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In arrivo il nuovo decreto: cosa cambia dal 14 maggio in tutta Italia?

Attese delle nuove riaperture mentre si apre uno spiraglio per lo slittamento del coprifuoco alle 23

La cabina di regia per la gestione dell’emergenza sanitaria si riunisce per stabilire le nuove linee guida del prossimo decreto di metà maggio. Coprifuoco, riaperture, matrimoni e consumazione all’interno dei locali sono i temi al centro della discussione. Scopriamo quali novità valuta il governo per la seconda metà del mese.

Cosa prevede il nuovo decreto del 14 maggio?

Il coprifuoco è il tema centrale del dibattito politico e in queste ore si valuta un suo eventuale slittamento. Nella seconda metà di maggio gli italiani potranno rincasare un’ora più tardi per la soddisfazione dei ristoratori. I locali infatti potranno lavorare all’aperto almeno fino alle 22:30, ma non è da escludersi una norma per la riapertura delle sale al chiuso, prevista inizialmente per il 1 giugno. Le piscine all’aperto potranno riaprire il 15 maggio, mentre per le palestre bisognerà attendere l’arrivo del prossimo mese. Il nuovo decreto dovrebbe fornire anche le nuove istruzioni per uno dei settori più colpiti dalla crisi sanitaria: quello del wedding. Dalla seconda metà di giugno ripartiranno anche i ricevimenti matrimoniali, ma con un rigido protocollo da rispettare. Il Comitato Tecnico Scientifico infatti spinge per la regolamentazione delle cerimonie alle quali potranno partecipare solo invitati vaccinati o in possesso dell’eventuale green pass nazionale. I centri commerciali potranno riaprire nei week end a partire dal 17 maggio e i turisti non dovranno più trascorrere 5 giorni in quarantena al loro arrivo in Italia. È proprio il turismo il settore principale da rilanciare con il nuovo decreto. Rispetto allo scorso anno questa nuova stagione estiva inizia con una curva del contagio stabile e per questo l’allerta del Comitato Tecnico Scientifico resta ancora alta.

La possibile eliminazione dell’indice RT

Per mesi l’indice RT ha determinato la vita degli italiani. Adesso il governo, pressato dalle regioni, valuta una sua eliminazione. Il sistema dei colori regionali potrebbe quindi cambiare con l’ingresso di nuovi fattori da valutare per la definizione delle misure restrittive locali. Il nuovo indice individuato è l’RT ospedaliero che dovrebbe rendere più complesso il passaggio delle regioni in arancione o in rosso.

 

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