Mary Poppins Returns: Trama e Recensione

Al cinema il sequel del classico film Disney con protagonista Emily Blunt.

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Se vi ritorna in mente la bellissima Julie Andrews e le classiche canzoni da Zecchino d’Oro (con tanto di Mago Zurlì) Supercalifragilistichespiralidoso di Tina Centi e Un poco di zucchero, Se anche voi credevate bastasse schioccare le dita per metter a posto la vostra stanza…beh, fate parte di una generazione dimenticata. Ma non del tutto.
Il nuovo capitolo del classico Disney, dove la governante armata di ombrello e valigia atterra ancora una volta con aplomb ed eleganza dal cielo di Londra, è diretto dal regista Rob Marshall (6 candidature ai Tony Award), ex ballerino e coreografo nato e cresciuto a Broadway, mente geniale dietro musical teatrali/cinematografici come Chicago, Memorie di una Geisha e Into the Woods. Il cast non è da meno: Emily Blunt, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Julie Walters, Colin Firth, Meryl Streep, Angela Lansbury e Dick Van Dyke in un cameo divertentissimo.

TRAMA

Michael e Jane sono ormai grandi, hanno una famiglia loro e dei figli.
L’ombra della tragedia, però, li colpisce senza preavviso, lasciandoli in mezzo all’elaborazione di un lutto e di un’economia precaria, che potrebbe farli perdere quanto hanno di più caro. È qui che la loro tata preferita, quella che li aveva aiutati a ricucire il rapporto con papà George, torna scendendo dal cielo, lo stesso ombrello che la aiuta a planare e la stessa borsa piena zeppa di oggetti e arnesi, attaccapanni e vasi di piante. Le prime immagini del trailer del film, che arriva cinquantaquattro anni dopo l’originale del ’64, ci riportano alle atmosfere e ai colori dell’infanzia.

In Il ritorno di Mary Poppins si canta, si balla e si viaggia in mondi mirabolanti. Una delle sequenze più affascinanti è, senza dubbio, la coreografia fra i disegni animati che ci riporta ai tempi di «supercalifragilistichespiralidoso», con i figli di Michael, Annabel, Georgie e John, protagonisti di un’avventura che non scorderanno mai più. Fra le presenze eccellenti del cast Meryl Streep nel ruolo di Topsy, cugina di Mary, Colin Firth in quelli del boss di Michael e il grande Dick Van Dyke, il Bert del primo film che, qui, ritorna nei panni del mitologico direttore della banca interpretato da Arthur Malet. Il film, che conta sulle musiche composte da Marc Shaiman con i testi con Scott Wittman, è diretto da Rob Marshall, regista di Chicago che con Emily Blunt aveva già collaborato inInto the Woods. Sempre della Disney.

Emily Blunt è la nuova Mary Poppins

Con tutte queste premesse, era davvero difficile per Emily Blunt, “praticamente perfetta sotto ogni aspetto”, riuscire a eguagliare la Andrews, e sebbene l’idea dei produttori non era sicuramente quella di indurre al paragone, è difficile sfuggire alla tentazione di giustapporre ogni momento di questo film alle sequenze all’originale. Ragione per cui, sarebbe stato meglio, forse, allontanarsi di più dal film che conquistò 5 premi Oscar, e avventurarsi nell’inesplorato.
E, nonostante sia l’eroina del titolo, colei che dicendo sì a questo film ha abbracciato l’eredità più pesante, sembra quasi che non sia lei l’eroina della storia: i piccoli Bakns sono perfettamente in grado di badare a se stessi e l’eroe d’azione vero e proprio è il Jake di Lin-Manuel Miranda, unico tra tutti che sembra davvero a proprio agio sul palcoscenico che Marshall porta in sala.

Cosa c’è di nuovo in questo sequel?
La storia è ambientata 20 anni dopo l’originale. Siamo passati dalla Londra edoardiana a quella della Grande Depressione, si vede la gente in fila a comprare il pane. L’arrivo di Mary Poppins è ancora più necessario rispetto al primo film. C’è un motivo per cui i musical della MGM hanno avuto particolare successo subito dopo la Depressione: erano veicoli di fiducia in un futuro migliore, tra i pochi momenti in cui la gente poteva scappare dalla tristezza della realtà. Alzarsi al mattino e ballare con Mary Poppins e un gruppo di pinguini è un privilegio, un entusiasmo contagioso.

Il personaggio di Mary Poppins

È un personaggio enigmatico, misterioso, non si espone mai totalmente, e quindi il suo comportamento può essere interpretato in maniera molto differente. Ha una strana dualità, è eccentrica nei modi e nel vestire, imprevedibile ma allo stesso tempo attenta ed esigente. Organizza queste straordinarie avventure per i bambini che in realtà però piacciono molto anche a lei, ama perdersi in questi mondi fantastici, ma non lo fa mai notare. Credo che ognuno di noi abbia in mente la propria versione di Mary Poppins, non ne esiste una sola. E proprio per questo motivo è amata da tutti.
Mary ti insegna a vivere con ottimismo, perché il modo in cui affronti la quotidianità determina la qualità della tua esistenza: pulire casa può essere visto come un tormento, ma se trasformi tutto in un’avventura, magari non è poi così tremendo. Può addirittura piacerti.

Ci sarà anche Dick Van Dyke

L’attore 91enne non ha alcuna intenzione di ritirarsi: «Se rallenti, invecchi».
È la cosa peggiore che si possa fare. Quando smetti invecchi velocemente. Penso che il modo migliore sia rimanere attivi più a lungo possibile».

Sono passati più di 80 anni da quando è stato scritto il primo libro. P.L. Travers è stata capace di creare un universo magico che è ancora estremamente attuale. Anche se non siamo più nel periodo della Grande Depressione, viviamo in un momento storico fragile e delicato. E Mary Poppins può aiutarci a dimenticare i problemi per qualche ora. Può ridarci un pizzico di ottimismo, ricordandoci che il mondo è ancora pieno di magia e di meraviglia.