Salute

Meningite: Sintomi iniziali in adulti e bambini e Cause

La meningite è una delle malattie più temute ma come si manifesta all'inizio e quali possono essere le sue cause?

Non è passato molto tempo dal periodo di psicosi meningite vissuto in Italia qualche anno fa e la paura per questa malattia rimane. Quali sono i primi sintomi dell’arrivo della meningite e, soprattutto, quali sono le cause e le terapie da adottare?

Purtroppo di tanto in tanto siamo costretti a riferirvi di casi di meningite talvolta anche letali e la paura per questa grave malattia difficile da diagnosticare per tempo c’è sempre. Per fortuna la scienza è stata in grado di mettere a punto un vaccino contro la meningite che, al netto delle polemiche, dei risultati ha dato ma in molti si chiedono quali sono i sintomi iniziali per riconoscere questa malattia e quali differenze corrono tra bambini e adulti.

Meningite: le cause

Prima di parlare di cause, sintomi e cure è bene provare a descrivere sinteticamente cosa effettivamente succede nel corpo di una persona affetta da meningite. In buona sostanza la meningite è un’infiammazione delle meningi che sono le membrane che avvolgono cervello e midollo spinale. Questa infiammazione nella maggior dei casi è frutto di un’infezione dovuta a un virus, un fungo o un batterio ma esistono anche forme di meningite non infettive che possono essere causate dall’abuso di alcuni farmaci o da neoplasie.

La meningite asettica

La forma più comune e generalmente meno grave di meningite è quella che viene definita asettica. In poche parole si tratta di una forma virale che il nostro organismo in condizioni normali riesce a debellare in circa dieci giorni senza lasciare conseguenze apprezzabili nel malato. Come detto, in un certo senso fortunatamente, questa è la forma di meningite più comune. Anche il virus dell’influenza può portare alla contrazione della meningite.

La meningite batterica

Come facilmente deducibile dal nome, la meningite batterica è quella forma di infezione non dovuta a un virus ma alla presenza di un batterio che causa la malattia. Pur avendo un’incidenza inferiore rispetto a quella asettica, la meningite batterica rappresenta un problema più serio per noi tutti in quanto può avere conseguenze molto gravi, talvolta letali. L’agente batterico più temibile è senza ombra di dubbio il così detto meningococco, in particolare i suoi sierogruppi B e C che in Italia e, più in generale, in Europa sono i più frequenti.

La meningite da funghi

Ugualmente pericolosa per la salute è senza ombra di dubbio la così detta meningite da funghi o miceti. I soggetti maggiormente esposti a questo tipo di contagio sono generalmente persone con deficit più o meno accentuati della risposta immunitaria, quindi, persone il cui fisico è meno attrezzato a combattere l’infezione e che possono rischiare la vita in caso di contagio.

La meningite fulminante

Spesso la meningite può avere un decorso davvero molto veloce che porta rapidamente al decesso del paziente. Le condizioni dello sfortunato ammalato in questi casi peggiorano nel giro di pochissime ore e sulla pelle compaiono delle piccole macchie rossastre che indicano delle micro – emorragie dei vasi.

Come di trasmette la meningite?

La meningite, come noto, è una malattia trasmissibile da uomo a uomo. Il contagio avviene sostanzialmente per via aerea e, pertanto, si può venire a contatto con un’agente infettivo attraverso la saliva, le secrezioni nasali espulse con starnuti o colpi di tosse o semplicemente parlando. Appare evidente che sono i luoghi chiusi particolarmente affollati quelli a maggior rischio ma, per non causare inutile panico, è necessario fare presente che il contatto deve essere prolungato e che, comunque, anche in caso di contatto con virus, batteri o funghi che causano la meningite, è possibile divenire portatori sani, vale a dire tenere dentro di sé il patogeno senza che però la malattia si manifesti mai. Inoltre è utile ricordare che la malattia è contagiosa solo nella sua fase acuta e nei giorni immediatamente precedenti alla sua manifestazione.

Quali sono i sintomi della meningite?

Il tempo di incubazione della malattia varia da caso a caso e, soprattutto, in base all’agente che l’ha generata. Per una meningite virale, in genere, non bisogna attendere più di 6 giorni per vedere ”esplodere” la patologia mentre quella batterica può avere un periodo di incubazione che raggiunge anche i 10 giorni che, generalmente, sono considerati il tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria. Già ci siamo espressi sulle forme fulminanti di meningite.

Come la gran parte delle malattie, anche la meningite ovviamente ha dei sintomi come, per esempio, sonnolenza, inappetenza e cefalea. Dopo qualche giorno i sintomi possono farsi più marcati e comparire la tipica rigidità della nuca e delle gambe che solitamente si associa alla meningite.

Meningite: i sintomi nei bambini

Le fasce più a rischio contagio sono, come facilmente prevedibile, bambini e anziani. In particolare sono i casi dei bambini i più complessi da trattare in quanto non sempre è facile diagnostica in tempo utile la malattia. I sintomi che possono accusare i neonati sono l’inappetenza, la tendenza a piangere e la sonnolenza ma, purtroppo, questi sono fenomeni che possono essere molto comuni nei bambini molto piccoli e quindi a volte sottovalutati.

Come si cura la meningite?

Dal lungo discorso che abbiamo fatto sulle possibili cause della meningite non è difficile intuire che siano gli antibiotici lo strumento principale per combattere la meningite. Ovviamente di fondamentale importanza è la tempestività nell’individuare la malattia e la sua specifica causa per poter effettuare una terapia antibiotica mirata e poter mettere in atto azioni efficaci di profilassi per prevenire quanto più è possibile il contagio. In caso di meningiti virali la terapia antibiotica non sembra necessaria una terapia antibiotica in quanto la ”questione” potrebbe essere risolta autonomamente dal nostro corpo. Ovviamente bisogna riporre la massima fiducia nel medico che ci ha in cura e seguire le indicazioni da lui dateci.

Meningite: i vaccini

Il tema dei vaccini è da anni oramai al centro di grandi discussioni in Italia e non solo. Anche per la meningite, per fortuna, sono stati messi a punto dei vaccini che rappresentano un’arma di fondamentale importanza nel contrasto a questa seria malattia. I vaccini disponibili sono diversi in base alla causa della malattia. In particolare tre sono i tipi adatti al contrasto del meningococco: quello contro il sierogruppo C, quello tetravalente contro i sierogruppi A, C, W e Y e quello contro il meningococco di sierogruppo B.

Quale vaccino fare contro la meningite?

Il vaccino contro il meningococco C è abitualmente somministrato a i bambini nel corso del primo anno di vita mentre il richiamo tetravalente è fortemente consigliato negli adolescenti. Al di fuori di queste fasce di età, il vaccino è consigliabile a persone appartenenti a fasce a rischio come, per esempio, soggetti diabetici, immunodeficienti o magari affetti da malattie epatiche croniche e gravi. Ovviamente, se si è in procinto di viaggiare verso zone del mondo in cui è particolarmente presente un particolare agente batterico che può causare la meningite è molto consigliabile fare il vaccino adatto.

In generale non è raccomandata la vaccinazione agli adulti che in infanzia non sono stati sottoposti a vaccino, tranne ovviamente i casi particolari di cui abbiamo parlato poco fa. In ogni caso prima di prendere qualsiasi decisione relativa alla vaccinazione è opportuno scollegarsi da internet e rivolgersi a personale medico qualificato che saprà valutare la vostra specifica situazione molto meglio di quanto non si possa fare in un articolo come questo.

 

 

Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.

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