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Morbillo in Serbia: 13 morti e 3600 contagiati

Dopo che in Italia si sono visti diversi casi di morbillo che hanno condotto alla morte, è la Serbia ora a fare i conti con un’epidemia. Nello stato dei Balcani al momento si contano molti contagi e oltre 10 decessi. La situazione è al momento sotto osservazione, e per ora i dati precisi parlano di oltre 3.600 persone contagiate e 13 morti.

Tale epidemia di morbillo è cominciata intorno al mese di ottobre dello scorso anno, quando si sono cominciati a verificare diversi casi di contagio. La situazione ha cominciato a peggiorare con il passare dei mesi, e l’autorità sanitarie si sono presto attivate affinché chi non fosse vaccinato, si predisponesse alle operazioni di immunizzazione.

Morbillo, il virus in Italia

L’Italia ha visto un vero boom del virus nel 2017, quando diverse persone sono state contagiate. In quel periodo si sono verificati anche alcuni decessi. Tra questi anche bambini non regolarmente vaccinati per il morbillo.

In occasione del periodo di contagio diffuso, nel nostro Paese è stata fatta una campagna informativa importante. Ci si è rivolti alle famiglie e alle persone non vaccinate, invitandoli a procedere con una regolare immunizzazione per evitare il contagio.

Morbillo in Serbia

In Serbia la situazione è più seria di quanto non sia stato in Italia. Il bilancio di 13 vittime e di un contagio che ha interessato già oltre 3600 persone in sei mesi, fa preoccupare. In un comunicato rilasciato dalle autorità sanitarie serbe, due decessi sono avvenuti proprio nelle ultime 24 ore. Tali morti sono state registrate come conseguenza di gravi complicazioni legate al morbillo.

Le autorità sanitarie inoltre, hanno fatto sapere che oltre il 95% dei pazienti contagiati dal morbillo, erano non vaccinate, o solo in maniera parziale. Per questo vengono rinnovati gli appelli alla vaccinazione, soprattutto per i bambini. Un aspetto positivo è che, secondo gli esperti, il culmine dell’epidemia in Serbia sia stato raggiunto. Adesso, essi si aspettano un graduale rallentamento del numero dei contagi.

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