Attualità

Matteo Mondini, la sua storia dopo l’incidente sul lavoro

Matteo Mondini classe 1982 viene colpito da un grave infortunio sul lavoro sette anni fa, ha subito 33 interventi chirurgici, con la conseguenza di un impianto pacemaker cardiaco che hanno portato anche all’amputazione del braccio.
Chiede giustizia e lo fa tramite social che da fine 2017 a oggi, ha superato le 100mila condivisioni: una notorietà improvvisa per uno che nemmeno usava i social network. «È stata Gessica Notaro (la ragazza di Rimini sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato poco più di un anno fa) a darmi l’idea: ci siamo conosciuti dopo quello che le era successo, e mi ha consigliato lei di diffondere la mia storia per chiedere giustizia».
Chiede giustizia perché ad oggi ancora non è stata fatta.
«Lavoravo nell’azienda di mio padre, ci occupavamo di sistemi di sicurezza, ed ero in un negozio in fase di ristrutturazione – Racconta. – Dovevo eseguire dei lavori precedentemente commissionati , ma sono rimasto folgorato dalla corrente elettrica perché non c’era il salvavita». La situazione è peggiorata in ospedale: «I medici non si sono resi subito contro della gravità della situazione, tanto che mi hanno tenuto una sola notte in osservazione e poi mi hanno rimandato a casa – continua Mondini, che al tempo dell’incidente aveva 28 anni -. Non capivano cosa avessi: si erano concentrati sull’aspetto psicologico, ma non hanno mai fatto un esame obiettivo al braccio». Il ritardo nella diagnosi ha portato al calvario delle continue operazioni, culminate con la perdita del braccio lo scorso ottobre.
Ad oggi aspetta ancora il risarcimento per il danno subito ma chi dovrebbe farlo si presentò solo lo scorso anno con una somma misera di quindicimila euro. Nonostante la persona imputata nel processo penale sia stata condannata anche in cassazione non ha versato nemmeno un centesimo.
Matteo chiede giustizia per lui e per tutte quelle persone che ad oggi hanno subito gravi infortuni sul lavoro, nessuno ne parla e ancor meno persone se ne occupano. Chiede giustizia affinché a nessun altro capiti ciò che ha dovuto subire lui .
Ha aperto una pagina Facebook Matteo Mondini Official e un profilo Istagram dove poterlo sostenere e fortunatamente sono in tanti , ma non si è invincibili e ogni tanto un pò di sconforto arriva,  ma grazie ai continui messaggi di solidarietà Matteo è ancora in piedi che lotta ogni giorno :
“MAI MOLLARE-never give up- ” Dice sempre.
Vorrebbe anche andare nelle scuole e nelle aziende per diffondere la cultura delle prevenzione sui luoghi di lavoro affinché possa portare la sua testimonianza.
Quindi per chiunque abbia piacere di conoscerlo o abbia voglia di invitarlo nelle scuole o nelle aziende oltre alle pagine social ha anche un email : mondinimatteo@icloud.com
Non ci resta che continuare a pensare che la speranza è l’ultima a morire e fare un grosso in bocca al lupo a Matteo!

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