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Moduli per la disdetta del contratto: i tre casi principali

La spasmodica diffusione dei nuovi operatori praticamente in ogni settore, la possibilità di cambiare gestore telefonico in pochissimo tempo e le numerose alternative nel settore energetico, potrebbero spesso rendere non semplicissimo districarsi tra le varie pratiche di disdetta e abbonamento.

Normalmente, nella fase del cambio operatore sarà il nuovo gestore ad occuparsi di tutto, ma potrebbe anche capitare che l’utente sia costretto a procedere in autonomia per la disdetta del contratto.

Ovviamente per procedere il primo passo da compiere, è quello di districarsi tra i vari moduli per disdire un servizio piuttosto che un altro. In via del tutto generale, i moduli per la disdetta dei principali operatori sono molto simili ma qualche differenza c’è e riguarda soprattutto i casi di disdetta a scadenza o, per esempio, recesso prima della scadenza del contratto o, ancora, recesso ex D.L. c.d. Bersani.

Potrebbe essere anche tutt’altro che semplice trovare sul sito web ufficiale di ogni singolo operatore, il modulo giusto per la disdetta. Per fortuna online le alternative non mancano. Sarà sufficiente una banalissima ricerca su Google per trovare praticamente tutti i moduli di cui abbiamo bisogno.

Come accennato in precedenza, normalmente i casi da affrontare sono tre:

  • Recesso entro i 14 giorni dall’attivazione
  • Disdetta a scadenza naturale
  • Recesso prima della scadenza

Le condizioni e i moduli per ciascuna di queste tre possibilità sono ovviamente diversi. Nel primo caso parliamo di una possibilità che di fatto è contemplata dal c.d. diritto di recesso: il costo di chiusura del contratto sarà pari a zero e le formalità davvero poche. La disdetta a scadenza naturale del contratto, invece, riguarda il caso in cui, in corso d’anno, l’utente decida di non avvalersi del tacito rinnovo ma di optare per la disdetta a scadenza. Il modulo di disdetta dovrà essere inviato entro e non oltre i 30 giorni dalla data di scadenza del contratto e i costi saranno appunto pari a zero.

L’ultimo caso è forse quello più oneroso per gli utenti: parliamo dell’ipotesi di recesso prima della scadenza naturale del contratto. In questo caso la disattivazione non è gratuita e, soprattutto, saremo chiamati a pagare un importo pari alla somma degli sconti di cui si è usufruito nel periodo di attivazione.

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