erba di racconti e romanzi horror (finalista al Premio Internazionale di Letteratura Città di Como). Consulente musicale e Web Dj di musica rock e metal. Fotografa amatoriale di genere naturalistico e artistico/architettonico e Music Composer (Pc).

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