Attualità

Inchiesta Sidigas: quei 1700 bonifici in 2 mesi da chiarire

Ecco cosa i magistrati contestano alla società cardine del gruppo De Cesare che è finita nell'occhio del ciclone.

Sono giorni caldissimi ad Avellino per via dell’inchiesta su Sidigas Spa, inchiesta che sta facendo tremare un po’ tutto il territorio per via anche del coinvolgimento di questa azienda nella Scandone Avellino e nell’Avellino Calcio. Nei giorni scorsi la magistratura ha predisposto un ingente sequestro ai danni della Sidigas che è accusata di autoriciclaggio e vari reati tributari ma andiamo a vedere insieme nel dettaglio quel è il quadro accusatorio nei confronti dell’azienda di Gianadrea De Cesare.

I bonifici sospetti

Come osservato anche dai colleghi di Thewam, nelle  32 pagine che hanno accompagnato il decreto di sequestro firmato dal procuratore aggiunto Vincenzo D’Onofrio e il sostituto Vincenzo Russo si fa un ampio riferimento a una serie di bonifici sospetti realizzati da Sidigas.com tra gennaio e marzo 2018. Sidigas.com è la parte di Sidigas che si occupa della riscossione dei pagamenti da parte dei clienti e, da quel che emerge dall’inchiesta, avrebbe dirottato circa 43 milioni di euro sui conti della Enerimpianti srl, società sempre facente capo a De Cesare. Questo passaggio di denaro è avvenuto in soli due mesi grazie a oltre 1700 bonifici effettuati tra il 2 gennaio e il 6 marzo del 2018. È proprio questa concentrazione di movimenti che ha attirato l’attenzione degli inquirenti che hanno ipotizzato che tutto ciò fosse un modo di sottrarre denaro alla Sidigas per non dover versare nelle casse dello Stato tributi come Iva e accise che, però, venivano regolarmente addebitati agli utenti.

Chi è gianandrea de cesare

I debiti con il fisco

Insomma la posizione di Sidigas non sembra essere delle migliori e a confermarlo ci sono anche i debiti con l’Agenzia delle Entrate che accusa l’azienda di non aver rispettato gli impegni presi in sede di rottamazione di vecchie posizioni e avrebbe un debito con l’erario di circa 62 milioni di euro. Secondo l’Agenzia delle Entrate Sidigas avrebbe perso il diritto al beneficio della rottamazione di alcune posizioni e ciò potrebbe favorire la convalida da parte del gip del sequestro d’urgenza chiesto dalla Procura qualche giorno fa. L’azienda sembra essere intenzionata a impugnare questo provvedimento poiché è convinta che il debito nei confronti dell’Agenzia delle Entrate non corrisponda alla cifra indicata da quest’ultima, ma la situazione non promette nulla di buono.

Il futuro di Scandone e Avellino

Come detto in precedenza, la situazione della Sidigas interessa l’intero territorio anche per il coinvolgimento di questa azienda e del suo proprietario nelle due principali realtà sportive del territorio: Scandone Avellino e Avellino Calcio. Per la compagine cestistica i problemi si sono già palesati con la richiesta di autoretrocessione in Serie B e la successiva iscrizione al fotofinish a questo campionato grazie all’impegno economico personale del sindaco Festa, cosa che però non garantisce effettivamente alla Scandone la possibilità di disputare il campionato senza problemi. Per l’Avellino la situazione sembra essere ancora in stand by nonostante per ora l’iscrizione alla prossima Serie C sia stata ultimata.

Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.

Articoli correlati

Back to top button
Close
Close