Luisa Corna, Intervista sul Nuovo Singolo “Angolo di cielo”

L'artista ci racconta della sua viscerale passione per le sette note, in concomitanza con il suo atteso ritorno discografico.

E’ in rotazione radiofonica dal 9 giugno “Angolo di cielo” il nuovo singolo di Luisa Corna, composto in collaborazione con Marco Colavecchio, Michele Pio Ledda e Gabriele Oggiano. In occasione di questo lancio discografico, abbiamo incontrato l’artista lombarda che ci ha raccontato delle sue ultime scelte professionali, che l’hanno spinta a questo sentito ritorno alle origini.

Ciao Luisa, di cosa parla il tuo nuovo singolo “Angolo di cielo” e cosa hai voluto raccontare in questa canzone? “Il brano parla della scomparsa di mio padre, ma non volevo raccontare questa perdita in maniera malinconica, volevo fosse una canzone consapevole, quasi di accettazione e di riflessione, per arrivare a quell’angolo di cielo dove immagino si trovi adesso. Raggiungere il suo sorriso, rasserenarlo e dirgli che sta andando tutto bene e che sono felice”.

Il videoclip del brano, diretto dal regista Cristiano Mondini, è girato nella vostra Palazzolo sull’Oglio, parlaci di questa scelta. “Volevo che fosse girato in un luogo che mi rappresentasse, con i ricordi legati alla mia famiglia, dalla riva del fiume dove mio padre mi ha insegnato a nuotare alla casa dove sono cresciuta. E’ stato come un tuffo nel passato, in tutto quello che ho vissuto insieme a lui, per questa serie di ragioni mi sembrava l’unico luogo che potesse rappresentarci”.

Data la tua onestà intellettuale, ti chiedo: ti manca la televisione? “Devo essere sincera, non ne sento particolarmente l’esigenza. Quello che a me mancherebbe è il contatto con il pubblico, cosa che con i concerti e gli spettacoli che ho la fortuna di fare non mi manca. L’ho sempre pensata in questo modo, sin da quando ho iniziato a cantare, non sono mai stata troppo ambiziosa, quando mi esibisco non importa che ci siano cento o mille persone, l’importante per me è instaurare un feeling con chi mi viene ad ascoltare, cosa che ad esempio con la televisione non si può avere, se non con una piccola fetta di pubblico presente in studio. La musica, invece, è una condivisione tra persone”.

L’esperienza di “Tale e quale show” ha messo in luce, se mai ce ne fosse stato bisogno, ancora più nel dettaglio le tue doti? “Non saprei, sicuramente è un programma che ti mette alla prova, non solo vocalmente ma anche nella parte di preparazione, quella più recitativa, anche se il trucco fa davvero tantissimo e ho avuto la fortuna di lavorare con professionisti straordinari. Tra l’altro, mi hanno affibbiato dei personaggi mica da ridere, da Renato Zero nella prima puntata a un mito come Whitney Houston, una grandissima artista che ho sempre amato e che ho cercato di interpretarla in punta di piedi, con molta delicatezza. E’ una trasmissione che ti dà possibilità di metterti in gioco, divertendoti con la musica”.

Stai lavorando a un nuovo disco, il terzo della tua carriera, cosa puoi anticiparci al riguardo? “Nei prossimi mesi uscirà un nuovo singolo e poi, presumibilmente con l’inizio dell’anno nuovo, anche l’album. Siamo nella fase delle scelte, probabilmente ci saranno delle collaborazioni con colleghi che stimo, ma tutto è ancora un po’ in work in progress. Ci sarà come sempre quello che è un po’ il mio mondo musicale, legato al soul ma anche alla nostra bella melodia italiana, ma anche una mia maggiore presenza nei testi, dettata dalla voglia di esprimermi e di raccontare quello che sento”.

Facciamo un saltino indietro nel tempo. Quando e come è nata la tua passione per la musica? “Avevo cinque anni, cantavo all’oratorio nel coro della chiesa, con Padre Lino che suonava il pianoforte. E’ una passione che ho avuto sin da bambina e che mi ha spinto, verso i sedici anni, ad andare a Milano per studiare canto. Quello che posso dirti e che sin da piccola sognavo di fare la cantante, da sempre il mio desiderio più grande”.

Nel ’92 ti sei classificata seconda al Festival di Castrocaro. Secondo te, oggi, perché certe manifestazioni storiche non riescono più ad avere lo stesso successo e lo stesso peso discografico di un tempo? “Forse proprio perché sono cambiati i tempi, complice la crisi del settore discografico, che ha colpito in passato un po’ anche il Festival di Sanremo. La musica ormai viene utilizzata in un altro modo, ad esempio con le eliminazioni dei cantanti in gara, quasi come se fosse un reality show. In un certo senso, si è dovuto adeguare ai tempi”.

Tra le esperienze che non possiamo non citare c’è quella del Festival di Sanremo, di ormai quindici anni fa. Con Fausto Leali siete ancora amici, vedo che ti mette sempre mi piace su Facebook ed è una persona straordinaria. E’ vero che ti ha voluto lui con se sul palco dell’Ariston? “Assolutamente si. In quel periodo sono stata ospite di ‘Taratatà’, una bella trasmissione televisiva con Vincenzo Mollica in seconda serata, e mi sono esibita dal vivo con l’orchestra di Paolo Belli. Dopo avermi ascoltato, Fausto si è messo in contatto con me attraverso una nostra amica comune per propormi un provino. Non mi sembrava vero, ho accettato subito e così ho conosciuto una persona meravigliosa, che mi ha fatto fare una delle esperienze più belle, professionalmente e umanamente parlando”.

Per concludere, cos’è la musica per Luisa Corna? “La musica è come la vita, non esiste se non la condividi con gli altri. Ho iniziato da ragazzina studiando canto e recitazione, sono arrivata in televisione quando avevo già compiuto trent’anni e, fortunatamente, ho sempre avuto la possibilità di fare trasmissioni che mi permettessero di cantare, di esprimermi sotto tutti i punti di vista. Non si può ignorare l’istinto, nel mio caso la musica mi appartiene e oggi sento proprio l’esigenza di scrivere e di portare avanti la mia più grande passione, perché questa è per me la musica: la mia più grande passione”.